"Gli operai illusi da tutti ora provano Meloni". Così la destra ha strappato Taranto al Movimento
di Giuliano Foschini , di Giuliano FoschiniOgni luogo ha un colore, un odore, mille facce e mille rumori. E il suono di questo parcheggio, al momento dell'uscita, era quello degli operai, tantissimi, che accendevano le auto per tornare a casa, organizzavano le partite di calcetto, tanti erano che arrivavano persino i venditori ambulanti nella speranza di piazzare qualche accessorio per le automobili. Oggi il colore è quello di sempre: cielo celeste tendente al grigio, qui e là uno spruzzo di rosa, regalato dalle polveri di minerali. L'odore, acre, nonostante il mare sia a un passo, è il solito. Ma sono sparite le facce e i rumori. Al cambio turno gli operai sono pochissimi, si contano quasi sulle dita di una mano.
Dov'è finita l'acciaieria di Taranto, la più grande di Europa? "A destra", sorride un vecchio operaio della Fiom. Ma non scherza. I dati di Taranto città, 191 sezioni, parlano chiaro: qui ha vinto il centrodestra raccogliendo un voto su tre, il…
Ogni luogo ha un colore, un odore, mille facce e mille rumori. E il suono di questo parcheggio, al momento dell'uscita, era quello degli operai, tantissimi, che accendevano le auto per tornare a casa, organizzavano le partite di calcetto, tanti erano che arrivavano persino i venditori ambulanti nella speranza di piazzare qualche accessorio per le automobili. Oggi il colore è quello di sempre: cielo celeste tendente al grigio, qui e là uno spruzzo di rosa, regalato dalle polveri di minerali. L'odore, acre, nonostante il mare sia a un passo, è il solito. Ma sono sparite le facce e i rumori. Al cambio turno gli operai sono pochissimi, si contano quasi sulle dita di una mano.
Dov'è finita l'acciaieria di Taranto, la più grande di Europa? "A destra", sorride un vecchio operaio della Fiom. Ma non scherza. I dati di Taranto città, 191 sezioni, parlano chiaro: qui ha vinto il centrodestra raccogliendo un voto su tre, il 35 per cento. Secondi i 5 Stelle, terzo il Partito democratico. A fronte di un'affluenza calata del 10 per cento, i numeri assoluti sono ancora più chiari: i 5 Stelle hanno perso il 15 per cento e 22mila preferenze. Il Pd ha guadagnato 4 punti e mille voti. E Fratelli d'Italia è passata dal 3,6 al 22, da 3.500 a 17.929 voti.
Leggi la prima puntata: Le 5stelle a Scampia
Com'è stato possibile? Rocco Palombella, segretario della Uilm, è forse l'uomo che meglio di tutti conosce le cose di questa fabbrica e, dunque, di questa città. È delegato sindacale dell'Ilva, che oggi si chiama Acciaitalia, da 36 anni. Ha visto le tute blu votare comunista. Havisto gli operai innamorati di Giancarlo Cito, il re dei populisti. Si ricorda dell'Ilva di Stato e quella dei Riva. Non dimentica Alessandro di Battista e Luigi di Maio che sono venuti a promettere la chiusura e poi Giuseppe Conte, sotto Natale, seduto su un banco durante il consiglio di fabbrica. Qui ci sono stati Renzi e Calenda, Vendola e Letta. Perché la Meloni? "Non è stata protesta.: credo sia stato invece un voto di sfiducia, nel senso che gli operai, noi tutti, non ci fidiamo più. In questi anni chiunque abbia pronunciato la parola Taranto, poi ha messo in fila una promessa. E quasi sempre quelle promesse non sono state mantenute". Palombella cita dei numeri precisi: "Dal 2019 ci sono 1.700 operai in cassa integrazione dell'amministrazione straordinaria. Da marzo 2022 altri duemila e cinquecento. In Acciaierie d'Italia lavorano oggi poco più di cinquemila persone, praticamente nessuno rispetto ai numeri di un tempo. Per non parlare dell'indotto. Come si può avere fiducia?".
Diranno: ma Taranto non è soltanto acciaio. Ed è così perché - è vero che il governo Draghi ha appena stanziato due miliardi per il risanamento e l'ambientalizzazione dell'azienda - ma è altrettanto vero che sul tavolo ci sono investimenti, che arrivano da lontano, dal governo Renzi fino a quello Conte, altrettanto importanti e che puntano alla cultura, al mare, alle energie alternative. "Ma a tornare", ragiona dalle parte di un bar del porto il signor Vincenzo Caputo, un vecchio operaio, "ma non ho mai lavorato all'Ilva", ci tiene a precisare, "è sempre la stessa parola: promesse. Quante promesse ci hanno fatto? E quante ne hanno mantenute?". "Andate a chiedere al porto, sta per partire il maxi investimento della Ferretti, un nuovo cantiere navale: quelle non sono promesse, ma fatti" dice Mario Turco, sottosegretario alla presidenza nel governo Conte, vicinissimo all'ex premier, appena confermato al Parlamento. "È vero, i voti dei 5S sono diminuiti ma abbiamo ampiamente tenuto. E la Meloni non si illuda: gli operai hanno votato Fdi come voto di protesta. Ma quello è un voto mobile, volatile. Mi aspetto che già tra qualche mese...".
La seconda puntata: Modena a destra
Turco parla di una cosa che sa: anche il Movimento ha approfittato di quell'onda. "Con il governo Draghi lo Stato non ha fatto lo Stato, non ha mantenuto le promesse". "In realt - racconta Francesca D'Ascoli, parucchiera - qualcosa sembra stia cambiando: per esempio ci hanno detto che quest'anno le scuole dei bambini nei giorni di vento non chiuderanno". Perché a Taranto accadeva anche questo. "Ma non so se di questo devo essere contenta o avere paura: i bambini saranno sicuri?". Ecco, nel vocabolario della città accanto alla parola promessa c'è sicuramente "paura". "E se i 5 Stelle hanno tenuto conto anche quella" dice Gianpiero Mancarelli, il candidato del Pd arrivato terzo. "Nei quartieri popolari li hanno votati anche per il reddito o, comunque, per la capacità di declinare delle azioni concrete in determinanti. I tarantini avevano paura di perdere anche quello". E voi? "Ma noi che dicevamo? Come facevo a parlare alle signore del Pnrr se non riuscivano a pagare le bollette? Abbiamo sbagliato le parole. È stato difficilissimo, un po' mortificante". Dario Iaia è il coordinatore provinciale di Fratelli d'Italia, sindaco di un paese che si chiama Sava. Appena eletto deputato. Un pescatore della città vecchia, che giura di essere di sinistra, dice che ha votato per lui. Porta il santino in tasca. "Proviamo" dice. "Come abbiamo conquistato la loro fiducia?", Iaia pesa ogni termine, come per paura di dire troppo. "Non promettendo niente. Hanno bisogno di certezze". Promesse, paura, certezze. Le parole a Taranto sono importanti.