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Tajani, lo sfogo: "Una vendetta l'audio di Berlusconi. Siamo atlantisti ed europeisti, lo dirò per suo conto al Ppe"

(ansa)
Colloquio con il coordinatore di Forza Italia sull'aereo per Bruxelles. "In quella sala c'erano 100 persone, può essere stato chiunque, magari un non eletto". E sul governo: "La trattativa non si riapre. Farò il ministro degli Esteri se si riterrà utile, è Berlusconi a trattare"
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BRUXELLES - "Una vendetta. Magari di chi non è stato eletto". Antonio Tajani allarga le braccia. Sull'aereo che lo porta a Bruxelles per partecipare al vertice del Ppe che precede il Consiglio europeo offre una prima spiegazione di quel che è accaduto alla riunione dei gruppi parlamentari di Forza Italia e sa bene che l'argomento principale del summit con i leader popolari sarà il "caso Italia". Sa soprattutto che gli audio di Silvio Berlusconi sui suoi rapporti con Putin e sulla guerra in Ucraina rappresentano, appunto, un "caso". Su cui dare spiegazioni agli alleati europei e internazionali.

E sa anche che a farne le spese potrebbe essere la sua candidatura al ministero degli Esteri. "Io però - premette - non ho mai chiesto niente, è inutile agitarsi. Se si pensa che io possa essere utile, allora faccio il ministro. Altrimenti posso anche non fare niente. Non è che debba fare per forza il minis…

BRUXELLES - "Una vendetta. Magari di chi non è stato eletto". Antonio Tajani allarga le braccia. Sull'aereo che lo porta a Bruxelles per partecipare al vertice del Ppe che precede il Consiglio europeo offre una prima spiegazione di quel che è accaduto alla riunione dei gruppi parlamentari di Forza Italia e sa bene che l'argomento principale del summit con i leader popolari sarà il "caso Italia". Sa soprattutto che gli audio di Silvio Berlusconi sui suoi rapporti con Putin e sulla guerra in Ucraina rappresentano, appunto, un "caso". Su cui dare spiegazioni agli alleati europei e internazionali.

E sa anche che a farne le spese potrebbe essere la sua candidatura al ministero degli Esteri. "Io però - premette - non ho mai chiesto niente, è inutile agitarsi. Se si pensa che io possa essere utile, allora faccio il ministro. Altrimenti posso anche non fare niente. Non è che debba fare per forza il ministro degli Esteri o comunque il ministro". Resta il fatto che la vicenda è preoccupante. Dubita che ci sia stata una vera e propria regia. Esclude che sia stata una scelta del Cavaliere: "Quelle frasi, rese pubbliche, hanno danneggiato in primo luogo lui". E non crede nemmeno che sia stata opera di Licia Ronzulli per colpire Meloni e lo stesso Tajani: "Mi sembra difficile. E poi per quale motivo. Non ci credo". Anche, perché è la sua idea, questa polemica "non rimetterà in discussione tutto il quadro della compagine. Meloni non riaprirà la trattativa ministeriale. Andrà al Quirinale con la sua lista dei ministri. Quella trattata con Berlusconi perché è Berlusconi a trattare su questi punti. E anche su di me decide Berlusconi".

Ma allora, se non è stato un disegno come è potuto accadere? "In quella sala - racconta - c'erano almeno cento persone. Può essere stato chiunque. Ho l'impressione che qualcuno abbia voluto vendicarsi. Magari perché non è stato eletto. Poi chi conosce Berlusconi, sa che lui ha sempre parlato così. Si sa che certe cose le dice perché è convinto che se fosse stato coinvolto in prima persona insieme alla Merkel sarebbe riuscito a fermare la guerra". Dopo di che, insiste, "per Forza Italia contano i fatti, i voti. E noi abbiamo sempre votato a favore della Nato e dell'Europa. Silvio Berlusconi, anche come parlamentare europeo, ha sempre votato in difesa dell'Ucraina. Anche documenti durissimi. Non ci possono essere dubbi sulla nostra posizione".

Argomento che Tajani cercherà di utilizzare adesso al vertice dei Popolari europei. "Ci vado su mandato di Berlusconi, con cui ho parlato ieri sera, proprio per spiegare queste cose. E' molto dispiaciuto per questo incidente. Se non ci fossero state le consultazioni sarebbe venuto lui stesso qui a Bruxelles. Io parlerò con il presidente del Ppe Weber, con la presidente del Parlamento europeo Metsola e probabilmente anche con la presidente della Commissione, Ursula Von Der Leyen. A loro ripeterò che la nostra linea atlantista ed europeista è fuori discussione". " E poi - chiude prima di lasciare l'aereo -  adesso la cosa fondamentale è partire con il governo. La gente aspetta risposte, ha altri problemi. Non questi di cui discutiamo noi".