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Carlo Nordio, chi è il ministro della Giustizia nel governo Meloni

Carlo Nordio (ansa)

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Ex pm, storico avversario della Procura milanese ai tempi di Mani Pulite, è la toga delle battaglie identitarie della destra
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È stato uno storico avversario della Procura milanese ai tempi di Mani Pulite. E da allora è la toga delle battaglie identitarie della destra. Cioè: contro "gli abusi della custodia cautelare", contro gli "eccessi delle intercettazioni nelle indagini". E per la separazione delle carriere dei magistrati, a favore del ritorno dell'immunità parlamentare e per l'indebolimento della legge Severino. Non a caso Carlo Nordio, 75 anni, di Treviso, da un mese neodeputato per Fdi e Guardasigilli in pectore dell'imminente governo Meloni, si era esposto per il Sì ai 5 referendum che, a giugno scorso, non hanno raggiunto il quorum.  In magistratura fino al 2017, Nordio si è occupato di lotta alle Br e di tangenti alle Coop rosse - chiedendo però l'archiviazione per Massimo D'Alema, perché contestava l'assioma del leader che "non poteva non sapere". La sua attività è l…

È stato uno storico avversario della Procura milanese ai tempi di Mani Pulite. E da allora è la toga delle battaglie identitarie della destra. Cioè: contro "gli abusi della custodia cautelare", contro gli "eccessi delle intercettazioni nelle indagini". E per la separazione delle carriere dei magistrati, a favore del ritorno dell'immunità parlamentare e per l'indebolimento della legge Severino. Non a caso Carlo Nordio, 75 anni, di Treviso, da un mese neodeputato per Fdi e Guardasigilli in pectore dell'imminente governo Meloni, si era esposto per il Sì ai 5 referendum che, a giugno scorso, non hanno raggiunto il quorum.  In magistratura fino al 2017, Nordio si è occupato di lotta alle Br e di tangenti alle Coop rosse - chiedendo però l'archiviazione per Massimo D'Alema, perché contestava l'assioma del leader che "non poteva non sapere". La sua attività è legata anche al clamoroso caso del Mose, anno 2014: 35 arresti per corruzione, terremoto politico che travolse l'ex ministro ed ex governatore veneto Giuseppe Galan (ha patteggiato poi una condanna a 2 anni e 10 mesi), mentre l'allora procuratore aggiunto Nordio sottolineava "l'avidità insaziabile" dei protagonisti.

Corteggiato da Fi, ha intessuto rapporti con la Lega: fu chiamato dall'allora ministro Castelli come presidente della Commissione per la riforma del codice penale, più di recente ha difeso Matteo Salvini per il caso Gregoretti (in cui l'ex ministro è stato prosciolto). Poi, "l'abbraccio" con Giorgia Meloni, che a gennaio lo indica come proprio candidato al Quirinale, fino al collegio blindato del Veneto alle Politiche.  Parola d'ordine : basta allo sfascio della giustizia. Come? "Con l'accelerazione dei processi e l'aumento degli organici, anche recuperando risorse dall'eccesso di intercettazioni telefoniche".