Matteo Ricci in campo al congresso del Pd: "Basta pacche sulle spalle, noi sindaci siamo la sinistra popolare"
di Giovanna Casadio , di Giovanna CasadioROMA - "Io sono in campo perché ai sindaci bisogna smetterla di dare pacche sulle spalle e dire "bravi, ma alla politica nazionale ci pensiamo noi": questa volta invece ci siamo anche noi nel congresso del Pd". Matteo Ricci, sindaco dem di Pesaro, presidente dell'Associazione delle autonomie locali (Ali), conferma: sta pensando di candidarsi alla leadership del partito, anche se dice: i nomi si fanno alla fine. È la vigilia del "Festival delle città", appuntamento annuale dei sindaci civici e di centrosinistra, che da domani a giovedì 13 a Roma discute dell'Italia post elezioni. Titolo della kermesse, nel ricordo di Lucio Dalla, "Italia, cosa farà".
Ricci, si candida davvero segretario o è un ballon d'essai?
"La premessa è che noi sindaci siamo stanchi di pacche sulle spalle. Ci hanno detto spesso: bravi, avete vinto le città, ma state buoni pe…
ROMA - "Io sono in campo perché ai sindaci bisogna smetterla di dare pacche sulle spalle e dire "bravi, ma alla politica nazionale ci pensiamo noi": questa volta invece ci siamo anche noi nel congresso del Pd". Matteo Ricci, sindaco dem di Pesaro, presidente dell'Associazione delle autonomie locali (Ali), conferma: sta pensando di candidarsi alla leadership del partito, anche se dice: i nomi si fanno alla fine. È la vigilia del "Festival delle città", appuntamento annuale dei sindaci civici e di centrosinistra, che da domani a giovedì 13 a Roma discute dell'Italia post elezioni. Titolo della kermesse, nel ricordo di Lucio Dalla, "Italia, cosa farà".
Ricci, si candida davvero segretario o è un ballon d'essai?
"La premessa è che noi sindaci siamo stanchi di pacche sulle spalle. Ci hanno detto spesso: bravi, avete vinto le città, ma state buoni perché alla politica nazionale ci pensiamo noi . Questa volta non stiamo buoni: ci saremo anche noi. Io darò il mio contributo, nessuno si può sottrarre. Ma i nomi saranno ufficiali alla fine del percorso costituente del congresso del Pd. Credo serva la sinistra di prossimità e il nuovo Pd non si costruisce senza i sindaci progressisti che rappresentano il 70% dei sindaci italiani".
Sarà lo sfidante di Stefano Bonaccini e di Paola De Micheli, quindi? O preferirebbe Elly Schlein?
"Questa fase va vissuta con positività, e con la consapevolezza che tutti devono dare una mano a costruire un nuovo gruppo dirigente, quindi non in competizione ma in cooperazione".
Ma se in campo ci sarà anche Dario Nardella, il primo cittadino di Firenze, un altro sindaco quindi, lei cosa farà, si ritira?
"Più amministratori locali danno una mano, meglio è. Io spingerò affinché ci siano tanti contributi: più energie abbiamo per costruire il nuovo Pd e meglio è. Poi si vedrà chi si candida. Chi ha più filo da tessera, lo tesserà. Nella fase costituente si devono mettere in campo le idee così da rivedere contenuti, linguaggio e organizzazione del nuovo soggetto politico. E quindi dobbiamo essere aperti, combattivi e sorridenti. Aperti per coinvolgere il maggior numero possibile di cittadini, almeno un milione di persone, senza avere paure. Io farei le primarie col doppio turno".
Cosa sono le primarie col doppio turno?
"Immagino una giornata in cui le selezioni delle candidature siano votati da coloro che aderiscono in quella giornata al Pd. In pratica il giorno della prima votazione è anche quello dell'adesione ai Dem perché gli iscritti sono troppo pochi. I primi due candidati poi, come prevede lo statuto, vanno ai gazebo, alle primarie aperte, per scegliere il segretario. L'altra nostra scommessa è di essere sorridenti, perché una discussione personalistica, triste, tutta sulle responsabilità della sconfitta, non attrae nessuno. Non avvicina una sinistra triste. Infine combattivi. Bisogna leccarsi le ferite e alla svelta rialziamoci per fare una opposizione dura stando quotidianamente sui problemi, dal dramma del costo dell'energia alla recessione alle porte. Non possiamo stare mesi a piangerci addosso e parlare male di noi. Offriamo una nuova speranza per ricominciare".
Comuni e sindaci sono in trincea sull'emergenza energia e caro bollette?
"I sindaci rappresentano la sinistra popolare in sintonia con i cittadini. Il cuore del nostro congresso deve essere questo: come torniamo ad essere una forza del riscatto sociale e della lotta alle disuguaglianze. Come si spiega che il popolo che ci vota alle amministrative non ci vola alle politiche? Nel Festival delle città che sta per aprirsi, parleremo della questione energia che sta mettendo sotto scacco famiglie, imprese e Comuni. Segnalo che per i Comuni è necessario un miliardo subito nella manovra, se no saltano i bilanci. E poi c'è il Pnrr: senza mettere a terra gli investimenti pubblici, il Paese si ferma. Inoltre siamo impegnati per la pace. Siamo stati e siamo senza fraintendimenti a sostegno del popolo ucraino, perciò saremo in piazza per la pace".
Un Pd di opposizione torna a occupare le piazze?
"Sì, per la pace e per l'Ucraina".