✕

Alfredo Mantovano, chi è il sottosegretario alla presidenza del Consiglio del governo Meloni

(ansa)
È un cattolico conservatore che ha esordito in politica nel 1996, candidandosi in Parlamento con il centrodestra, poi iscritto ad Alleanza nazionale
1 minuti di lettura

Nato a Lecce 64 anni fa, di professione magistrato, sposato e con tre figli, il neosottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano è un cattolico conservatore che ha esordito in politica nel 1996, candidandosi in Parlamento con il centrodestra, poi iscritto ad Alleanza nazionale. Uomo di grande esperienza nelle istituzioni, ha navigato con molti incarichi la stagione del berlusconismo, per ultimo il ministero degli Interni, da vice di Roberto Maroni.

I temi legati alla giustizia e quelli etici sono quelli che lo hanno sempre visto più coinvolto. Fa parte di Alleanza cattolica dal 1976, associazione di stampo tradizionalista. In un suoi intervento al meeting di Rimini di Comunione e Liberazione, nel 2010, si è espresso così: "Attraverso leggi e prassi presentate come di contrasto all’omofobia, in realtà si punta a proibire e a punire non discriminazioni, manifestazioni di odio per gli omosessuali, che nessuno auspica e …

Nato a Lecce 64 anni fa, di professione magistrato, sposato e con tre figli, il neosottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano è un cattolico conservatore che ha esordito in politica nel 1996, candidandosi in Parlamento con il centrodestra, poi iscritto ad Alleanza nazionale. Uomo di grande esperienza nelle istituzioni, ha navigato con molti incarichi la stagione del berlusconismo, per ultimo il ministero degli Interni, da vice di Roberto Maroni.

I temi legati alla giustizia e quelli etici sono quelli che lo hanno sempre visto più coinvolto. Fa parte di Alleanza cattolica dal 1976, associazione di stampo tradizionalista. In un suoi intervento al meeting di Rimini di Comunione e Liberazione, nel 2010, si è espresso così: "Attraverso leggi e prassi presentate come di contrasto all’omofobia, in realtà si punta a proibire e a punire non discriminazioni, manifestazioni di odio per gli omosessuali, che nessuno auspica e ancor meno teorizza, ma la possibilità di affermare e magari di documentare anche scientificamente che l’omosessualità è una disarmonia rispetto alla visione naturale dell’uomo".

E poco dopo, riallacciandosi all'altro campo di interesse: "I giudici di oggi, nella parte più evoluta, progressista, giacobina, scegliete voi il termine più adatto, non si propongono come esecutori della legge ma come esecutori del diritto, o meglio, di ciò che ai loro occhi appare essere il diritto".