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Riforma della costituzione, Renzi e Calenda aprono al centrodestra. Scopri con il simulatore di maggioranze chi può cambiare la Carta

Il leader di Italia viva apre alla Bicamerale: "L'importante è che nella riforma ci sia il ballottaggio". Le proposte di Fdi in campagna elettorale. Lollobrigida (Fdi): "La Costituzione è bella, ma ha 70 anni". Il Pd ha promesso battaglia. Ma con quali maggioranze e numeri in questa XIX legislatura si potrà cambiare la Carta?
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Come si modifica la Costituzione? È l'eventualità a cui il nuovo Parlamento potrebbe andare incontro se Giorgia Meloni decidesse di andare fino in fondo con la proposta di legge di riforma costituzionale sul presidenzialismo, come ha ribadito più volte in campagna elettorale. La proposta di Fdi è la seguente: un presidente della Repubblica eletto ogni cinque anni dai cittadini, che presiede il Consiglio dei ministri e può revocare i ministri.

Il Pd ha promesso battaglia. "Giù le mani dalla Carta", aveva replicato Enrico Letta. E ieri a 24 ore dalle elezioni e dalla vittoria di FdI, il capogruppo alla Camera Francesco Lollobrigida, affrontando il tema delle riforme, ha commentato: "La Costituzione è bella ma ha anche 70 anni". Ora da Matteo Renzi arriva un'apertura. Il leader di Italia viva assicura che il terzo polo sarà all'opposizione, "voteremo contro la fiducia" ma se Meloni "ch…

Come si modifica la Costituzione? È l'eventualità a cui il nuovo Parlamento potrebbe andare incontro se Giorgia Meloni decidesse di andare fino in fondo con la proposta di legge di riforma costituzionale sul presidenzialismo, come ha ribadito più volte in campagna elettorale. La proposta di Fdi è la seguente: un presidente della Repubblica eletto ogni cinque anni dai cittadini, che presiede il Consiglio dei ministri e può revocare i ministri.

Il Pd ha promesso battaglia. "Giù le mani dalla Carta", aveva replicato Enrico Letta. E ieri a 24 ore dalle elezioni e dalla vittoria di FdI, il capogruppo alla Camera Francesco Lollobrigida, affrontando il tema delle riforme, ha commentato: "La Costituzione è bella ma ha anche 70 anni". Ora da Matteo Renzi arriva un'apertura. Il leader di Italia viva assicura che il terzo polo sarà all'opposizione, "voteremo contro la fiducia" ma se Meloni "chiederà un tavolo per fare insieme le riforme costituzionali, noi ci saremo perché siamo sempre pronti a riscrivere insieme le regole". Sul merito della riforma, destra e terzopolisti viaggiano comunque su binari diversi. Il cartello Renzi-Calenda preferisce l'elezione diretta del presidente del Consiglio, la revisione del titolo V e la fine del bicameralismo. Ma margini di trattativa potrebbero esserci, se Renzi ai fedelissimi confida: "L'importante è il ballottaggio, come nell'Italicum", la legge elettorale zavorrata dalla bocciatura del referendum del 2016 e rimpiazzata dal Rostallum. Il senatore fiorentino comunque non cerca ruoli: dire sì alla Bicamerale, non significa aspirare alla presidenza. "Che di solito va alla maggioranza, come con D'Alema". E il ruolo del D'Alema, si sa, Renzi non lo vuole giocare. Disponibile al confronto anche Carlo Calenda: "Se la Meloni farà una bicamerale è un dovere di tutti discutere. Se farà proposte è un dovere partecipare. Dopo di che, sono radicalmente contrario al presidenzialismo. Non credo, però, che ci sarà nessuna riforma di tipo costituzionale". E ancora, aggiunge il leader di Azione e Terzo polo: "Io abolirei la Camera, perchè il Senato ha precedenti più gloriosi... scherzi a parte, una Camera sola, prima o poi, bisognerà farla. Questo è un sistema che va superato".

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Il tema delle alleanze è centrale, pur avendo il centrodestra la maggioranza, perché l'iter da seguire per le riforme costituzione è più complesso rispetto alle leggi ordinarie. Vediamo come.

Iter costituzionale

L'articolo 138 della Costituzione recita: "Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi". Cosa significa? Se nella seconda votazione Camera e Senato approvano la legge a maggioranza dei 2/3 dei componenti, il testo è approvato. Se invece nella seconda votazione si raggiunge la maggioranza assoluta, la legge può essere sottoposta a referendum popolare. Ci sono dei tempi da rispettare. La richiesta di referendum deve essere fatta entro tre mesi dalla pubblicazione della legge, da parte di un quinto dei membri di una Camera, 500mila elettori o cinque consigli regionali.

Non è previsto quorum per il referendum e la votazione è considerata valida a prescindere dal numero di partecipanti. E per l'approvazione è necessaria la maggioranza dei voti validi.

I numeri del nuovo Parlamento

Il centrodestra ha da solo i numeri per approvare la riforma a maggioranza assoluta ma non ha i 2/3 per evitare il referendum. Al Senato sono stati eletti 112 candidati del centrodestra su 206 e 237 deputati su 400 (conseguenza della legge sul taglio dei parlamentari). In piena campagna elettorale, Giorgia Meloni rilancia la sua proposta sul presidenzialismo (già avanzata a gennaio durante l'elezione del capo dello Stato), presentata poi nella legislatura terminata da poco e bocciata a maggio in Aula alla Camera.

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