Chi è Orazio Schillaci il ministro della sanità del governo Meloni
di Michele Bocci , di Michele BocciUn clinico che ha fatto carriera dentro l’università. Orazio Schillaci, il nuovo ministro della Salute, ha 56 anni ed è rettore dell’università di Tor Vergata a Roma dal 2019. Il suo è l’ultimo nome circolato tra quelli dei papabili per l’incarico e alla fine l’ha spuntata, scavalcando Guido Rasi e Francesco Rocca, grazie alla linea tenuta da Giorgia Meloni. La premier, per la sanità cercava una figura nuova, che in questi anni di Covid non si fosse particolarmente esposta (come invece altri candidati, tipo lo stesso Rasi che è stato anche consulente di Figliuolo). E in effetti di Schillaci non si trovano molte dichiarazioni negli archivi, a parte quelle istituzionali legate al suo ruolo nell’università. Di Covid ha parlato ad esempio al Tg3 nel maggio 2020, cioè alla fine della prima durissima ondata, quando invitava "a rispettare le regole per non avere nuovi focolai".
Schillac…
Un clinico che ha fatto carriera dentro l’università. Orazio Schillaci, il nuovo ministro della Salute, ha 56 anni ed è rettore dell’università di Tor Vergata a Roma dal 2019. Il suo è l’ultimo nome circolato tra quelli dei papabili per l’incarico e alla fine l’ha spuntata, scavalcando Guido Rasi e Francesco Rocca, grazie alla linea tenuta da Giorgia Meloni. La premier, per la sanità cercava una figura nuova, che in questi anni di Covid non si fosse particolarmente esposta (come invece altri candidati, tipo lo stesso Rasi che è stato anche consulente di Figliuolo). E in effetti di Schillaci non si trovano molte dichiarazioni negli archivi, a parte quelle istituzionali legate al suo ruolo nell’università. Di Covid ha parlato ad esempio al Tg3 nel maggio 2020, cioè alla fine della prima durissima ondata, quando invitava "a rispettare le regole per non avere nuovi focolai".
Schillaci precedentemente è stato anche preside di medicina e chirurgia nell’ateneo romando ed è un medico nucleare, cioè un professionista che diagnostica e tratta le patologie con i cosiddetti radiofarmaci. Come clinico è molto stimato, non solo per le sue capacità professionali ma anche per il rapporto che ha con i pazienti. La carriera l’ha costruita soprattutto sul lavoro e sulle competenze scientifiche. Dal punto di vista tecnico quindi viene ritenuto inappuntabile. “Non è un battitore libero, fa squadra e sa delegare”, dice chi lo conosce bene. “Inoltre è molto riservato”. Non era noto che fosse vicino alla maggioranza, visto che non ha mai preso apertamente posizioni politiche e nemmeno ha avuto incarichi da amministrazioni della destra.
Roberto Speranza, il ministro uscente, lo ha nominato nel 2020 come membro del comitato scientifico dell’Istituto superiore di sanità.
La scelta del governo di centrodestra di puntare su un tecnico, al di là del nome, è comunque significativa. Intanto, se per caso la pandemia dovesse peggiorare (cosa che per ora comunque non sta avvenendo) e fossero necessarie alcune restrizioni, come ad esempio le mascherine sui mezzi o addirittura a scuola, a deciderle sarebbe appunto una figura tecnica. Non quindi un politico, magari di quelli che in passato si sono espressi contro tutte le misure anti Covid. Il secondo aspetto per certi versi è ancora più importante. La sanità pubblica è fragile e ha bisogno di fondi. Se però il Mef decidesse di togliere parte di quelli che ha già, non dare incrementi o comunque mettere in difficoltà dal punto divista economico il settore, la voce contraria del ministro alla Salute tecnico, se si alzerà, sarà comunque meno forte e convincente di quella di un politico. Si teme quindi un indebolimento del ministero da questo punto di vista.