Adolfo Urso, chi è il ministro dello Sviluppo economico nel governo Meloni
di Giuliano Foschini , di Giuliano FoschiniNon rinuncia alla fiamma: Adolfo Urso era nell'Msi, e da quella parte ha trascorso orgogliosamente tutta la sua vita politica, a partire dal 1994 quando per la prima volta ha messo piede in Parlamento. Ma il percorso che ha (ri)portato il presidente uscente del Copasir al Governo, nel ruolo di ministro dello Sviluppo economico (ribattezzato da Giorgia Meloni ministero delle "Imprese e Made in Italy") è quello di "un missino liberale", per usare le parole di un suo compagno di partito. Di un uomo che aveva giurato prima fedeltà a Gianfranco Fini, ai tempi della caduta del governo Berlusconi, tanto da dimettersi, per poi però essere pugnalato dall'allora segretario (che gli preferì Italo Bocchino). E ora a Giorgia Meloni, che cinque anni fa lo ha riportato in Parlamento, dopo una legislatura di pausa.
E poi lo ha scelto come presidente del Copasir in una delle fasi più delicate della vita del Comita…
Non rinuncia alla fiamma: Adolfo Urso era nell'Msi, e da quella parte ha trascorso orgogliosamente tutta la sua vita politica, a partire dal 1994 quando per la prima volta ha messo piede in Parlamento. Ma il percorso che ha (ri)portato il presidente uscente del Copasir al Governo, nel ruolo di ministro dello Sviluppo economico (ribattezzato da Giorgia Meloni ministero delle "Imprese e Made in Italy") è quello di "un missino liberale", per usare le parole di un suo compagno di partito. Di un uomo che aveva giurato prima fedeltà a Gianfranco Fini, ai tempi della caduta del governo Berlusconi, tanto da dimettersi, per poi però essere pugnalato dall'allora segretario (che gli preferì Italo Bocchino). E ora a Giorgia Meloni, che cinque anni fa lo ha riportato in Parlamento, dopo una legislatura di pausa.
E poi lo ha scelto come presidente del Copasir in una delle fasi più delicate della vita del Comitato: i rapporti con la Russia e la Cina, la disinformazione, i decreti per inviare le armi a sostegno dell'Ucraina. E proprio il modo in cui ha interpretato il suo ruolo al Copasir - in maniera super partes seppur non sempre istituzionale, anzi: "Il presidente più chiacchierone della storia: ha più interviste lui in un anno che nessuno" sorride un altro membro del Comitato - gli è valsa la fiducia di Meloni: i suoi viaggi a Washington e Kiev sono una garanzia per la collocazione internazionale del Governo. Nonostante i suoi "precedenti" da imprenditore: negli anni in cui è stato fuori dal Parlamento aveva aperto aziende che si occupavano di inport and export, lui che era stato ministro del Commercio estero, anche con una sede in Iran. Circostanza questa che spinse qualcuno della Lega a dire che non avrebbe potuto fare il presidente del Copasir. L'obiezione fu superata. Ora tutti insieme, al Governo.