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Il discorso di Meloni per la fiducia alla Camera: "Italia nave in tempesta, ma stravolgerò i pronostici"

La premier lancia la sua scommessa fra gli applausi del centrodestra esprimendo la fatica che l'attende
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"Stravolgerò i pronostici". In capo a oltre settanta minuti di discorso, Giorgia Meloni lancia la sua scommessa fra gli applausi del centrodestra. Esprimendo la fatica che l'attende: "Non sarà una navigazione facile, per la gravosità delle scelte ma anche per un pregiudizio politico che colgo nelle analisi che ci riguardano. In parte giustificato: sono la prima donna, vengo da una storia politica relegata ai margini della Repubblica, e non arrivo qui fra le braccia di un contesto familiare favorevole o con amicizie importanti. Sono un underdog, come dicono gli inglesi, per riuscire devo stravolgere tutti i pronostici. Voglio farlo ancora".

Un intervento appassionato, interrotto più volte da colpi di tosse e avviato con emozione. Un discorso che ha aperto onorando le figure di alcune donne che hanno fatto la storia del Paese - fra cui Tina Anselmi e Nilde Iotti -  e nel quale ha riaffermato la collocazione euro-atlantica dell…

"Stravolgerò i pronostici". In capo a oltre settanta minuti di discorso, Giorgia Meloni lancia la sua scommessa fra gli applausi del centrodestra. Esprimendo la fatica che l'attende: "Non sarà una navigazione facile, per la gravosità delle scelte ma anche per un pregiudizio politico che colgo nelle analisi che ci riguardano. In parte giustificato: sono la prima donna, vengo da una storia politica relegata ai margini della Repubblica, e non arrivo qui fra le braccia di un contesto familiare favorevole o con amicizie importanti. Sono un underdog, come dicono gli inglesi, per riuscire devo stravolgere tutti i pronostici. Voglio farlo ancora".

Un intervento appassionato, interrotto più volte da colpi di tosse e avviato con emozione. Un discorso che ha aperto onorando le figure di alcune donne che hanno fatto la storia del Paese - fra cui Tina Anselmi e Nilde Iotti -  e nel quale ha riaffermato la collocazione euro-atlantica dell'Italia, ha ribadito con forza il sostegno all'Ucraina contro l'invasione russa, ha tracciato senza finzioni un quadro economico difficilissimo che "impedirà di fare subito alcuni provvedimenti che abbiamo in mente". E infine ha affrancato la Destra da un passato ingombrante: "Le leggi razziali sono una vergogna che segneranno il nostro popolo per sempre. I totalitarismi del '900 hanno dilaniato l'Europa, non solo l'Italia.

I ringraziamenti

In apertura, la premier ha ringraziato il Capo dello Stato, il suo predecessore Mario Draghi ("Si è molto ricamato sulla nostra collaborazione recente: nulla di strano, così dovrebbe essere sempre, così è nelle grandi democrazie"), e la coalizione di centrodestra, che dopo avere vinto le elezioni ha dato "vita a governo in uno dei lassi di tempo più brevi della storia".

Fra gli applausi di tutta l'aula, Meloni ha affrontato subito la sua condizione di prima donna a capo del governo. Parla di questa condizione come di un "peso" che avverte in pieno: "Penso alla responsabilità che ho nei confronti delle donne che affrontano difficoltà ingiuste per vedere apprezzato il loro talento. Ma anche a chi ha costruito con le assi del loro esempio la scala che ha consentito  a me e di salire e rompere il tetto di cristallo sopra le nostre teste". Quindi un lungo elenco di figure femminili, citate per nome: "Donne come Cristina Trivulzio di Belgioioso, elegante organizzatrice di salotti e barricate. O come Rosalie Montmasson, testarda al punto da partire con i Mille che fecero l'Italia. Come Alfonsina Strada, che pedalò forte contro il vento del pregiudizio. Come Maria Montessori o Grazia Deledda che con il loro esempio spalancarono i cancelli dell'istruzione alle bambine di tutto il Paese". E poi Tina Anselmi, Nilde Jotti, Rita Levi Montalcini, Oriana Fallaci, Ilaria Alpi, Mariagrazia Cutuli, Fabiola Giannotti, Marta Cartabia, Elisabetta Casellati, Samantha Cristoforetti, Chiara Corbella Petrillo". A loro Meloni dice "grazie per avere dimostrato il valore delle donne italiane, come spero di riuscire a fare anche io".

Al governo per 5 anni

La premier sottolinea come il suo sia un governo politico pienamente rappresentativo della volontà popolare. Si impegna a guidare il Paese per cinque anni "anteponendo l'interesse nazionale a quello di partito. Non utilizzeremo il voto degli italiani per sostituire un sistema di potere. Se per farlo dovremo scontentare alcuni potentati non ci tireremo indietro, perché il coraggio non ci difetta".

L'attacco alle elite europee

C'è una critica a chi, in Francia ma non solo, hanno detto di voler vigilare sulla situazione italiana dopo l'avvento della Destra al governo. "Possono spendere meglio il loro tempo. Mancano di rispetto al popolo italiano che non ha lezioni da prendere".

Le radici e l'Europa

Meloni riafferma le radici classiche e giudaico-cristiane del Continente, ricorda che "siamo eredi di San Benedetto, patrono principale dell'Europa. E allontana i dubbi: "Non sabotiamo l'istituzione europea, ma vogliamo costribuire a indirizzarla verso una maggiore efficacia nella risposta alle crisi e alle minacce esterne e verso un approccio più vicino ai cittadini e alle imprese. Ma l'Europa - dice la premier - non ha soci di serie A e serie B. Serve un'integrazione più efficace nell'affrontare le grandi sfide. Dobbiamo essere uniti nella diversità "

Regole da cambiare

"Una casa comune europea vuole dir regole condivise: noi rispettiamo le regole che esistono ma offriamo il nostro contributo per cambiare quelle che non hanno funzionato, a cominciare dal patto di stabilità. A testa alta, con spirito costruttivo ma senza subalternità, come troppo spesso accaduto in passato. Il Pnrr è un'opportunità straordinaria per migliorare l'Italia. Una sfida complessa, per limiti burocratici che già hanno reso difficile la spesa  europea ordinaria. Ma finora sono state rendicontate opere già avviate in passato. Impiegheremo al meglio le risorse disponibili. Ma concorderemo con l'Ue i correttivi necessari per migliorare la spesa, a fronte dell'aumento dei costi energetici e delle materie prime. Con un approccio pragmatico e non ideologico". Secondo Meloni non ci saranno più "bonus da campagna elettorale ma investimenti di medio termine".

La guerra

Un riconoscimento alla Nato: "L'Alleanza atlantica esiste per  offrire un quadro di pace e sicurezza che diamo spesso per scontato. La libertà ha un costo, e quel costo è la capacità di difendersi e l'affidabilità nel quadro delle alleanze di cui fa parte. L'Itlia lo ha affrontato con le missioni internazionali di cui è  stata protagonisti". Un altro applauso interrompe Meloni, che si ferma, chiede un bicchier d'acqua a Salvini che le sta a fianco prima di passare al tema più delicato: la guerra. "Va il nostro sostegno al valoroso popolo ucraino che si oppone all'invasione della Fedeazione russa". Al suo fianco, applaudono i vicepremier, Salvini e Antonio Tajani. "Non possiamo accettare la guerra di aggressione, anche perché dobbiamo difendere il nostro interesse nazionale. Solo così potremo chiedere che gli oneri della crisi siano suddifvisi. E' quello che già facciamo, a partire dalla questione energetica. Cedere al ricatto di Putin non risolverebbe il problema".

Provvedimenti da rinviare

Meloni sollecita una risposta europea all'emergenza energetica, denuncia l'assenza di una risposta comune all'aumento dei prezzi del gas. "Se non  si darà seguito agli annunci, la speculazione ritornerà". La presidente del Consiglio garantisce la proroga delle misure di "supporto per bollette e carburante, un impegno finanziario imponente che ci costringerà a rinviare provvedimenti che avremmo voluto adottare già in bilancio".

La nave Italia

E nel bel mezzo del suo discorso, Giorgia Meloni sottolinea con forza al limite della crudezza i dati economici del Paese. "C'è un'inflazione all'11,1 per cento. Sono indispensabili misure volte a far crescere il reddito". La premier dice che viviamo nel "contesto più complicato dal secondo Dopoguerra ad oggi. Le previsioni economiche del 2023 parlano di un marcato rallentamento per Italia e  Europa". L'ultimo aggiornamento del Def segna una crescita del Pil ferma allo 0,6 per cento, "per il Fondo monerario siamo a meno 0,1 per cento, cioè in recessione". E questo, secondo la presidente, anche perché "negli ultimi dieci anni si sono succeduti governi deboli ed eterogenei, senza mandato popolare, incapaci di determinare una crescita duratura".

Insomma, "siamo nel pieno di una tempesta, la nostra imbarcazione ha subito diversi danni, gli italiani hanno consegnato a noi il compito di completare la traversata. Ma la nostra imbarcazione, con tutte le sue ammaccature - è la metafora che trae spunto da una definizione dell'Amerigo Vespucci -  rimane la nave più bella del mondo".

L'orizzonte

Indica un percorso di dieci anni per risollevare il Paese. "Sono pronta  a fare quel che serve, a costo di non essere capita e di non essere rieletta. La strada non è la cieca austerità né gli avventurismi finanziari più o meno creativi. La strada è la crescita strutturale. Siamo aperti a investimenti esteri che porteranno sviluppo, know how. Finora, per colpa di un'instabilità politica che negli ultimi anni ha portato un governo ogni due anni, cambiando spesso maggioranza di riferimento, i provvedimenti di immediato consenso hanno avuto la meglio".

Le riforme

Meloni annuncia una riforma costituzionale in senso presidenziale per passare "da una democrazia interloquente a una decidente". Accenna a una "ipotesi di semipresidenzialismo in senso francese, ma siamo aperti anche ad altre soluzioni. Confrontiamoci con tutte le forze politiche in parlamento. Ma non rinunceremo a riformare l'Italia - sibila - se ci trovassimo di fronte opposizioni pregiudiziali". Accanto al presidenzialismo, un riferimento al "processo virtuoso di autonomia differenziata, in un quadro di coesione nazionale" e a "maggiori poteri e risorse per Roma Capitale".

Stop al reddito di cittadinanza

Dopo aver rilanciato la questione meridionale, Meloni boccia il reddito di cittadinanza come fatto in campagna elettorale. Citando il Papa: "La povertà non si combatte con l'assistenzialismo. Vogliamo mantenere e migliorare il sostegno economico per i soggetti fragili non in condizioni di lavorare o per chi è privo di reddito e ha figli minori., Ma per gli altri la soluzione non può essere il reddito di cittadinanza ma il lavoro, sfruttando le risorse del Fse. Il reddito di cittadinanza è una sconfitta per chi è in grado di fare la sua parte per l'Italia oltre che per se stesso e per la propria famiglia".

Famiglia

La famiglia come caposaldo. "Dobbiamo uscire alla glaciazione demografica - dice Meloni -  serve un piano imponente economico e  culturale per riscoprire la bellezza della genitorialità e rimettere la famiglia al centro della società". Fra le misure, l'aumento degli importi dell'assegno unico familiare, i mutui per giovani coppie, asili nidi gratuiti: "occorre incentivare in  ogni modo l'occupazione femminile". Quando al tema dei diritti, oggetto di timori diffusi, Meloni fa un riferimento rapido: "Vedremo, sui diritti civili come l'aborto, chi mentiva e diceva la verità sulle nostre intenzioni...".

Fisco

La premier annuncia un piano "che poggerà su tre pilastri. Il primo, ridurre la pressione fiscale su imprese e famiglie attraverso una riforma all'insegna dell'equità: riforma dell'Irpef con progressiva introduzione del quoziente familiare ed estensione della tassa piatta per le partite Iva dagli attuali 65 mila euro a 100 mila euro di fatturato. E, accanto a questa, introduzione della tassa piatta sull'incremento di reddito rispetto al massimo raggiunto nel triennio precedente: una misura virtuosa, con limitato impatto per le casse dello Stato e che può essere un forte incentivo alla crescita". Il secondo pilastro è "una tregua fiscale per consentire a cittadini e imprese (in particolare alle Pmi) in difficoltà di regolarizzare la propria posizione con il fisco. Il terzo: una serrata lotta all'evasione fiscale (a partire da evasori totali, grandi imprese e grandi frodi sull'Iva) accompagnata -ha concluso la premier- da una modifica dei criteri di valutazione dei risultati dell'Agenzia delle Entrate, che vogliamo ancorare agli importi effettivamente incassati e non alle semplici contestazioni, come incredibilmente avvenuto finora".

Immigrazione

"In Italia - scandisce la presidente del Consiglio - non si entra illegalmente ma attraverso i decreti flussi" Però, sottolinea Meloni,  "troppe persone hanno trovato la morte nel Mediterraneo. Vogliamo seguire una strada poco percorsa finora: fermare le partenze illegali, e di conseguenza il traffico di esseri umani. Non mettiamo in discussione il diritto d'asilo da chi fugge da guerre e persecuzioni, ma la selezione non possono farla gli scafisti". Meloni auspica un "nuovo piano Mattei" contro l'immigrazione clandestina, "la collaborazione fra istituzioni europee e africane, per fermare anche gli estremismi islamici".

Covid: mai più il modello Speranza

Il passaggio sulle politiche anti-pandemia è il momento di cesura più forte rispetto al governo Draghi. "L'Italia - dice Meloni ha utilizzato misure più restrittive degli altri Paesi ma ha il più alto numero di contagi e morti. Non replicheremo in alcun caso quel modello. Informazione, prevenzione e responsabilizzazione sono più efficaci della repressione. Se si chiede responsabilità ai cittadini i primi a dimostrarla devono essere quelli che la chiedono. Serve chiarezza su quello che è accaduto durante la pandemia, quando qualcuno faceva affari milionari con la compravendita di mascherine e respiratori"

Il pantheon della legalità

"Criminali e mafiosi avranno disprezzo e inflessibilità", esclama la premier. "Ho inziato a afre politica dopo la strage di via d'Amelio. Nell'esempio di quelle vittime. E venerdì scorso, dopo l'incarico, sono tornata alla Camera e ho visto davanti allo scalone la foto di Borsellino: ho pensato he era come se si chiudesse un cerchio. Affronteremo il candro mafioso a testa alta". Poi la citazione di alcuni martiri di mafia, fra cui Falcone, Borsellino, Piersanti Mattarella, Pino Puglisi, Carlo Alberto Dalla Chiesa. Fra gli applausi di tutto l'emiciclo e la commozione di Rita Dalla Chiesa, eletta nelle liste di Forza Italia.

I conti con il passato

Non era scontato, seppur da molti atteso. Giorgia Meloni affronta il tema dell'identità della Destra e dei legami con il passato, alla vigilia dell'anniversario della marcia su Roma: "I totalitarismi del '900 hanno dilaniato l'Europa, non solo l'Italia. E' stata una successione di orrori e i crimini,  da chiunque vengano compiuti, non  meritano giustificazioni e non meritano altri crimini. Nell'abisso non si pareggiano mai i conti. Ho conosciuto la libertà militando nella destra giovanile. E non dimentico che nel nome dell'antifascismo militante ragazzi innocenti venivano uccisi a colpi di chiave inglese. Quella lunga stagione di lutti ha perpetuato l'odio della guerra civile e allontanato una pacificazioine nazionale che la destra da sempre auspica. La comunità politica da cui provengo - dice Meloni - ha fatto grandi passi avanti, arrivando alla guida delle istituzioni e giurando sulla Costituzione. Ha incarnato i valori della democrazia liberale: e noi non defletteremo di un centimetro. Combatteremo ogni forma di razzismo, violenza, politica, discriminazione, antisemitismo".

Nel nome di Wojtyla

La chiusura, nel nome di Papa Wojtyla, ruota attorno al concetto di libertà: "Giovanni Paolo II è stato Pontefice, statista ed è santo. La libertà, diceva, non è comportarsi come  ci piace ma essere nelle condizioni di fare ciò che si deve"