Il Terzo polo si tiene le mani libere. Calenda: “No all’unità tra opposizioni”
di Lorenzo De Cicco , di Lorenzo De Cicco"Su Renzi non ho dubbi: non ha votato La Russa. I suoi? Non lo so...". Carlo Calenda, a margine dell'HuffPost Day, torna sul giallo dei franchi tiratori al contrario, quei pezzi di opposizione che nell'urna di Palazzo Madama hanno aiutato il cofondatore di FdI a indossare i galloni di presidente del Senato, dribblando il forfait forzista. Lui si sente rassicurato dalla "prova del Var: ci ho messo 4 secondi a entrare e uscire dal catafalco. Renzi 6. E occhio ai piedi: non mi sono nemmeno voltato verso lo scrittoio". Al di là dei sospetti che circolano da giovedì e che lambiscono anche Pd e M5S, il leader di Azione fa capire che il Terzo Polo si tiene le mani libere, dai banchi della minoranza. "Questa storia dell'unità delle opposizioni è una cosa che non esiste", scandisce dal palco. Il cartello centrista farà per sé. "Niente accozzaglie. Io non faccio opposizione con chi non la pensa come me sui …
"Su Renzi non ho dubbi: non ha votato La Russa. I suoi? Non lo so...". Carlo Calenda, a margine dell'HuffPost Day, torna sul giallo dei franchi tiratori al contrario, quei pezzi di opposizione che nell'urna di Palazzo Madama hanno aiutato il cofondatore di FdI a indossare i galloni di presidente del Senato, dribblando il forfait forzista. Lui si sente rassicurato dalla "prova del Var: ci ho messo 4 secondi a entrare e uscire dal catafalco. Renzi 6. E occhio ai piedi: non mi sono nemmeno voltato verso lo scrittoio". Al di là dei sospetti che circolano da giovedì e che lambiscono anche Pd e M5S, il leader di Azione fa capire che il Terzo Polo si tiene le mani libere, dai banchi della minoranza. "Questa storia dell'unità delle opposizioni è una cosa che non esiste", scandisce dal palco. Il cartello centrista farà per sé. "Niente accozzaglie. Io non faccio opposizione con chi non la pensa come me sui valori cardine. Non dobbiamo commettere l'errore di dire che l'unico modo di fare opposizione è buttare tutti dentro".
Naturalmente l'ex ministro dello Sviluppo smentisce seccamente qualsiasi ragionamento successivo: che il Terzo Polo sia la quarta gamba del centrodestra. O magari la stampella su cui Meloni potrebbe appoggiarsi, nel caso in cui Ronzulli e Berlusconi strappassero definitivamente. La suggestione circola, a destra e non solo. La7 ieri ha ipotizzato contatti fra esponenti di Fratelli d'Italia e terzopolisti. "Una stupidata galattica", la definisce Renzi quando la legge su Twitter davanti a un gruppetto di collaboratori (stupidata è un po' edulcorato rispetto al termine originale).
Il piano dell'ex rottamatore semmai è un altro. Da pokerista della politica, intende giocare al meglio la partita dei ruoli che spettano alle opposizioni. Le vicepresidenze di Camera e Senato. E le commissioni da assegnare alla minoranza: Copasir, Vigilanza e le giunte per il regolamento e le immunità parlamentari. Calenda si mostra disinteressato. "Non me ne frega nulla", taglia corto. "Ho delegato tutto a Renzi".
Il leader di Italia Viva si muove, nemmeno troppo sottotraccia, per sminare l'asse Pd-M5S, che lascerebbe al Terzo Polo soltanto le briciole: le giunte. Il tentativo è di issare Maria Elena Boschi sulla vice-presidenza della Camera o Mariastella Gelmini a quella del Senato. "Sì, forse potrebbe avere un ruolo Maria Elena", conferma Calenda. La strada, comunque, è stretta. Renzi ieri ha tentato l'ennesima mossa del cavallo: prima ha rivendicato il Copasir, su cui il Pd ha intenzione di riportare il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini. In questo caso, Renzi proporrebbe Ettore Rosato, stimato nel centrodestra. Occhio al regolamento del Comitato sui servizi segreti: prevede semplicemente che il presidente sia scelto fra un membro dell'opposizione. Non che lo voti solo la minoranza. L'altra mossa è un messaggio in bottiglia a Pd e M5S: "Vogliamo la presidenza della Commissione speciale d'indagine sugli acquisti del Covid. Meloni l'ha promessa in campagna elettorale". Anche in questo caso a presiederla potrebbe essere Boschi. "Tanti sul tema degli acquisti in pandemia potrebbero avere paura", è l'avvertimento, detto a mezza bocca dai renziani. Come dire: meglio accontentarci prima.
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