Chi è Anna Maria Bernini la ministra dell'Università del governo Meloni
di Lorenzo De Cicco , di Lorenzo De CiccoAd Anna Maria Bernini, in modo decisamente irrituale, Silvio Berlusconi aveva appuntato i galloni ministeriali già da qualche giorno: “Sarà ministro delle Politiche economiche. No, chiedo scusa, della Pubblica amministrazione”. Dichiarazione resa alla stampa tra un audio rubato e l’altro. Nomina confermata, delega diversa: andrà all'Università. Classe 1965, berlusconiana di ferro, ma con un passato finiano (è stata tra le promotrici della fondazione FareFuturo), dentro Forza Italia è l’arci-nemica interna di Maria Elisabetta Alberti Casellati, con cui ora sarà compagna di scranno in Cdm.
Avvocato, bolognese, alle ultime elezioni è stata rieletta in Senato all’uninominale di Padova, il seggio che fu di Niccolò Ghedini e su cui aveva messo gli occhi proprio Casellati, poi dirottata in Basilicata. Figlia d'arte - suo padre, l'avvocato Giorgio Bernini, è stato deputato…
Ad Anna Maria Bernini, in modo decisamente irrituale, Silvio Berlusconi aveva appuntato i galloni ministeriali già da qualche giorno: “Sarà ministro delle Politiche economiche. No, chiedo scusa, della Pubblica amministrazione”. Dichiarazione resa alla stampa tra un audio rubato e l’altro. Nomina confermata, delega diversa: andrà all'Università. Classe 1965, berlusconiana di ferro, ma con un passato finiano (è stata tra le promotrici della fondazione FareFuturo), dentro Forza Italia è l’arci-nemica interna di Maria Elisabetta Alberti Casellati, con cui ora sarà compagna di scranno in Cdm.
Avvocato, bolognese, alle ultime elezioni è stata rieletta in Senato all’uninominale di Padova, il seggio che fu di Niccolò Ghedini e su cui aveva messo gli occhi proprio Casellati, poi dirottata in Basilicata. Figlia d'arte - suo padre, l'avvocato Giorgio Bernini, è stato deputato forzista e ministro del Commercio estero nel primo governo Berlusconi, era il ’94 – approda in Parlamento nel 2008, col Popolo della Libertà, in quota Alleanza Nazionale. Ma al momento della rottura Fini-Berlusconi, sceglie il secondo. Non è al primo giro da ministro, anche se il primo incarico durò pochissimo: titolare delle Politiche europee dal 27 luglio al 16 novembre 2011, nell’ultimo, crepuscolare, esecutivo del Cavaliere. Nella scorsa legislatura è stata capogruppo di Forza Italia a Palazzo Madama, anche se Matteo Salvini l’avrebbe voluta presidente del Senato, al posto di Casellati.
Nel novembre 2013, quando Berlusconi viene dichiarato decaduto da senatore, si veste di nero, in segno di “lutto per la democrazia”. Fedelissima dell’ex premier, dentro Forza Italia sa comunque smarcarsi su alcuni temi. Come sui diritti civili: nel 2016 appoggia il ddl Cirinnà, completo di stepchild adoption, approvando il testo nella prima votazione. All’ultima curva del passaggio parlamentare, però, fa marcia indietro: il governo Renzi stralcia il capitolo sulle adozioni e pone la fiducia. Bernini rispetta gli ordini di partito: vota contro.