"Rastrellamento operato solo dai nazisti?". "Sui fascisti neanche una parola?". "Meloni chi, la stessa che ha più volte attaccato Soros e parlato di disegno di sostituzione etnica?". Sui social il dibattito e le polemiche sono divampate per tutta la giornata. Casus belli: i post e i tweet di esponenti di FdI ieri, giorno dell'anniversario del rastrellamento nazifascista del Ghetto ebraico: 1.290 ebrei romani - uomini, donne e bambini - strappati dalle loro case e mandati a morire - tornarono in 16 - nei campi di concentramento. L'inizio della Shoah italiana. Un orrore ricordato dal partito egemone del destra-centro con messaggi e dichiarazioni che, se rilette in controluce, riflettono alcune incongruenze e restituiscono malcelati imbarazzi.
Da Meloni a La Russa, passando per il potente capogruppo uscente di FdI Lollobrigida, le frasi dedicate dai "patrioti" al ricordo del rastrellamento avvenuto per mano della Gestapo, con l&…
"Rastrellamento operato solo dai nazisti?". "Sui fascisti neanche una parola?". "Meloni chi, la stessa che ha più volte attaccato Soros e parlato di disegno di sostituzione etnica?". Sui social il dibattito e le polemiche sono divampate per tutta la giornata. Casus belli: i post e i tweet di esponenti di FdI ieri, giorno dell'anniversario del rastrellamento nazifascista del Ghetto ebraico: 1.290 ebrei romani - uomini, donne e bambini - strappati dalle loro case e mandati a morire - tornarono in 16 - nei campi di concentramento. L'inizio della Shoah italiana. Un orrore ricordato dal partito egemone del destra-centro con messaggi e dichiarazioni che, se rilette in controluce, riflettono alcune incongruenze e restituiscono malcelati imbarazzi.
Da Meloni a La Russa, passando per il potente capogruppo uscente di FdI Lollobrigida, le frasi dedicate dai "patrioti" al ricordo del rastrellamento avvenuto per mano della Gestapo, con l'aiuto dei soldati fascisti, all'alba di 79 anni fa, avevano un chiaro intento: dissipare ogni ombra sul tema antisemitismo e sbriciolare il pregiudizio dell'opinione pubblica e della politica - in questo caso anche e soprattutto internazionali - nei confronti di un partito che si appresta a governare l'Italia e che ha ancora nel suo simbolo la fiamma della tradizione fascista.
L'operazione ha sortito un effetto doppio: perché, a stretto giro, sono iniziate le critiche. Inevitabili, forse, se si "specchiano" i messaggi dei vertici di FdI con alcune posizioni che gli stessi hanno espresso in passato. Iniziamo dalle dichiarazione della leader, Giorgia Meloni. "Il 16 ottobre 1943 è per Roma e per l'Italia una giornata tragica, buia e insanabile ", ha scritto ieri in un messaggio parlando di "vile e disumana deportazione di ebrei romani per mano della furia nazifascista. Un orrore che deve essere da monito perché certe tragedie non accadano più. Una memoria che sappiamo essere di tutti gli italiani".
Meloni è stata l'unica, dei suoi, a usare la parola "furia nazifascista". Gli altri hanno accuratamente evitato di fare cenno ai fascisti. Ma restiamo a Meloni. A fronte della nettezza della lettera di ieri, a molti sono venute in mente le tante uscite dove la premier in pectore ha attaccato George Soros, il finanziere ungherese di origini ebraiche sfuggito alla Shoah. Un nemico additato da anni da complottisti e estrema destra in quanto simbolo del mondialismo e di quel potere finanziario che - secondo la propaganda populista - stritolerebbe i cittadini europei mirando a sostituirli rovinandone la razza (vedi Orbán). Il 9 gennaio 2018 Meloni scrive: "Ma guarda un po'! Chi ha scritto un pezzo del programma sugli immigrati del M5S? Gli emissari di Soros, il finanziere che sostiene e finanzia in tutto il mondo l'immigrazione di massa e il disegno di sostituzione etnica". Seguiranno altri attacchi, ultimo il 10 settembre 2022 durante un comizio a Trento. Rivolta ad alcuni contestatori: "Siete ridotti a sostenere Soros e la grande speculazione finanziaria".
Ieri, al messaggio meloniano, è seguito quello del neopresidente del Senato Ignazio La Russa, che ha parlato di "una delle pagine più buie della nostra storia" e ha espresso vicinanza alla comunità ebraica. Ricordare che La Russa nel 2017 fece il saluto romano in parlamento (il fratello lo ha fatto per strada), che ha arredato casa con busti di Mussolini e che recentemente ha dichiarato "siamo tutti eredi del duce", è cronaca. Poi c'è Francesco Lollobrigida. Scrive sui suoi profili social: "Il 16 ottobre1943 rappresenta una pagina tragica. La memoria comune di quanto accaduto sia strumento e simbolo di unità dei cittadini di tutte le forze politiche".
Già. Peccato che lo stesso Lollobrigida nel 2012 abbia inaugurato, e fortemente voluto, ad Affile, un mausoleo dedicato al gerarca fascista Rodolfo Graziani, inserito dall'Onu nelle liste dei criminali di guerra e condannato per avere collaborato coi nazisti. Una delle tante contraddizioni "interne" a FdI. Ricordato - tra gli altri casi - il travestimento da soldato delle SS del deputato Galeazzo Bignami, nel 2021 suscitò clamore il post con cui Gioventù Nazionale - i giovani di FdI - celebrarono a Verona il nazista Leon Degrelle, detto il "figlio adottivo di Hitler". Meloni non proferì parola. Idem nel 2019 quando il suo partito celebrò in provincia di Ascoli la marcia su Roma, ovvero l'inizio del fascismo.