Porro (Sos Med): "Vogliono richiudere i nostri occhi sul mare"
Settantatre naufraghi a bordo, tra cui una decina di bambini. La Ocean Viking di Sos Mediterranée naviga in acque internazionali tra le zone Sar libica, maltese e italiana. È una delle due navi umanitarie ora in missione che Salvini ha chiesto di monitorare.
Alessandro Porro, presidente di Sos Mediterranée. La vostra nave potrebbe essere la prima a chiedere il porto di sbarco al nuovo governo. Che vi aspettate?
"Per la verità, lo abbiamo già fatto domenica dopo il secondo soccorso. E come purtroppo avviene spesso non abbiamo ricevuto risposta da nessuno, né da Malta né dall'Italia. Naturalmente torneremo a chiederlo".
Solo che adesso è tornato Salvini. E dunque?
"Non facciamo processi alle intenzioni. Discutiamo di politiche e non di politici. Abbiamo visto che tra i toni e la pratica c'è un abisso. Salvini al Viminale agiva e alzava i toni ma negli ultimi anni la situazione non è stat…
Settantatre naufraghi a bordo, tra cui una decina di bambini. La Ocean Viking di Sos Mediterranée naviga in acque internazionali tra le zone Sar libica, maltese e italiana. È una delle due navi umanitarie ora in missione che Salvini ha chiesto di monitorare.
Alessandro Porro, presidente di Sos Mediterranée. La vostra nave potrebbe essere la prima a chiedere il porto di sbarco al nuovo governo. Che vi aspettate?
"Per la verità, lo abbiamo già fatto domenica dopo il secondo soccorso. E come purtroppo avviene spesso non abbiamo ricevuto risposta da nessuno, né da Malta né dall'Italia. Naturalmente torneremo a chiederlo".
Solo che adesso è tornato Salvini. E dunque?
"Non facciamo processi alle intenzioni. Discutiamo di politiche e non di politici. Abbiamo visto che tra i toni e la pratica c'è un abisso. Salvini al Viminale agiva e alzava i toni ma negli ultimi anni la situazione non è stata più rosea. A dispetto dei toni concilianti, anche la Lamorgese ha ostacolato le attività di soccorso, tenendo a lungo le navi in mare prima di autorizzare lo sbarco e con la strategia dei fermi amministrativi".
Che sono però competenza della Guardia costiera la cui delega è nelle mani di Salvini che non fa certo mistero delle sue intenzioni di fermare i flussi.
"Non si tratta di flussi migratori da governare, come ho sentito dire al ministro dell'Interno Piantedosi, né tantomeno da fermare come vorrebbe Salvini. Qui parliamo di persone da soccorrere, naufraghi ai sensi di legge. E soccorrerli è un dovere per tutti, a cominciare dalla Guardia costiera che, fino al 2017, ha salvato un numero record di vite e ci coordinava esprimendo grande apprezzamento per la flotta umanitaria. Poi, ministro Minniti, con la fine della missione europea Mare Nostrum tutto è cambiato. Ma noi abbiamo sempre chiesto e continueremo a farlo di poter tornare ad operare sotto il coordinamento della Guardia costiera italiana".
Quindi, nonostante le ulteriori difficoltà per ottenere un porto di sbarco dall'Italia, continuerete a presidiare il Mediterraneo?
"Ma certo, il nostro non è spontaneismo, come dice Piantedosi, al massimo sussidiarità e supplenza di un obbligo, quello del salvataggio delle vite in mare, che spetterebbe agli Stati. Sul diritto ad essere salvati non si transige. Se non lo fanno gli Stati lo faremo noi"
A proposito di Stati, adesso il governo ricomincerà a dirvi di sbarcare i migranti nei porti dei vostri Paesi di bandiera.
"Il corpus di leggi e convenzioni internazionali prevede che i naufraghi vengano portati nel porto sicuro più vicino. O Malta o l'Italia. Non ce ne sono altri".
Salvini ha anche annunciato una nuova reintroduzione dei decreti sicurezza, anche questo in funzione antiOng. Lo temete?
"È stato dimostrato che il pull factor non esiste, che l'unica cosa che cambia in assenza di soccorsi è il numero di morti. Per altro le Ong hanno salvato solo una minima parte dei migranti sbarcati in Italia. Si vogliono spegnere i soli occhi aperti sulla'unica politica che gli Stati europei sono stati in grado di portare avanti sull'immigrazione, quella di voltarsi dall'altra parte".