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Meloni va allo scontro: "Ereditiamo la crisi". Schiaffo ai contestatori

La premier difende le cariche agli studenti alla Sapienza: lite con Cucchi. Poi attacca le opposizioni: "L'Italia ora ha una visione". Al G20 bilaterale con Biden. Navi Nato nell'Adriatico, sale l'allerta
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ROMA - È il suo primo intervento da senatrice. Ore 15,20. Ilaria Cucchi è emozionata. "Voi tutti sapete chi sono, conoscete la mia storia. Mio fratello Stefano è stato ucciso a suon di botte, morendo poi dopo soli sei giorni nelle mani dello Stato". Giorgia Meloni alza lo sguardo dai fogli che sta riempiendo freneticamente di appunti e lo rivolge in direzione dei parlamentari rossoverdi. "Presidente Meloni, in questo percorso ho dovuto affrontare l'ostilità e le offese di alcuni esponenti della sua maggioranza, qualcuno che oggi ha addirittura responsabilità di governo, ma non nutro nei suoi confronti alcun sentimento di pregiudizio. Nessuno".

Poi l'affondo sulle cariche della polizia contro gli studenti di sinistra, martedì alla Sapienza, facoltà di scienze politiche. "Sono stati affrontati come terroristi, trattati con modi violenti e disumani, immagini brutali che non avremmo mai voluto vedere in un …

ROMA - È il suo primo intervento da senatrice. Ore 15,20. Ilaria Cucchi è emozionata. "Voi tutti sapete chi sono, conoscete la mia storia. Mio fratello Stefano è stato ucciso a suon di botte, morendo poi dopo soli sei giorni nelle mani dello Stato". Giorgia Meloni alza lo sguardo dai fogli che sta riempiendo freneticamente di appunti e lo rivolge in direzione dei parlamentari rossoverdi. "Presidente Meloni, in questo percorso ho dovuto affrontare l'ostilità e le offese di alcuni esponenti della sua maggioranza, qualcuno che oggi ha addirittura responsabilità di governo, ma non nutro nei suoi confronti alcun sentimento di pregiudizio. Nessuno".

Poi l'affondo sulle cariche della polizia contro gli studenti di sinistra, martedì alla Sapienza, facoltà di scienze politiche. "Sono stati affrontati come terroristi, trattati con modi violenti e disumani, immagini brutali che non avremmo mai voluto vedere in un luogo sacro come l'università. È questo il modello di Paese che volete offrire ai nostri figli?". Gli studenti volevano contestare il convegno sul capitalismo organizzato da Azione universitaria, legata a Fratelli d'Italia. I poliziotti li hanno respinti coi manganelli. Otto i feriti. Mentre Cucchi parla i senatori di Fratelli d'Italia rumoreggiano, contestandola. Meloni alza la mano e come un capo ultrà che zittisce la curva fa segno ai suoi di farla parlare. I senatori si zittiscono all'istante.

Tre ore dopo, in sede di replica, la premier risponde così: "Io vengo dalla militanza giovanile, in tutta la mia vita non ho mai lavorato per impedire a qualcun altro di dire ciò che voleva. Ma quei manifestanti con un picchetto volevano impedire ad altri di esprimere le loro idee. La democrazia è rispetto delle idee altrui. Altrimenti che facciamo? Consentiamo che chi non la pensa come noi impedisca di farvi parlare?". Ovazione dei suoi. Applausi scroscianti. "Se la mia parte politica impedisse ad un'altra parte di parlare sarei la prima a denunciarlo", giura Meloni. Il giorno prima aveva invitato gli studenti a essere liberi, anche di contestare il governo, e ieri ha difeso politicamente l'intervento della polizia.

Per tutto il giorno schizza piccole osservazioni su fogli sparsi, con accanto a sé un'agenda, un astuccio rosa. Ascolta gli interventi spesso aggrottando la fronte, o sfoggiando il proprio stupore ("ma che dice?" fa al pd Boccia che le contesta di non avere parlato di lavoro). Sono i due volti di Giorgia: quello da capo popolo si sovrappone al volto istituzionale. I fedayn non lesinano sull'adorazione. "Lei è l'Italia!", "lei è come la Thatcher", "lei è l'italian dream!", scandisce Michaela Biancofiore. "Passi come uno schiacciasassi sugli ostacoli che le frapporrà il Palazzo", la esorta con la fanfara il leghista Claudio Borghi. Meloni è unificante. Per il resto ogni gruppo della destra applaude sé stesso. Idem nell'opposizione.

La mozione di fiducia al Senato passa alle ore 21,15 con 115 sì e 79 no. Mette le mani avanti sulle difficoltà che verranno, attaccando chi ha governato prima di lei, a dispetto dei buoni dati sui fondamentali. "Il dibattito ha fatto emergere lo stato reale nel quale versa l'Italia. Dovremo fare una grande operazione di verità sull'Italia che ereditiamo da quelli che ne denunciano le condizioni. È un bene che gli italiani sappiano qual è la situazione che affrontiamo". Non risparmia la "scienza trattata come religione" sul Covid e il Pnrr di Draghi per il quale l'attuazione non va "così bene". È stata troppo identitaria nel discorso d'insediamento? Risponde: "Senza una visione anche le risposte che si danno rischiano di non essere efficaci".

È anche il mondo fuori dall'aula a tenerla sulla corda. Due sere fa, la premier è stata raggiunta al telefono da Joe Biden. Un segnale del presidente degli Stati Uniti, un invito netto a restare al fianco dell'Occidente nella guerra in Ucraina, nonostante i rapporti stretti di Lega e Forza Italia con Vladimir Putin. Il primo risultato è che Biden vedrà Meloni già tra venti giorni, a margine del G20 di Bali. Probabilmente nella formula del bilaterale. Sono attenzioni che la presidente del Consiglio intende mettere a frutto, anche perché la politica di Mosca continua a essere molto aggressiva nei confronti di Roma. Il cuore della minaccia è l'Adriatico.

Nell'Alleanza atlantica inizia a crescere la preoccupazione per un segnale ostile che potrebbe essere concentrato verso la portaerei americana USS George H.W. Bush, da un mese nell'Adriatico e attualmente di fronte alle coste pugliesi. Il timore è che questo segnale ostile possa giungere da una delle due navi russe giunte di recente nel Mediterraneo. Nello stesso mare è presente da mesi un sottomarino nucleare russo. La Bush, forse non a caso, è stata visitata proprio ieri dal segretario generale della Nato Jens Stoltenberg. E da qualche giorno, la task force della portaerei è passata sotto il controllo dell'Alleanza atlantica. Dettagli che lasciano pensare a un messaggio neanche troppo cifrato a Mosca: la vigilanza è alta. "Lavoreremo per quello che possiamo fare per raggiungere una pace giusta, ma dobbiamo capirci su come ci si arriva", dice Meloni in aula. "La pace non si fa sventolando bandiere arcobaleno nelle manifestazioni".