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La A di "aborto", la B di "Bibbiano", la C di "cristallo", fino alla U di "underdog". Il vocabolario Meloni alla Camera

Alla Camera la leader di FdI parla veloce e beve un bicchiere d'acqua dietro l'altro. Critica il fascismo e attacca sul Covid, ma colpisce la postura sulla difensiva della premier che si definisce "sfavorita" per ribaltare ogni pronostico
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La A di aborto, la B di Bibbiano ("mai più"), la C di cristallo (il famoso tetto, ormai infranto), fino alla U di "underdog", lo sfavorito nel linguaggio dei bookmaker inglesi, che alla fine sovverte i pronostici. È il vocabolario Meloni, nel primo discorso da premier. Nell'aula della Camera, la leader di FdI parla veloce, ("così finiamo alle tre" dice a Salvini, dopo l'ennesimo applauso che parte da destra) e beve un bicchiere d'acqua dietro l'altro ("sto a morì", la intercettano i microfoni di Montecitorio).

Non può che cominciare dal tetto, Meloni: "Tra i tanti pesi che sento gravare oggi, c'è quello di essere la prima donna a guidare questa nazione". Ringrazia dunque chi ha "costruito con le assi del proprio esempio la scala" che l'ha portata a Palazzo Chigi. Cita 16 donne, solo per nome. Mix variegato e bipartisan: Cristina (Trivulzio di Belgioioso, p…

La A di aborto, la B di Bibbiano ("mai più"), la C di cristallo (il famoso tetto, ormai infranto), fino alla U di "underdog", lo sfavorito nel linguaggio dei bookmaker inglesi, che alla fine sovverte i pronostici. È il vocabolario Meloni, nel primo discorso da premier. Nell'aula della Camera, la leader di FdI parla veloce, ("così finiamo alle tre" dice a Salvini, dopo l'ennesimo applauso che parte da destra) e beve un bicchiere d'acqua dietro l'altro ("sto a morì", la intercettano i microfoni di Montecitorio).

Non può che cominciare dal tetto, Meloni: "Tra i tanti pesi che sento gravare oggi, c'è quello di essere la prima donna a guidare questa nazione". Ringrazia dunque chi ha "costruito con le assi del proprio esempio la scala" che l'ha portata a Palazzo Chigi. Cita 16 donne, solo per nome. Mix variegato e bipartisan: Cristina (Trivulzio di Belgioioso, patriota del Risorgimento), Rosalie (Montmasson, una dei Mille), Alfonsina (Strada, ciclista) Maria (Montessori) e Grazia (Deledda). E ancora Tina (Anselmi), Nilde (Jotti), Rita (Levi Montalcini), Oriana (Fallaci), Ilaria (Alpi), Mariagrazia (Cutuli), Fabiola (Giannotti), Marta (Cartabia), Elisabetta (Casellati), Samantha (Cristoforetti), Chiara (Corbella Petrillo).

Ringrazia "per i consigli" il presidente Sergio Mattarella. E ringrazia il suo predecessore Mario Draghi, per il passaggio di consegne "veloce e sereno": "Si è molto ricamato su questo aspetto, ma così dovrebbe essere sempre e così è nelle grandi democrazie".

Batte tre volte sul tasto della "sovranità". Quella del popolo che le ha affidato il mandato di governare -  a differenza dei "governi deboli", dice la premier, che l'hanno preceduta. Ma anche la sovranità "tecnologica" da conquistare e quella, ormai famosa, "alimentare", come da dicastero appena coniato. "E non significa che vogliamo mettere fuori commercio l'ananas, ma che non dipenderemo da nazioni distanti da noi per dare da mangiare ai nostri figli".

Tocca temi che sa essere sensibili. La famiglia, "nucleo primario della nostra società". "Mai più casi Bibbiano", scandisce, con tono da comizio. Sui diritti promette: "Un governo di centrodestra non limiterà mai la libertà. Anche su diritti civili e aborto vedremo chi mentiva sulle nostre reali intenzioni in campagna elettorale". Passaggio sul fascismo: "Combatteremo qualsiasi forma di razzismo e antisemitismo. Non ho mai provato simpatia per alcun regime, fascismo compreso. Le leggi razziali del 1938 furono il punto più basso della storia italiana, una vergogna che segnerà il nostro popolo per sempre". Condanna però anche "l'antifascismo militante" nel cui nome "ragazzi innocenti venivano uccisi a colpi di chiave inglese". Non ha cambiato idea sull'immigrazione: "In Italia non si entra illegalmente. Si entra legalmente con i decreti flussi". Evoca il blocco navale, ingentilito col rimando alla "missione Sophia" dell'Unione europea. Promette un Piano Mattei per l'Africa.

L'Europa, nelle parole della neo-premier, è quella delle radici "giudaico cristiane" (con citazione del patrono San Benedetto). Stoccata alla ministra francese Boone: "Negli ultimi giorni, anche fuori dai confini nazionali, c'è chi ha detto di voler vigilare sul nostro governo. Possono spendere meglio il loro tempo. Chi lo dice non manca di rispetto a me, ma al popolo italiano". Ringrazia, come da prassi istituzionale, i vertici comunitari, da Von Der Leyen a Michel a Metsola, al "mio amico Petr Fiala, presidente (ceco, ndr) di turno". Ma non lesina critiche a Bruxelles: "L'Italia farà sentire forte la sua voce, senza subalternità. Non concepiamo l'Unione europea come un circolo elitario con soci di serie A e serie B. Questo governo rispetterà le regole in vigore e fornirà il suo contributo su quelle che non funzionano, come il patto di stabilità".

Assicura che rispetterà gli impegni Nato: "L'alleanza atlantica garantisce un quadro di pace e sicurezza che troppo spesso diamo per scontato". E dunque "sostegno al popolo ucraino che si oppone all'aggressione russa. Non bisogna cedere al ricatto di Putin sull'energia". Promette interventi sul gas: "I nostri mari possiedono giacimenti che abbiamo il dovere di sfruttare a pieno". Parla del PNRR come di "un'opportunità straordinaria per ammodernare l'Italia" (con un grazie a Giulio Tremonti, per essere stato fra i primi a parlare di emissione di debito comune europeo).

Mette in risalto le difficoltà economiche, i numeri complessi di oggi, che potranno essere un alibi domani: la "recessione prevista dal Fondo monetario internazionale". Parla dell'Italia come di una "imbarcazione in tempesta", che retoricamente diventa "la nave più bella del mondo, come l'Amerigo Vespucci".

La riforma della Costituzione si farà. Col contributo dell'opposizione, ma anche senza: "Contro l'instabilità politica  serve una riforma costituzionale in senso presidenziale, modello francese. E non rinunceremo a riformare l'Italia se ci troveremo davanti opposizioni pregiudiziali". Concede alla Lega un passaggio sull'autonomia differenziata, "modello virtuoso", ma insiste anche sulla riforma del poteri per Roma Capitale, cara al mondo FdI, e sulla questione meridionale.

Strizza l'occhio alle imprese. Il motto del nuovo governo, dice, sarà "non disturbare chi vuole fare". Quindi "meno regole, ma più chiare per tutti". Propone un patto fiscale, la riduzione del cuneo. Cita brevemente la flat tax (la chiama in italiano: tassa piatta), molto limitata rispetto ai sogni forza-leghisti: si partirà da quella per le partite Iva. Promette una "tregua fiscale" e la lotta contro i "grandi evasori", misure contro il caro bollette. E di intervenire sulle pensioni, "una bomba sociale", soprattutto per quelle delle generazioni più giovani, "che continuiamo a ignorare".

Menzioni per due papi. Giovanni Paolo II, a tema libertà, e Papa Francesco, che ha appena condannato l'assistenzialismo come strumento per combattere la povertà. Il richiamo è al reddito di cittadinanza. "Una sconfitta per chi è in grado di fare la propria parte". Il sostegno economico dello Stato rimarrà per chi non può lavorare. "Per gli altri la soluzione è il lavoro".

Nel passaggio sui giovani, torna a parlare di lotta alle "devianze", ma dall'elenco scompare l'obesità: restano alcolismo, criminalità, droga. Niente "cannabis libera", naturalmente. Il brano sull'ambiente è striminzito: "Difendiamo la natura con l'uomo dentro". Presagisce le proteste di piazza, soprattutto dei ragazzi. "Ma conoscendo l'impegno politico giovanile, difficilmente non proverò simpatia per chi manifesterà anche contro questo governo. Ricordo una frase di Steve Jobs: siate affamati e siate folli. Aggiungo: siate liberi", dice agli studenti.

Sulla pandemia, ammicca ai no-Pass. "L'Italia ha limitato fortemente le libertà personali. Non replicheremo in alcun caso quel modello. E occorrerà fare chiarezza su quanto avvenuto, affari milionari con la compravendita di mascherine e respiratori".  

La standing ovation più convinta scatta per il richiamo a Paolo Borsellino, Giovanni Falcone e Carlo Alberto Dalla Chiesa: "Affronteremo il cancro mafioso a testa alta".

Oltre ai proclami, colpisce la postura sulla difensiva della premier. Critica i "potentati" che le remano contro e che "potremo scontentare, ma non ci tireremo indietro".

"Non sarà una navigazione facile", dice all'inizio e alla fine del discorso, "anche per un pregiudizio politico. Sono la prima donna incaricata come presidente del Consiglio nella storia d'Italia, provengo da un'area culturale che è stata spesso confinata ai margini della Repubblica, e non sono certo arrivata fin qui fra le braccia di un contesto familiare e di amicizie influenti. Rappresento ciò che gli inglesi chiamerebbero l'underdog. Lo sfavorito che per affermarsi deve stravolgere tutti i pronostici. Intendo farlo ancora", è l'ultima promessa.