Bonino e gli anni con Roccella: "Noi due nella battaglia contro gli aborti clandestini, ora le dico: non farti guidare dalle ideologie"
di Giovanna Casadio , di Giovanna CasadioROMA - "Il battesimo con i Radicali per me avviene al congresso di Firenze del 1975 che inizia con la lettera-testamento di Pasolini che toccò a Vincenzo Cerami di leggere". Emma Bonino comincia da qui per raccontare di Eugenia Roccella - l'ex militante radicale, figlia di uno dei fondatori del partito Franco Roccella e della pittrice e femminista Wanda Raheli - oggi diventata la ministra ultraconservatrice della Famiglia. "Io mi ricordo poi, il mio arrivo a Roma perché Spadaccia mi chiede di entrare in segreteria. E qui c'era un gruppo di ragazze assai più strutturate politicamente di me, un po' più grandi o più giovani. Conosco Liliana Ingargiola, Francesca Capuzzo e Eugenia Roccella. Era un gruppo che si era già consolidato nella battaglia per il divorzio e si era dato il nome di Movimento di liberazione della donna".
Bonino ricostruisce quegli anni con Roccella. Sono anni che cambieranno il volto…
ROMA - "Il battesimo con i Radicali per me avviene al congresso di Firenze del 1975 che inizia con la lettera-testamento di Pasolini che toccò a Vincenzo Cerami di leggere". Emma Bonino comincia da qui per raccontare di Eugenia Roccella - l'ex militante radicale, figlia di uno dei fondatori del partito Franco Roccella e della pittrice e femminista Wanda Raheli - oggi diventata la ministra ultraconservatrice della Famiglia. "Io mi ricordo poi, il mio arrivo a Roma perché Spadaccia mi chiede di entrare in segreteria. E qui c'era un gruppo di ragazze assai più strutturate politicamente di me, un po' più grandi o più giovani. Conosco Liliana Ingargiola, Francesca Capuzzo e Eugenia Roccella. Era un gruppo che si era già consolidato nella battaglia per il divorzio e si era dato il nome di Movimento di liberazione della donna".
Bonino ricostruisce quegli anni con Roccella. Sono anni che cambieranno il volto della storia italiana, contro l'aborto clandestino, le mammane e i "cucchiai d'oro", per il nuovo codice di famiglia. "In una parola scoppia la stagione dei diritti e Roccella c'era", è il racconto della storica leader radicale, ex ministra degli Esteri e commissaria Ue. Perciò a Roccella, nota per le sue prese di posizione integraliste dal Family day al fine vita, rivolge un appello: "Guarda che stai parlando di persone, non farti guidare dalle ideologie. Il punto di partenza della visione radicale è proprio questo: guardare alla persona, ai suoi bisogni, fare entrare il corpo e il vissuto nella politica".
Ma la neo ministra della Famiglia, Natalità e, in ultimo, Pari opportunità del governo di Giorgia Meloni, ha usato parole pesanti rinnegando la sua storia radicale. Archiviando il pamphlet che scrisse in quel lontano 1975 - anno in cui a Bra Bonino veniva arrestata autodenunciandosi per aborto clandestino -, il giudizio di Roccella sull'ideologia radicale e di Pannella è tranciante: porta "all'autodistruzione dell'individuo". Bonino ancora si stupisce per quel giudizio di Roccella: "Non so perché sia arrivata a formulare tale frase, l'obiettivo di Marco e nostro era proprio la centralità della persona, altro che distruzione!".
Adesso il rischio vero è "un arretramento" di tutti i diritti, a cominciare dall'interruzione di gravidanza. Afferma Bonino: "Il mondo femminile è molto variegato: c'è chi parla di diritto all'aborto e chi di scelta di maternità responsabile. Ma le diversità sono una ricchezza. Dice la signora Roccella che l'aborto non è un diritto, ma la lotta all'aborto clandestino lo è. E mi auguro che questo Roccella se lo ricordi come memoria della sua formazione". La legge 194 sull'aborto rischia di essere cancellata? La preoccupazione della leader di +Europa è un'altra: "Temo un'azione politica più subdola, cioè lasciare la legge e però svuotarla di contenuti. Oggi in alcune regioni la 194 non si applica per via delle obiezioni di coscienza dei medici. Ci sono correttivi a questo evidentemente, e qualche amministrazione li sta adottando, ad esempio concorsi per assumere ginecologi non obiettori. Oppure una parte del Paese si ritroverà di fatto senza la legge 194". Ugualmente sulla pillola abortiva Ru486. Bonino rammenta: "Fu previsto già nella legge 194, all'articolo 15, che andava tenuto conto dell'evoluzione della scienza per metodi meno invasivi in fatto di interruzione di gravidanza. Ma ogni ostacolo alla somministrazione della Ru486 è stato messo in atto: ospedalizzazione per almeno tre giorni, mancanza del farmaco...".
Aggiunge Bonino: "Da ex compagna di strada, Roccella si esprime adesso come Giorgia Meloni. Io sono preoccupata per i diritti civili, per lo ius scholae, per il matrimonio egualitario, per fine vita e eutanasia, per la legge contro l'omotransfobia, per il suicidio assistito. L'impostazione di Roccella non è solo conservatrice: è reazionaria. Perciò bisogna continuare a lottare. Spero anzi ricominci una stagione di lotte: i diritti vanno coltivati, curati, protetti e conquistati ogni giorno, ogni giorno, altrimenti ti svegli e non li hai più. Il mondo femminile, pur nella sua diversità, capisca come vuole scendere in piazza, e non come attività di un giorno perché è grande la battaglia che ci attende e dobbiamo essere resistenti".