Ministero della Natalità, idea della Lega. E da destra parte l'attacco ai diritti
di Lorenzo De Cicco , di Lorenzo De CiccoCon le Camere non ancora insediate, il cambio, per ora, è sul folle. Ma nei fatti è come se la retromarcia fosse già ingranata. La sterzata della destra sui diritti galleggia nel flusso giornaliero delle dichiarazioni di leader e big. Ieri è rispuntato perfino Carlo Giovanardi, per far sapere che il nuovo governo cestinerà il piano di azione sulle dipendenze appena sfornato dalla ministra uscente delle Politiche giovanili (grillina) Fabiana Dadone. Poco prima Matteo Salvini ha piazzato la bandierina della Lega su un ministero di nuovo conio, il dicastero "per la Famiglia e la Natalità". Riavvolgendo il nastro di ventiquattr'ore, ecco FdI annunciare che sarà archiviata a stretto giro di posta la strategia Lgbt+ varata dal governo Draghi nell'ultimo Cdm. Indietro tutta, un tassello dopo l'altro.
Due nomi in corsa per il ministero della Natalità
Per il ministero della Natalità che sogna Salvini -…
Con le Camere non ancora insediate, il cambio, per ora, è sul folle. Ma nei fatti è come se la retromarcia fosse già ingranata. La sterzata della destra sui diritti galleggia nel flusso giornaliero delle dichiarazioni di leader e big. Ieri è rispuntato perfino Carlo Giovanardi, per far sapere che il nuovo governo cestinerà il piano di azione sulle dipendenze appena sfornato dalla ministra uscente delle Politiche giovanili (grillina) Fabiana Dadone. Poco prima Matteo Salvini ha piazzato la bandierina della Lega su un ministero di nuovo conio, il dicastero "per la Famiglia e la Natalità". Riavvolgendo il nastro di ventiquattr'ore, ecco FdI annunciare che sarà archiviata a stretto giro di posta la strategia Lgbt+ varata dal governo Draghi nell'ultimo Cdm. Indietro tutta, un tassello dopo l'altro.
Due nomi in corsa per il ministero della Natalità
Per il ministero della Natalità che sogna Salvini - sempre che Meloni glielo conceda - sono in corsa due nomi di peso di via Bellerio: il vice-segretario Lorenzo Fontana, che ha già indossato i galloni di ministro della Famiglia nel Conte I, e la ministra per le Disabilità in carica, Erika Stefani (la Disabilità verrebbe incorporata alle altre deleghe). Più defilata Simona Baldassarre, eurodeputata leghista e responsabile del dipartimento Famiglia del partito, paladina pro life e grande oppositrice del ddl Zan. "Cercheremo di seguire l'esempio delle politiche del Trentino Alto Adige, la Regione che ha l'indice di natalità più alto", spiega Massimiliano Romeo, capogruppo al Senato del Carroccio. Si immaginano dunque incentivi fino a 15mila euro per chi ha il primo figlio (con la formula del contributo per l'estinzione di un prestito), modello già sperimentato nella provincia autonoma di Trento.
Il programma della Lega sulla famiglia
Ma il programma elettorale della Lega, alla voce famiglia, racconta molto altro su quello che il nascente ministero dovrebbe mettere in pratica. Eccone un compendio: "Contrasto all'ideologia di genere e alla fluidità in più settori della società (scuola, sport, carceri, documenti pubblici)". "No alla legalizzazione della morte volontaria medicalmente assistita", dunque niente riforma del fin vita. "Rifondare i consultori" con l'inquadramento di attivisti pro-vita. Rendere la maternità surrogata "reato universale", in modo da perseguire anche chi la pratica all'estero. Famiglie arcobaleno declassate: "Difesa dei ruoli diversi ma complementari tra madre e padre, in contrapposizione alla cultura del genitore 1 e 2".
Gli attacchi di FdI alla strategia Lgbt+ appena licenziata dal governo Draghi, raccontati ieri da Repubblica, sollevano indignazione a sinistra. "Meloni non è ancora arrivata a Palazzo Chigi e già mette mano ai diritti", commenta Monica Cirinnà. "La reazione di FdI la dice lunga su cosa ci aspetta", è il pronostico amaro di Vladimir Luxuria. Ma a destra il mirino è già spostato altrove: sul piano di azione sulle dipendenze, approntato dalla ministra uscente Dadone. "Finirà nel cestino", rende noto il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri insieme all'ex ministro Carlo Giovanardi. Il documento, che Dadone vorrebbe presentare alla conferenza unificata con le Regioni il 12 ottobre, introdurrebbe alcune novità sostanziali, di approccio, al tema della droga: la sperimentazione in tre città italiane delle "stanze del consumo sicuro" e il cosiddetto drug checking, realtà testate da anni in Paesi come Germania e Spagna. La pattuglia berlusconiana già lavora di piccone. Non passeranno mai, dicono Gasparri e Giovanardi, "proposte come quelle delle "camere del buco", dove potersi iniettare sostanze invece che incrementare e supportare i veri percorsi di uscita dal tunnel della droga".