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La Cgil torna in piazza. Landini: "Per il lavoro, non contro qualcuno"

Corteo a Roma a un anno dall'assalto alla sede di Corso d'Italia. Il segretario generale: "I governi sia di destra che di sinistra non ci hanno ascoltato". Selfie per Conte e qualche contestazione
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In piazza per il lavoro, un fisco equo "che faccia pagare meno tasse a chi le paga", per mettere fine alla guerra e a quella speculazione che porta le bollette a livelli mai visti e impoverisce i lavoratori. E proprio in piazza del Popolo, spiega dal palco il leader della Cgil Maurizio Landini, perché da lì "un anno fa ci fu chi invitò ad assaltare la sede della Cgil sfruttando il malessere sociale e la rabbia. Ma se qualcuno pensava che ci saremmo messi paura, che avremmo eretto muri, si sbagliava: oggi apriamo le porte e le finestre". A fine manifestazione in fatti comincia "Cgil aperta", nella sede di Corso d'Italia.

Landini e il sostegno alla Costituzione

Landini ringrazia le forze dell'ordine e la magistratura che hanno assicurato alla giustizia gli autori dell'assalto, ma stigmatizza i politici che non hanno mai avuto il coraggio di sciogliere "tutte le forze che si ispirano al fascismo". La tentazi…

In piazza per il lavoro, un fisco equo "che faccia pagare meno tasse a chi le paga", per mettere fine alla guerra e a quella speculazione che porta le bollette a livelli mai visti e impoverisce i lavoratori. E proprio in piazza del Popolo, spiega dal palco il leader della Cgil Maurizio Landini, perché da lì "un anno fa ci fu chi invitò ad assaltare la sede della Cgil sfruttando il malessere sociale e la rabbia. Ma se qualcuno pensava che ci saremmo messi paura, che avremmo eretto muri, si sbagliava: oggi apriamo le porte e le finestre". A fine manifestazione in fatti comincia "Cgil aperta", nella sede di Corso d'Italia.

Landini e il sostegno alla Costituzione

Landini ringrazia le forze dell'ordine e la magistratura che hanno assicurato alla giustizia gli autori dell'assalto, ma stigmatizza i politici che non hanno mai avuto il coraggio di sciogliere "tutte le forze che si ispirano al fascismo". La tentazione "dell'uomo solo al comando", però, non si limita ai fascisti, sottolinea Landini, che rivendica anche il sostegno alla Costituzione "che non è né di destra né di sinistra, e l'abbiamo difesa sia quando voleva cambiarla Berlusconi che quando voleva cambiarla Renzi". E d'altra parte, osserva con amarezza il leader Cgil, a non ascoltare i lavoratori in questi anni sono stati destra e sinistra, governo e opposizioni.
Il corteo è lunghissimo, parte da piazza della Repubblica alle 13.30 e la coda arriva a destinazione tre ore dopo. Tra i manifestanti si ascoltano tutte le versioni di "Bella Ciao", ma c'è anche qualcuno che intona l'Internazionale Socialista. Sul palco si ascolta anche "La guerra di Piero" di De André, perché, afferma con forza Landini, "non solo non siamo vicini alla fine della guerra in Ucraina, ma si ipotizza che diventi una guerra nucleare come se fosse qualcosa che può davvero avvenire, senza pensare che metterebbe in discussione l'esistenza stessa del genere umano su questo pianeta".

Le voci dalla piazza

I manifestanti arrivano da tutta Italia, ma le rivendicazioni si assomigliano tutte: "Non ce la facciamo più, il 10, l'11 del mese abbiamo già speso tutto lo stipendio, e restano ancora il mutuo e le bollette da pagare", dice Oumar, un nordafricano che vive a Vicenza da oltre dieci anni e che sfila con un abito tradizionale del suo paese. "A Napoli ci sono operai in cassa integrazione da anni, anche a zero ore. - denuncia il segretario della Fiom partenopea Mauro Cristiani - Loro la crisi e l'inflazione le subiscono due volte". In Campania c'è molta attesa per i progetti del Pnrr ma, obiettano i lavoratori di Napoli, "al momento non è partito niente, non conosciamo neanche le linee guida dei progetti". "Ci hanno chiamati eroi, ma intanto non c'è stato un vero sblocco delle assunzioni per la sanità", dice Leonida Mazza.

Molte famiglie con i bambini, molti slogan negli striscioni che riprendono le dieci proposte della Cgil al governo che verrà: un vera riforma del lavoro che renda obbligatori per tutti i diritti garantiti dai contratti collettivi di lavoro più rappresentativi, con un taglio del cuneo fiscale che faccia aumentare stipendi e pensioni (e che sia equo: "la flat tax non ci serve"), la sicurezza sul lavoro, un taglio vero alle bollette che utilizzi le risorse degli extraprofitti perché, afferma Landini, "quando ci parlano di scostamento, noi sappiamo che finiremo per pagarlo noi, con i tagli alla sanità, alla scuola".

Selfie per Conte e qualche contestazione

Pochi gli esponenti politici in piazza: ci sono il ministro del Lavoro Andrea Orlando e quello della Salute Roberto Speranza, il vicesegretario del Pd Giuseppe Provenzano, il leader di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni, Stefano Fassina, Walter Verini, Susanna Camusso, Brando Benifei, Gianni Cuperlo, Laura Boldrini e Giuseppe Conte. Il leader M5S viene accolto con una certa sorpresa, alcuni gli chiedono di posare per un selfie, ma qualcuno lo contesta: "Avete regalato il governo alla Meloni". "Si vede che non segue la politica", è la replica di Conte.

Sotto il palco di piazza del Popolo anche molti rappresentanti di sindacati esteri, da Germania, Belgio, Spagna, Argentina, Brasile e Cile, e di confederazioni europee. Si sono stretti intorno alla Cgil dopo l'assalto fascista di un anno fa, e adesso sono hanno deciso di partecipare e anche di salire sul palco per dire no a fascismi e populismi, e per ricordare, come fa il leader di Industriall Europe Luc Triangle, che "non si può lasciare l'agenda sociale ai partiti di estrema destra".