Mattarella: "La Resistenza è la base". Nuovo governo: sarà il Colle a vigilare sul rispetto dei principi
di Concetto Vecchio , di Concetto VecchioROMA - Alba, ieri pomeriggio. All'uscita della fiera internazionale del Tartufo Sergio Mattarella viene attorniato dalla folla, un cronista gli chiede un commento sulla vigilanza sul governo della destra promessa dalla ministra francese Laurence Boone nell'intervista a Repubblica. Risponde così: "L'Italia sa badare a sé stessa nel rispetto della Costituzione e dei valori dell'Unione europea".
È una frase che tradisce fastidio. Perché se c'è qualcuno che deve vigilare affinché il nuovo esecutivo osservi i valori della Costituzione questo è semmai il Quirinale. Quella del Capo dello Stato anche una difesa del suo ruolo di garante e di arbitro - a garanzia di tutti gli attori - e quindi dell'Italia e della sua democrazia. Infatti, poco dopo, Emmanuel Macron, sente il bisogno di correre ai ripari: "Voglio esprimere tutta la mia amicizia e la mia piena fiducia nel presidente Mattarella e nelle co…
ROMA - Alba, ieri pomeriggio. All'uscita della fiera internazionale del Tartufo Sergio Mattarella viene attorniato dalla folla, un cronista gli chiede un commento sulla vigilanza sul governo della destra promessa dalla ministra francese Laurence Boone nell'intervista a Repubblica. Risponde così: "L'Italia sa badare a sé stessa nel rispetto della Costituzione e dei valori dell'Unione europea".
È una frase che tradisce fastidio. Perché se c'è qualcuno che deve vigilare affinché il nuovo esecutivo osservi i valori della Costituzione questo è semmai il Quirinale. Quella del Capo dello Stato anche una difesa del suo ruolo di garante e di arbitro - a garanzia di tutti gli attori - e quindi dell'Italia e della sua democrazia. Infatti, poco dopo, Emmanuel Macron, sente il bisogno di correre ai ripari: "Voglio esprimere tutta la mia amicizia e la mia piena fiducia nel presidente Mattarella e nelle conclusioni che trarrà dallo scrutinio".
Mattarella difende il suo ruolo di garante della Carta
Non è praticamente mai successo che Sergio Mattarella abbia risposto a una domanda di politica fuori protocollo. Ed è un segnale del contesto complesso nel quale si trova il Quirinale. A una settimana dal teorico avvio delle consultazioni - dipenderà dalla celerità con cui dal 13 ottobre saranno eletti i presidenti di Camera e Senato - le cancellerie guardano con preoccupazione a Roma, come si è visto al vertice europeo di Praga.
La prima volta della destra a palazzo Chigi spaventa. Soltanto tra dieci giorni, come da Costituzione, Mattarella entrerà in campo, anche se ci sono stati contatti informali con i protagonisti, a cominciare da Giorgia Meloni. Ma già adesso le divisioni sulla lista dei ministri ingarbugliano il quadro. Giorgia Meloni si muove su un crinale. Il timore al Colle è che queste "promesse di vigilanza" estere possano radicalizzare la premier in pectore, quando è invece interesse di tutti che l'esecutivo possa nascere secondo "i valori dell'Unione europea".
Un anno fa l'assalto squadrista alla Cgil
Difendere l'immagine del Paese all'estero, quindi. Mattarella lo dovette fare esattamente un anno fa a Berlino, all'indomani dell'assalto squadrista alla Cgil. "Che sta succedendo in Italia?", gli chiese il presidente Steinmeier. "Il turbamento è stato forte, la preoccupazione no. Si tratta di fenomeni limitati", rispose il Capo dello Stato.
Nelle stesso teatro di Alba Mattarella, facendo un omaggio a Beppe Fenoglio, l'autore del Partigiano Johnny, di cui ricorre il centenario della nascita, ha tessuto un elogio della Resistenza: "L'epopea della Resistenza, vissuta e narrata da Fenoglio, è parte costitutiva della vostra identità, del vostro essere italiani e l'avete recata alla Repubblica. Alba fu zona libera, anello di quelle repubbliche partigiane che hanno segnato la volontà di riscatto del popolo italiano, radici della scelta che il popolo avrebbe poi sancito il 2 giugno del 1946. Alba, recita la motivazione della medaglia d'oro al valor militare per la sua attività partigiana, ha simboleggiato l'eroismo e il martirio di tutta la regione. Preferendo alla resa offerta dal nemico il combattimento a fianco dei suoi figli militanti nelle forze partigiane".
La destra post fascista pronta a governare
Sono parole nette che pesano mentre la destra post fascista si appresta a governare. Il Presidente ribadisce qual è il fondamento sul quale è nata la Repubblica italiana e la sua Costituzione: la lotta al nazifascismo. È una bussola che non potrà essere smarrita.
La persona al centro. Solidarietà. Innovazione. Atlantismo. Europeismo come destino senza se e senza ma. Sono questi i concetti che ripete del resto ad ogni discorso: antitetici a quelli del sovranismo. Sulle speculazioni del gas auspica che la Ue intervenga con una voce sola. E diritti, naturalmente. Ripercorrendo la vita del ministro all'Istruzione Michele Coppino (1822-1901) ha ricordato che la riforma elettorale del 1882 prevedeva il voto solo agli uomini. "È stato così fino al 1946 - ha detto rivolgendosi alle ragazze presenti - siamo arrivati in ritardo come Paese sul traguardo del voto alle donne: incomprensibile che non ci fosse".