Camera a Fontana leghista filo-Putin. Dal Pd agli Lgbt: "Sfregio all’Italia"
di Lorenzo De Cicco , di Lorenzo De CiccoROMA - "Eccomi, sono il cattivo", dice Lorenzo Fontana - e pare divertito - quando riceve deputati di maggioranza e opposizione nell'anticamera del suo nuovo studio da presidente della Camera, per il brindisi di inizio mandato (mancano solo Pd e M5S, compreso Roberto Fico, per protesta). La frase dà il segno della giornata, passata a schivare le polemiche e surfare sul fiume di dichiarazioni che riemergono dal passato. Le famiglie arcobaleno bollate come "schifezze". Gli elogi di Putin. La maglietta anti-sanzioni alla Russia. L'ingaggio da osservatore al referendum farsa in Crimea. Sulle agenzie scorrono le reazioni internazionali. Il Financial Times: "È un euroscettico ammiratore di Putin". La Reuters: "Un politico pro-Russia e anti-gay". Perfino il quotidiano dei vescovi Avvenire, nonostante la postura da cattolico di ferro ultra-conservatore, parla di "affermazioni e amicizie politiche controverse e imbarazzanti&quo…
ROMA - "Eccomi, sono il cattivo", dice Lorenzo Fontana - e pare divertito - quando riceve deputati di maggioranza e opposizione nell'anticamera del suo nuovo studio da presidente della Camera, per il brindisi di inizio mandato (mancano solo Pd e M5S, compreso Roberto Fico, per protesta). La frase dà il segno della giornata, passata a schivare le polemiche e surfare sul fiume di dichiarazioni che riemergono dal passato. Le famiglie arcobaleno bollate come "schifezze". Gli elogi di Putin. La maglietta anti-sanzioni alla Russia. L'ingaggio da osservatore al referendum farsa in Crimea. Sulle agenzie scorrono le reazioni internazionali. Il Financial Times: "È un euroscettico ammiratore di Putin". La Reuters: "Un politico pro-Russia e anti-gay". Perfino il quotidiano dei vescovi Avvenire, nonostante la postura da cattolico di ferro ultra-conservatore, parla di "affermazioni e amicizie politiche controverse e imbarazzanti".
Lui, 42 anni da Verona, secondo leghista eletto sullo scranno più alto di Montecitorio dopo Irene Pivetti, nel discorso in Aula non fa una plissé. Cita il Papa, "riferimento spirituale della maggioranza degli italiani", Tommaso D'Aquino e il beato Carlo Acutis, il "patrono del web" morto a 15 anni. Ringrazia Umberto Bossi, "senza il quale non avrei mai iniziato la mia attività politica". Batte sul tasto dell'autonomia caro ai leghisti: "È fondamentale", ripete in serata al Tg1, dopo essere salito al Quirinale dal presidente Mattarella. Sostiene che "l'Italia non deve omologarsi a realtà estere o monolitiche e a culture che non diversificano". Nell'intervento, non prende mai le distanze dalla Russia. Lo fa solo informalmente prima, intercettato da Repubblica nel cortile della Camera. Poche frasi per dire: "Mai stato in Russia. E comunque la maglietta è di otto anni fa". Sulle sanzioni a Mosca, dice di avere cambiato posizione, ma appena "due giorni prima della guerra".
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