Governo, per Berlusconi niente incarichi. "Ma sarò il regista del centrodestra"
di Conchita SanninoProfessione, garante di Giorgia. All'estero, certo, nelle cancellerie dove la diffidenza potrebbe intralciare processi virtuosi. E dove un po' impressiona e un po' diverte il tema dell'Immortale ex premier, 86 anni tra 48 ore esatte, che si riduce, si piega, ma politicamente non scompare. Un ruolo comunque in minore, ma almeno in chiave anti-Salvini. E pur sempre da (aspirante) grande vecchio, per Silvio Berlusconi.
La loro, dice, "è un'alleanza vera, che sono orgoglioso di avere fondato 28 anni fa. Faccio i miei complimenti a Giorgia Meloni per l'eccellente risultato ottenuto e ringrazio Matteo Salvini per il suo impegno come sempre generoso e leale in campagna elettorale".
Forza Italia c'è ancora, ribadisce. "È radicata, e siamo determinanti per un centro-destra di governo, sia dal punto di vista dei numeri che dal punto di vista politico", interpreta il leader degli azzurri la sua corsa, stoppata a q…
Professione, garante di Giorgia. All'estero, certo, nelle cancellerie dove la diffidenza potrebbe intralciare processi virtuosi. E dove un po' impressiona e un po' diverte il tema dell'Immortale ex premier, 86 anni tra 48 ore esatte, che si riduce, si piega, ma politicamente non scompare. Un ruolo comunque in minore, ma almeno in chiave anti-Salvini. E pur sempre da (aspirante) grande vecchio, per Silvio Berlusconi.
La loro, dice, "è un'alleanza vera, che sono orgoglioso di avere fondato 28 anni fa. Faccio i miei complimenti a Giorgia Meloni per l'eccellente risultato ottenuto e ringrazio Matteo Salvini per il suo impegno come sempre generoso e leale in campagna elettorale".
Forza Italia c'è ancora, ribadisce. "È radicata, e siamo determinanti per un centro-destra di governo, sia dal punto di vista dei numeri che dal punto di vista politico", interpreta il leader degli azzurri la sua corsa, stoppata a quota 8,3 per cento, nel video messaggio che cristallizza ormai la posizione da gregari. "E questo ci impegna, come membri italiani del Partito Popolare Europeo, a garantire il profilo internazionale, il profilo europeista e il profilo atlantico del prossimo governo". Insomma, per varcare con successo i confini, è di lui che avrebbe bisogno la premier di domani?
"Un buon rapporto con i nostri storici alleati degli Stati Uniti e dei maggiori Paesi dell'Unione Europea è essenziale per il futuro dell'Italia - avverte quindi Berlusconi - Allo stesso modo, ci consideriamo impegnati dagli elettori a far valere nel centro-destra di governo i principi liberali, cristiani, garantisti che sono alla base del nostro impegno politico".
Il presidente finge di non accorgersi di un partito ancora un po' più svuotato di ieri. Si fa bastare il sollievo dei vari scampati pericoli, intorno a Forza Italia: non aver dovuto chinarsi a raccogliere quelle macerie del 5 o del 6 per cento che gli consegnavano i primi exit poll, tirando un mezzo sospiro di sollievo all'alba, alla comparsa della cifra finale, appena sopra l'8. Amaro calice mitigato solo dalla scoperta che il "giovane amico" Matteo si leccava analoghe ferite: anche lui inchiodato nello stesso recinto, 8,9 per cento, mentre Meloni con la sua cavalcata si divertiva a moltiplicare quei consensi per tre. Con l'altra (molto relativa) soddisfazione di vedere che l'incidenza di Azione non era stata poi così travolgente come evidentemente tutto il quartier generale di Fi temeva. "La forte crescita di Fratelli d'Italia non è avvenuta ai nostri danni e il tentativo dei cosiddetti centristi di catturare i nostri voti è completamente fallito".
Trattative in pieno corso, adesso. E lui, a fare da "regista", come già si era autoproclamato fuori dai seggi, la domenica mattina. Significa, in queste ore, negoziare per i quattro ministeri su cui si impunta Fi.
Tutti "prenotati" nelle scorse settimane nei vertici a tre del centrodestra. Antonio Tajani, per la prima volta eletto in Parlamento, per Silvio è un "ideale" titolare degli Esteri, "data la sua esperienza e autorevolezza negli anni in cui guidava il Parlamento europeo". Ma non è escluso che il vicepresidente degli azzurri si accontenterebbe anche della presidenza di Montecitorio. Mentre per la rieletta Licia Ronzulli, già presidente della commissione parlamentare per l'Infanzia e l'adolescenza, quale migliore collocazione come ministra "dell'Istruzione, o della Famiglia"? Inutile dire che la senatrice, instancabile generalessa di collegamento tra Fi e la Lega di Salvini, nonché "badante" di ultima generazione del leader, è una dei pochi che può contare sull'appoggio incondizionato del "Capitano": visto che proprio la loro alleanza ha aperto, storicamente, lo slittamento del profilo moderato ed europeista degli azzurri verso posizioni e tentazioni più estreme.
La terza casella su cui si raccomanda Berlusconi non può che riguardare la capogruppo a Palazzo Madama, Anna Maria Bernini, già ministra nel Berlusconi IV, che ambisce a rinnovare la carica come titolare degli Affari europei. Resta da capire cosa stia immaginando per sé, e quanto voglia concedere la premier in pectore Meloni, al "garante" Fregoli delle ultime Repubbliche. Troppo "faticosa", a quanto pare, la presidenza del Senato. Ma potrebbe guidare la prima seduta: proprio nell'aula da cui fu espulso, per effetto della legge Severino, dopo la condanna definitiva per frode. Un ritorno da highlander comunque, per il vecchio garante di Giorgia.