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Via da Facebook, via da TikTok. Luigi Di Maio scompare dal web

(agf)
Non rieletto, in via di conclusione l'esperienza ministeriale, la decisione di staccare la spina anche mediaticamente. Lo staff: non è hackeraggio
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Via la pagina Facebook da 2,4 milioni di fan, via il profilo TikTok. Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio non c'è più. L'ex capo politico dei 5 Stelle non è riuscito ad essere rieletto parlamentare, una batosta imprevedibile fino a qualche settimana fa.

Ora, in via di conclusione l'esperienza ministeriale, la decisione di staccare la spina anche mediaticamente. Dal suo staff in realtà non si fa trapelare nulla, solo che non si tratta di hackeraggio o qualcosa del genere. È quindi una semplice disattivazione dei canali. Il che contempla la possibilità di riattivarli.

Dopo la scissione dai 5 Stelle, Di Maio ha fondato una nuova forza politica, Impegno Civico, presentandosi all'appuntamento del 25 settembre in coalizione con il centrosinistra. Senza però riuscire a raggiungere l'1 per cento; il ministro ha perso anche la corsa nel collegio di Napoli Fuorigrotta, vinta dall'ex compagno di partito nel Moviment…

Via la pagina Facebook da 2,4 milioni di fan, via il profilo TikTok. Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio non c'è più. L'ex capo politico dei 5 Stelle non è riuscito ad essere rieletto parlamentare, una batosta imprevedibile fino a qualche settimana fa.

Ora, in via di conclusione l'esperienza ministeriale, la decisione di staccare la spina anche mediaticamente. Dal suo staff in realtà non si fa trapelare nulla, solo che non si tratta di hackeraggio o qualcosa del genere. È quindi una semplice disattivazione dei canali. Il che contempla la possibilità di riattivarli.

Dopo la scissione dai 5 Stelle, Di Maio ha fondato una nuova forza politica, Impegno Civico, presentandosi all'appuntamento del 25 settembre in coalizione con il centrosinistra. Senza però riuscire a raggiungere l'1 per cento; il ministro ha perso anche la corsa nel collegio di Napoli Fuorigrotta, vinta dall'ex compagno di partito nel Movimento Sergio Costa.

La sua sconfitta era stata oggetto di diffusa derisione sui social e anche sotto la sua pagina Facebook, spesso con venature classiste, in riferimento al suo vecchio impiego da steward allo stadio San Paolo (oggi Maradona) di Napoli.