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Anche gli agricoltori voltano le spalle a Salvini: "A noi ci pensa Giorgia"

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La prima uscita di Meloni dopo la vittoria elettorale è un bagno di folla alla Coldiretti
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MILANO - Si combatte gomito a gomito, con colpi bassi e calci negli stinchi, mentre uno in testa al corteo urla "via i bambini da lì davanti! Via i cani!", avanza la falange compatta con alcuni centurioni alti e microfonati, poi lo staff e i dirigenti della Coldiretti che lanciano il coro "Giorgia! Giorgia!", dietro il popolo che chiede un selfie o un sorriso. E dentro il pacchetto di mischia c'è lei, che quasi scompare, per arrivare a quel capino biondo bisogna spingere e menare duro, e infine appare.

"Bionda, è bionda. Ma è piccola, sembra una bambina, una fata", dice una arrivata dall'Emilia con il pullman degli agricoltori. Non l'ha neanche vista ma l'ha votata, certo, "io ho le vacche, siamo in crisi, tutto aumenta, forse lei può fare qualcosa per noi". Dalle quote latte in poi, la Madonna dei contadini era un'altra, e si chiamava Salvini, al suo passaggio piovevano i baci e sche…

MILANO - Si combatte gomito a gomito, con colpi bassi e calci negli stinchi, mentre uno in testa al corteo urla "via i bambini da lì davanti! Via i cani!", avanza la falange compatta con alcuni centurioni alti e microfonati, poi lo staff e i dirigenti della Coldiretti che lanciano il coro "Giorgia! Giorgia!", dietro il popolo che chiede un selfie o un sorriso. E dentro il pacchetto di mischia c'è lei, che quasi scompare, per arrivare a quel capino biondo bisogna spingere e menare duro, e infine appare.

"Bionda, è bionda. Ma è piccola, sembra una bambina, una fata", dice una arrivata dall'Emilia con il pullman degli agricoltori. Non l'ha neanche vista ma l'ha votata, certo, "io ho le vacche, siamo in crisi, tutto aumenta, forse lei può fare qualcosa per noi". Dalle quote latte in poi, la Madonna dei contadini era un'altra, e si chiamava Salvini, al suo passaggio piovevano i baci e schegge di parmigiano, "Matteo Matteo, assaggia questo", ieri invece sono volati tranci di pizza, bicchieri di lambrusco e un vassoio di cannoli appena fatti, travolti dalla breve passeggiata della futura premier, in visita al gigantesco Villaggio Coldiretti al Castello Sforzesco, happening di cibo e politica, c'è passato anche Salvini. Con alcuni milanesi elettori di sinistra che hanno assistito da scettici alla prima uscita della Meloni, e commentando acidi che "vedrai vedrai, adesso sei una santa, ma dopo...". Ma intanto stanno ai lati del passaggio trionfale, non fosse altro per salvare il bicchiere di vino. E chi sono tutti questi che le corrono intorno, mah, già solo a campione sembrano tutti ex leghisti.

Uno per tutti, Gianni Ilari detto "il Guerriero", da Monchio delle Corti, Parma. "Agricoltore ora in pensione, di centrodestra dal '94, con Berlusconi. Poi simpatizzante della Lega. Ma non hanno avuto abbastanza palle, quelli". La Meloni invece le ha, "è una patriota, che per me significa che combatte per l'interesse dell'Italia e degli italiani". C'era quell'altro, che diceva "prima gli italiani", ma il Guerriero sta già sbandierando per la fatina bionda che tutti vorrebbero almeno toccare, e inseguito dal vicesindaco di Monchio delle Corti, Lorenzo Rozzi, che ci tiene a dire "io sono ancora convinto leghista". Ma alle prossime amministrative, chi vincerà dei due?

E qui c'è molta Padania, tra agricoltori e allevatori veneti, piemontesi e lombardi, e certo c'è anche il Sud, ma sentire uno (Giovanni, friulano, Lega dalla nascita, e ha 30 anni) che dice "Giorgia ci piace perché è semplice e diretta. Arriva dal fascismo? Ma chi se ne frega, basta che faccia qualcosa per la siccità, ad esempio". Ai vertici, la Coldiretti ha capito prontamente da che parte stare. Un milione e 600mila iscritti, più le famiglie, sono dei bei voti. Quando lei sale sul palco, fasciata in un doppiopetto da ammiraglio portato però con nonchalance, la accoglie il segretario generale Coldiretti, Enzo Gesmundo: "È straordinario averla qui oggi, abbiamo l'onore di ospitare la presidente Giorgia Meloni", e si alzano le bandiere gialle, e le urla di gioia. Avesse una corona da metterle sulla testa, ma non ce l'ha, quindi si limita a dire che "non ci potrà essere nessuno che può mettere in discussione questa vittoria" (lei intanto si avvicina al microfono, saltella sulle sneakers bianchissime, è prontissima a parlare). Più sobrio, il presidente Ettore Prandini - bresciano, figlio di un ministro diccì celebre come fu Giovanni Prandini - propone la creazione di "un ministero della Sovranità alimentare".

"Le ho donato un bocconcino di mozzarella appena nato, caldo caldo". E lei? "Lo ha mangiato. Le ho detto che era di buon augurio, perché possa fare grandi cose". Mimmo La Vecchia, da Alvignano, provincia di Caserta, titolare dell'azienda Il Casolare e cioè "27 dipendenti e sei di famiglia, che ci lavoriamo. Tutto è aumentato, i costi sono pazzeschi. I polistiroli e le plastiche, raddoppiati". L'ha votata? "Non lo dico. Sa, a me piaceva Andreotti, che sapeva accontentare tutti. Però la ammiro, ed è bello che sia stata così votata. È semplice, parla come parla la gente comune. Poi, non credo che possa cambiare qualcosa".

Nel frattempo, Meloni è riuscita a firmare una petizione contro il cibo sintetico, a mangiare un pezzo di parmigiano e ha concesso mano e faccia per alcune foto, poi l'hanno portata verso l'uscita, inseguita dai cori di uomini e donne targati Coldiretti (pettorina gialla, bandiera in pugno) più altri civili che di questa nuova madonna pellegrina hanno visto quasi niente, ma che importa. E tornando verso l'area riservata ai vip della più grande organizzazione di agricoltori d'Italia, e d'Europa, "più di così...", fa un dirigente in gessato, e l'altro che gli sta a fianco: "È andata benissimo, un trionfo".