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Virzi: "C'è voglia di fascismo e Meloni non è chiara. Il Pd? Vittima del congresso di Livorno di 102 anni fa"

A Metropolis le pagelle del regista del film Siccità, nelle sale in questi giorni: "Salvini deve fingersi razzista per prendere più voti. Conte è di destra e Calenda un matto generoso"
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Meloni e Salvini? "Due mestieranti della politica". Conte? "Di destra". Calenda? "Un matto generoso con qualche problema sul senso del limite". Il Pd? "Un partito vittima del congresso di Livorno di 102 anni fa". Ecco le pagelle di Paolo Virzì a Metropolis - il format tv del gruppo Gedi -, dettate dal suo animo livornese, appassionato e ruvido, "di sinistra, comunisteggiante, socialisteggiante", parole sue, e "deluso". Deluso più che dalla politica, dal racconto che se ne fa.

Il racconto del mondo visto da Virzì è tutto in 'Siccità', il suo nuovo film molto amato a Venezia e in sala, è stato la pellicola italiana più vista nel primo weekend di proiezione. "È il prodotto di quello che è successo in due anni di emergenza, distanziamento, ferocia - spiega il regista - C'è la società che sta collassando. C'è una pandemia. Ci …

Meloni e Salvini? "Due mestieranti della politica". Conte? "Di destra". Calenda? "Un matto generoso con qualche problema sul senso del limite". Il Pd? "Un partito vittima del congresso di Livorno di 102 anni fa". Ecco le pagelle di Paolo Virzì a Metropolis - il format tv del gruppo Gedi -, dettate dal suo animo livornese, appassionato e ruvido, "di sinistra, comunisteggiante, socialisteggiante", parole sue, e "deluso". Deluso più che dalla politica, dal racconto che se ne fa.

Il racconto del mondo visto da Virzì è tutto in 'Siccità', il suo nuovo film molto amato a Venezia e in sala, è stato la pellicola italiana più vista nel primo weekend di proiezione. "È il prodotto di quello che è successo in due anni di emergenza, distanziamento, ferocia - spiega il regista - C'è la società che sta collassando. C'è una pandemia. Ci sono i lavori scomparsi: il sarto, la libraia, l'autista delle auto blu. C'è un requiem per il partito democratico".

Partiamo di qui. Il premier molto democratico del suo Siccità muore male, suicida. Voleva un'alleanza tra progressisti e non progressisti.  E' questo il problema? O stare con Conte o con Calenda?
"Non mi piace la politica descritta come un teatrino delle marionette. Chi ha baciato chi, la bile, il caratteraccio. A me come regista interessano moltissimo le problematiche caratteriali, psicologiche e mentali narrative. Calenda è un generoso matto, ma sul senso del limite gli farei fare una chiacchierata con un amico psicoterapeuta. Ma non è importante. Rosy Bindi vuole l'apertura ai 5S e per questo è radicale? Viene dalla Dc! Letta e Renzi hanno davvero due storie diverse? Perché è stato creato questo racconto fittizio dai media? C'è una grandissima responsabilità di giornali e televisioni per l'inquinamento e intossicamento del dibattito pubblico".

Ma il campo largo mancato o i baci traditi non sono colpa dei mass media.
"'Campo largo' sono due parole, una specie di gioco a quiz. C'è un tema grave che raccontò bene Ezio Mauro in un lavoro sul congresso di Livorno, una storia amara e sanguinosa: la divisione tra massimalisti e riformisti, continuiamo a pagarla. E anche in quel caso c'entrava l'irruzione sovietica. Davvero la questione oggi è se c'è divisione tra una tendenza radicale e una tendenza riformista? D'Alema sarebbe quello radicale e così Bettini? Perché alimentiamo le divisioni?".

Altre domande?
"Come è possibile che Conte e Travaglio si dicano o siano considerati di sinistra? Conte è tecnicamente di destra. È incredibile che ci sia questo equivoco: si parla di 'avvocato dei poveri', ma i poveri sono un termine reazionario, di destra, che parla di carità ipocrita. Se dici poveri, stai con Maria Antonietta, che voleva dare al popolo brioches in mancanza di pane. La sinistra dice svantaggiati, lavoratori sfruttati, proletari, classe operaia".

No alle divisioni, no alle parole sbagliate. Qual è allora la giusta prospettiva a sinistra?
"Forse fare tre o quattro passi indietro e osservare la cosa da lontano, come i pittori quando guardano un quadro: chi siamo? dove siamo? qual è il contesto mondiale? C'è un grande tema che sopravanza ogni questione. C'è la crisi della democrazia che scricchiola nel mondo e che fa venire voglia di scorciatoie autoritarie. Penso a Svezia, Ungheria e Polonia, gli Usa hanno già provato con Trump. Questa crisi viene adoperata dai mestieranti della politica".

Mestieranti chi?
"Salvini e Meloni, due esperti professionisti della politica: intercettano la sfiducia nella democrazia e urlano alla sostituzione etnica per poi arrivare al governo e fare come fa oggi la leader di Fratelli d'Italia, ferma come un semaforo, come Prodi. È tutto strumentale. Nel momento in cui le strutture tradizionali del welfare non funzionano, ai ceti più deboli e meno attrezzati viene voglia di fascismo e nazismo. Questa cosa è già successa, nel '33 e nel '34, quando Hitler divenne cancelliere del Reich e poi fu eletto Führer della Germania".

Si dovrebbe imparare a scuola.
"Nelle scuole si insegna forse troppo spesso l'antifascismo senza appassionare i ragazzi, come una storia di lapidi. La narrazione popolare del fascismo invece è riuscita a trasmettere moltissime bugie, dall'invenzione dell'Inps, ai treni che arrivavano in orario, a Mussolini vittima dell'alleanza con Hitler. Mussolini è arrivato al potere con la violenza, forse con l'aiuto degli inglesi, mettendo a ferro e fuoco le Camere del lavoro. Andrebbe ricordato".

In Caterina va in città lei aveva già raccontato la destra al governo, in Italia.
"C'era un matrimonio dove alcuni cantavano col braccio teso, criticati dal ministro impersonato da Claudio Amendola. Rifletteva amaro, così: 'Abbiamo lavorato tanto per affrancarci da tutto questo e portare al governo gli esclusi...'. Erano gli anni di Fini, che sul fascismo si era espresso in modo più esplicito rispetto a quanto ha fatto Meloni. La leader di FdI ora dice di non essersi opposta in quegli anni alla svolta di Fiuggi. Ma cosa le costa essere più chiara? Le costa che ha paura di perdere i voti di una fetta sempre più rilevante di elettorato imbarbarito e abbrutito, quelli che si tatuano duce e svastiche sulla pelle. E su queste cose, se sei in Europa e nel mondo dei diritti, devi essere più chiara".

A Salvini che parte darebbe in un film?
"È interessante perché assomiglia all'italiano medio, è stata la sua forza, è una maschera popolare. Ho avuto modo di conoscere la sua fidanzata, una persona squisita, vegana, fa yoga, una brava ragazza. Secondo me lo è anche lui, ma deve fingere di essere razzista per acchiappare voti. Pensate che strazio: di notte vede rassegne cinematografiche del Burkina Faso e poi di giorno deve recitare la parte xenofoba!".