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Forza Italia vicina alla Lega, Berlusconi tiene il partito all'8%. Tajani: "Noi determinanti per il governo"

Silvio Berlusconi al seggio con Marta Fascina 
Il Cavaliere rieletto al Senato nel collegio uninominale di Monza, città della sua squadra. Nel nuovo esecutivo possibile l’ingresso dell’ex presidente del Parlamento Ue agli Esteri, Ronzulli all’Istruzione e Bernini agli Affari europei
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Più che collasso, prove di consunzione. I primi numeri precipitano Forza Italia verso un altro record negativo, attorno all’8 per cento. Circa la metà — voto più voto meno — della perfomance alle Politiche di cinque anni fa, quando si fermò al 14. E anche se la distanza dalla Lega sembra minima, è un risultato che consente ad Antonio Tajani, a dati non consolidati, di dichiarare: «FI è determinante per la vittoria del centrodestra e sarà determinante per il governo».

Eppure fino all’ultimo Silvio Berlusconi - che risulta comunque eletto al Senato, nel collegio di Monza - sembra credere nella doppia cifra. «Supereremo il 10 per cento», sostiene infatti l’ex premier rilassandosi al bar, a mezzogiorno, dopo aver votato nel seggio di via Fratelli Ruffini a Milano.

Con lui, c’è la non-moglie Marta Fascina, come sempre silente in pubblico e parlante solo sui social; come sem…

Più che collasso, prove di consunzione. I primi numeri precipitano Forza Italia verso un altro record negativo, attorno all’8 per cento. Circa la metà — voto più voto meno — della perfomance alle Politiche di cinque anni fa, quando si fermò al 14. E anche se la distanza dalla Lega sembra minima, è un risultato che consente ad Antonio Tajani, a dati non consolidati, di dichiarare: «FI è determinante per la vittoria del centrodestra e sarà determinante per il governo».

Eppure fino all’ultimo Silvio Berlusconi - che risulta comunque eletto al Senato, nel collegio di Monza - sembra credere nella doppia cifra. «Supereremo il 10 per cento», sostiene infatti l’ex premier rilassandosi al bar, a mezzogiorno, dopo aver votato nel seggio di via Fratelli Ruffini a Milano.

Con lui, c’è la non-moglie Marta Fascina, come sempre silente in pubblico e parlante solo sui social; come sempre blindata in un seggio, stavolta a Marsala, per tornare in Parlamento. “Votare Forza Italia è l’unico strumento per un’Italia più moderna, più efficiente, più libera”, scriverà infatti. E ci sono Licia Ronzulli, senatrice uscente e coordinatrice del partito in Lombardia oltre che “assistente” numero uno del presidente, il responsabile dei dipartimenti Alessandro Cattaneo, la coordinatrice milanese Cristina Rossello.

Il bersaglio mancato di Berlusconi

«Che bella fila, viva la democrazia», dirà ancora Berlusconi ai suoi vicini di cabina elettorale. Il gruppo dei suoi lo blinda, sorride, ma macina amaro: tutti sanno che quella coda non farà il bene di Forza Italia. Il bersaglio è quindi mancato, gli azzurri vanno al di sotto anche del risultato deludente delle ultime Europee del 2019, che avevano lasciato il partito a quota 8,8. E il fondatore del centrodestra italiano che aveva cominciato l’anno con la sonora bocciatura delle ambizioni sul Quirinale si appresta a chiuderlo in posizione ancillare rispetto a una coalizione che lo ha, di fatto, spinto ai margini.

Un lavoro cominciato col mortale abbraccio della Lega di Matteo Salvini, quando quest’ultimo era all’apice dell’avanzata, e perfezionato oggi — racconta nella notte delle proiezioni qualche suo ex fedelissimo che ha voltato le spalle al leader — che Giorgia Meloni ha sferrato l’attacco frontale.

L'obiettivo di Berlusconi è la presidenza del Senato

Eppure Berlusconi — 86 anni tra tre giorni — che era in corsa sia a Monza, sia nei plurinominali di Campania, Piemonte, Lazio e Lombardia - a farsi da parte non ci pensa e non manca di rimarcarlo né con la rampante presidente di FdI, né con il ”Capitano” in crollo di consensi.

Cinque mesi e tre settimane dopo il suo rientro pubblico, era il 4 aprile a Roma, di nuovo in una convention di Forza Italia — il presidente di Fi abbozza sorrisi con i “giovani” alleati ma anche ieri, sempre a ridosso del seggio, enfatizza il peso della propria esperienza. Che lo rende testimone del passaggio dalla fine della Prima Repubblica alla nascita di tutte quelle successive. E quindi, sottolinea, «sono tornato in campo per fare il regista».

Una velleità che va di pari passo ai progetti più concreti: scalare lo scranno più alto del Senato, succedere nella seconda carica dello Stato alla “sua” ex parlamentare Elisabetta Alberi Casellati. E provare a far passare qualcuno dei suoi tre “ministri” in pectore, i cui nomi giravano su un foglietto fino a pochi giorni fa: innanzitutto Antonio Tajani, il vicepresidente del partito, come titolare degli Esteri, l’Istruzione a Licia Ronzulli. Sono loro, adesso, i due riferimenti dell’attuale cerchio magico, quello che segna l’inverno di Forza Italia. Come terza opzione, quella di Anna Maria Bernini, agli Affari europei. Un trio che continua a sperare.

Forza Italia ridotta a partitino padronale

Intanto quello che l’ex potentissimo premier chiama “movimento” è un partitino padronale. All’esterno cannibalizzato dall’onda di Fratelli d’Italia , insidiato ai fianchi da Azione, all’interno ridotto e “ripulito” di vecchi volti o impresentabili (è stato, ad esempio, scaricato da Fi in Campania quel Luigi Cesaro, alias Giggino ‘a purpetta, su cui pende una misura di arresti domiciliari).

Ai cittadini in coda ai seggi Berlusconi lascia di invincibile solo il sorriso stampato. «Ho preso una caduta, potevo uccidermi, ma siamo qui». Dal tonfo nelle urne, però, difficile rialzarsi.