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Grillo incontra i parlamentari del M5S: "Spero che il governo duri a lungo" E sul reddito di cittadinanza: "Va difeso a ogni costo"

Il fondatore fa la conoscenza dei nuovi eletti e li carica: "Se siete qui è grazie alla regola dei due mandati". Ieri invece cena con Giuseppe Conte
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Il grande ritorno di Beppe Grillo. Il garante mancava da mesi a Roma, cioè da fine giugno, poco dopo la (fu) drammatica scissione di Luigi Di Maio. Neanche in campagna elettorale si era fatto vedere, salvo comunque spingere Giuseppe Conte a dire stop ad ogni trattativa sulle deroghe al secondo mandato. E infatti incontrando oggi i nuovi parlamentari del M5S Grillo ci ha tenuto a ribadire che "se oggi siete qui è grazie alla regola dei due mandati". Tradotto: se il Movimento ha preso dei voti in nome della propria diversità, è perché l'ultimo totem non è stato abbattuto.

Ma a parte questo, il fondatore del Movimento dà la carica ai portavoce, parlando di "unità" interna e di battaglie da fare: "Il reddito di cittadinanza è una conquista storica, esiste grazie a noi, dovremo essere pronti a difenderlo in ogni modo". L'opposizione in questo senso è anche un'opportunit&ag…

Il grande ritorno di Beppe Grillo. Il garante mancava da mesi a Roma, cioè da fine giugno, poco dopo la (fu) drammatica scissione di Luigi Di Maio. Neanche in campagna elettorale si era fatto vedere, salvo comunque spingere Giuseppe Conte a dire stop ad ogni trattativa sulle deroghe al secondo mandato. E infatti incontrando oggi i nuovi parlamentari del M5S Grillo ci ha tenuto a ribadire che "se oggi siete qui è grazie alla regola dei due mandati". Tradotto: se il Movimento ha preso dei voti in nome della propria diversità, è perché l'ultimo totem non è stato abbattuto.

Ma a parte questo, il fondatore del Movimento dà la carica ai portavoce, parlando di "unità" interna e di battaglie da fare: "Il reddito di cittadinanza è una conquista storica, esiste grazie a noi, dovremo essere pronti a difenderlo in ogni modo". L'opposizione in questo senso è anche un'opportunità per i 5 Stelle, che possono quindi tornare a un movimentismo in difesa delle ragioni sociali e ambientali, temi che storicamente stanno a cuore a Grillo e che trovano una consonanza con il corso impresso negli ultimi mesi dall'ex presidente del Consiglio. E proprio a Conte, Grillo non risparmia complimenti ("È in grandissima forma! Sta tirando fuori tutto il nostro orgoglio") e gesti di affetto, come l'abbraccio di fronte alla platea dei deputati e senatori 5 stelle: "Siamo più uniti che mai, basta correnti". Non si ferma a rispondere alle domande dei giornalisti, preferisce tirncerarsi dietro le battute: "Dovete abbonarvi, senza abbonamento non rilascio interviste. Vi mando l'Iban". Mentre sulla durata del governo, andando via in taxi nella ressa di microfoni e telecamere, commenta con un paradosso: "Spero duri a lungo".

Ieri in serata invece c'era stato un incontro di due ore e mezza con Conte all'hotel Forum, l'albergo in cui alloggia il fondatore del Movimento quando soggiorna a Roma. I due esponenti del Movimento hanno cenato sulla terrazza dell'albergo: con loro nessun parlamentare o componente del consiglio del Movimento ma solo la consulente della comunicazione di Grillo, Nina Monti. Grillo infatti ha ancora in piedi un contratto di consulenza alla comunicazione con il M5S stesso che dovrebbe scadere a fine anno.

Del colloquio avuto tra i due leader nel Movimento non è filtrato nulla: nessuno dei due ha voluto fare dichiarazioni arrivando in hotel e Grillo ha appeso fuori dalla sua finestra un cartello che avvisa: "Interviste solo in abbonamento". Di certo comunque le nubi tra i due sembrano passate, dopo gli scontri e le incomprensioni ripetute avvenute lo scorso anno e poi anche sul finire della legislatura. Il buon risultato elettorale del M5S ha convinto il garante della scelta di affidare la propria creatura a Conte.

Il cartello esposto da Beppe Grillo fuori la finestra dell'hotel Forum durante l'incontro con Giuseppe Conte (foto Lapresse) 

Una delle questioni più dibattute nel Movimento intanto è quella dei rapporti con il Pd e del coordinamento delle opposizioni anche alla luce del gesto distensivo in aula, sempre ieri, tra Enrico Letta e Conte. I due si sono salutati al termine del dibattito, cosa che non era avvenuta il giorno dell'insediamento della Camera.