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La rete vaticana di Lorenzo Fontana, l'ultrà cattolico che ha convinto Salvini a baciare i rosari e invocare la Madonna

(fotogramma)
Il nuovo presidente della Camera è un cristiano tradizionalista amico di porporati statunitensi vicini a Donald Trump
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Quando era eurodeputato, dieci anni fa, tentò insieme a Mario Borghezio di consacrare l’Europa alla Madonna di Fatima, devozione assurta nel corso del Novecento a mito anticomunista. La statua portoghese che avevano prenotato, però, si perse all’aeroporto di Amsterdam e dovette essere sostituita da una copia. Il fervore di Lorenzo Fontana non ne uscì diminuito. Dagli scranni di Montecitorio ringrazia Papa Francesco, cita san Tommaso, ricorda la figura del giovanissimo beato Carlo Acutis.

Ma il nuovo presidente della Camera ha un pedigree di cattolico ultras. C’è lui dietro la svolta di Matteo Salvini che nel 2019 iniziò a baciare rosari e invocare la Madonna, a turno di Fatima o di Medjugorje. Il cristianesimo è inteso come marcatore identitario e serbatoio di valori. Alla destra, estrema, del padre. Laureato in storia all’Università Europea di Roma, ateneo degli iperconservatori Legionari di Cristo, ha pr…

Quando era eurodeputato, dieci anni fa, tentò insieme a Mario Borghezio di consacrare l’Europa alla Madonna di Fatima, devozione assurta nel corso del Novecento a mito anticomunista. La statua portoghese che avevano prenotato, però, si perse all’aeroporto di Amsterdam e dovette essere sostituita da una copia. Il fervore di Lorenzo Fontana non ne uscì diminuito. Dagli scranni di Montecitorio ringrazia Papa Francesco, cita san Tommaso, ricorda la figura del giovanissimo beato Carlo Acutis.

Ma il nuovo presidente della Camera ha un pedigree di cattolico ultras. C’è lui dietro la svolta di Matteo Salvini che nel 2019 iniziò a baciare rosari e invocare la Madonna, a turno di Fatima o di Medjugorje. Il cristianesimo è inteso come marcatore identitario e serbatoio di valori. Alla destra, estrema, del padre. Laureato in storia all’Università Europea di Roma, ateneo degli iperconservatori Legionari di Cristo, ha preso una seconda laurea a Padova nel 2011 con tesi sui movimenti populisti in Europa, citando Charles De Gaulle: “Siamo prima di tutto un popolo europeo di razza bianca, di cultura greca e latina e di religione cristiana”.

Nel 2018 scrive a quattro mani con Ettore Gotti Tedeschi, banchiere dell’Opus Dei ed ex presidente dello Ior, un libro su un suo cavallo di battaglia, “La culla vuota della civiltà”. L’impegno pro life è una fucina di incontri. Nel 2017 sfila ad una marcia per la vita, a Roma, con Giorgia Meloni, monsignor Carlo Maria Viganò – l’ex nunzio apostolico negli Usa che negli anni si scatenerà contro Papa Francesco – e il cardinale Raymond Leo Burke. Statunitense, il porporato è uno sfrenato sostenitore di Donald Trump, nonché amico, prima di una fragorosa rottura, con il suo stratega Steve Bannon.

Da ministro per la Famiglia e le Disabilità organizza nella sua Verona il Congresso Mondiale della Famiglia, nel 2019, tappa italiana di una inedita alleanza nata dopo il crollo dell’Unione Sovietica tra attivisti della christian right statunitense come Allan Carlson e i russi Vladimir Yakunin e Konstantin Malofeev, imprenditori legati alla destra che affianca il patriarcato ortodosso moscovita nelle battaglie contro le coppie gay. Altro tema che scalda il cuore di Fontana è la messa tridentina. Il nuovo presidente della Camera è amico già dai tempi di Verona di don Vilmar Pavesi, sacerdote tradizionalista brasiliano da anni a Roma nella chiesa della Santissima Trinità dei Pellegrini. La parrocchia, a due passi da Campo de’ Fiori, è affidata alla fraternità San Pietro, un passo al di qua dello scisma lefebvriano, e il nuovo presidente della Camera vi frequenta le messe in latino.

Quando Papa Francesco li sferza, i tradizionalisti gridano alla censura. Fontana ha sposato con doppio rito, canonico e tridentino, la moglie che conobbe al Parlamento Europeo, e la messa pre-conciliare lo ha spinto a stringere rapporti con un altro cardinale di Curia, il guineano Robert Sarah, da sempre in rotta con Bergoglio sull’immigrazione come sulla bioetica, quando si parla delle aperture del Concilio o dei rapporti con l’islam. Anche questo è un argomento che accende il leghista. Non passa 7 ottobre che Fontana non twitti un ricordo della battaglia di Lepanto nel 1571, quando “le forze cristiane” salvarono “l’Europa dall’invasione islamica”. Quanto di più lontano dal Papa della “Fratelli tutti”.