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Di lotta e di governo, la ricetta emiliana per la segreteria dem

Elly Schlein, vicepresidente dell'Emilia Romagna (agf)
ll presidente della Regione, Bonaccini, in corsa per la leadership. Ma c'è chi punta sulla sua vice Elly Schlein. Così funziona il modello politico-amministrativo che a Roma vorrebbero importare
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Arrivare primi senza vincere. Il modello emiliano, se non altro, questo ha prodotto alle ultime elezioni. Mentre in tutto il resto del Paese, oltre alla sconfitta, il Pd è arrivato secondo quando gli è andata bene. Ma non è solo questione di numeri. E non basta guardare al 33% raccolto a Bologna per indicare l'isola felice da cui ripartire, perché si sa che il problema non è nelle città. E nemmeno al 28% in regione, utile per tenere a bada Fratelli d'Italia al 25%, ma non sufficiente per primeggiare come coalizione.



È questione soprattutto di tenuta e dell'impasto che serve per poterla esibire. La ricetta della pasta madre non è nemmeno così segreta. In sintesi, basta sforzarsi di tenere insieme il tutto. Solo che mentre altrove lo si fa solo alla vigilia delle elezioni, in Emilia è una pratica quotidiana. Esercitata con dedizione zen. E non esiste un solo modo, esistendo molte differenze.

Bonacc…

Arrivare primi senza vincere. Il modello emiliano, se non altro, questo ha prodotto alle ultime elezioni. Mentre in tutto il resto del Paese, oltre alla sconfitta, il Pd è arrivato secondo quando gli è andata bene. Ma non è solo questione di numeri. E non basta guardare al 33% raccolto a Bologna per indicare l'isola felice da cui ripartire, perché si sa che il problema non è nelle città. E nemmeno al 28% in regione, utile per tenere a bada Fratelli d'Italia al 25%, ma non sufficiente per primeggiare come coalizione.



È questione soprattutto di tenuta e dell'impasto che serve per poterla esibire. La ricetta della pasta madre non è nemmeno così segreta. In sintesi, basta sforzarsi di tenere insieme il tutto. Solo che mentre altrove lo si fa solo alla vigilia delle elezioni, in Emilia è una pratica quotidiana. Esercitata con dedizione zen. E non esiste un solo modo, esistendo molte differenze.

Bonaccini pronto alla corsa

In Regione Stefano Bonaccini tiene insieme la sinistra radicale e perfino un assessore in quota Italia Viva. Ai tempi in realtà fece di tutto per tenere dentro anche il Movimento 5 Stelle. Ma non riuscendoci, si prese di fatto solo i loro voti. Sconfiggendo, a inizio 2020, l'allora arrembante Salvini, che in Emilia-Romagna cercava il riscatto dopo essersi disarcionato dal governo. In Comune, cioè a Bologna, il sindaco Lepore invece, oltre alla sinistra in coalizione ha anche i grillini, di fatto inglobati con un incarico in giunta all'ex pentastellato Bugani, poi confluito in Articolo 1.

L'astro nascente Elly Schlein

Ed è più a questo modello che guarda Elly Schlein, vice di Bonaccini in Regione, e astro nascente della sinistra. Su di lei Letta avrebbe scommesso per la successione in segreteria e per la rigenerazione del Pd. Mentre altri guardavano da tempo allo stesso Bonaccini, e continueranno a farlo. Una di lotta e l'altro di governo, si sarebbe detto un tempo. Anche se entrambi impastati all'emiliana. Cioè appunto capaci di dialogare, allargare, contenere. Due fratelli diversi da opporre ai Fratelli d'Italia. Il tempo per definire le loro candidature non mancherà. Fosse per il sindaco Lepore, quel tempo andrebbe perfino dilatato. "Non dico con chi sto, chiedo solo al partito di prendersi sei mesi in più e allargare le consultazioni per la scelta del segretario alle associazioni, al sindacato, al mondo del lavoro. Serve una costituente. Prima quella, poi i nomi. Perché il Pd è rimasto orfano di un blocco sociale di riferimento. E deve andarselo a cercare".

Può darsi che a Elly Schlein l'idea non dispiaccia (tace dal giorno del voto), non è detto che Bonaccini ne sia entusiasta. Fatto sta che a quei due si continuerà a guardare da qui al congresso di gennaio, mentre la destra allestirà il suo governo. Nel frattempo, l'Emilia-Romagna avrà comunque da leccarsi non poche ferite. Dopo 76 anni il Pd ha perso il seggio di Modena. E all'ultimo giro non è riuscita nemmeno a far eleggere Valentina Cuppi, sindaca di Marzabotto e presidente del Pd, collocandola senza troppe protezioni in un listino non blindatissimo.

Il modello di stampo cooperativo

Dolori e malumori non mancano nemmeno qui, ma a differenza che altrove non sfociano in scene da farwest, o minacce di morte al ristorante. Sarà che l'imprinting socioeconomico è pur sempre quello di stampo cooperativo. O sarà che la sempre evocata esperienza dell'Ulivo di Romano Prodi produsse l'ultima euforia collettiva della sinistra, proprio in virtù della capacità di unire. "Bisognerebbe che il Pd cantasse più in coro insieme a Letta, almeno nell'ultima settimana", ha detto il Professore a Repubblica alla vigilia del voto. Ma di cori se ne sono sentiti pochi. Certo il gradimento di Prodi per il prossimo segretario non sarà irrilevante. E una decina d'anni fa si cominciò a parlare di Elly Schlein proprio per l'iniziativa OccupyPd, con la maglietta "siamo più di 101" da dedicare al Professore, reduce dal colpo basso della mancata elezione a Presidente della Repubblica. Solo indizi. Altri, non solo correntizi, portano dritti a Bonaccini. Tutti comunque, in queste ore di travaglio del Pd, sembrano confluire lungo la via Emilia.