Da Scruton a Wojtyla, il nuovo manifesto conservatore di Meloni "underdog"
di Concetto Vecchio , di Concetto VecchioGiorgia Meloni legge teatralmente i nomi di battesimo di sedici donne che hanno "rotto il pesante tetto di cristallo posto sulle nostre teste", ma bisogna intuire a chi si riferisce. Alcune sono icone di sinistra, come la democristiana Tina Anselmi, prima ministra donna nel 1976, staffetta partigiana (ma questo non lo dice), o addirittura comuniste come Nilde Iotti, prima presidente della Camera donna tra il 1979 e il 1992. Per il resto il Pantheon rispecchia l'ordine delle idee di una leader della destra, pur senza concessioni al radicalismo. Ad esempio cita sia papa Francesco sia papa Wojtyla, tuttavia si capisce benissimo che è al secondo che va la sua ammirazione più genuina. Wojtyla è infatti "statista", mentre Bergoglio viene usato per tirare una bordata ai Cinquestelle, citando questa sua frase: "La povertà non si combatte con l'assistenzialismo, la porta della dignità di un uomo è il lavoro". …
Giorgia Meloni legge teatralmente i nomi di battesimo di sedici donne che hanno "rotto il pesante tetto di cristallo posto sulle nostre teste", ma bisogna intuire a chi si riferisce. Alcune sono icone di sinistra, come la democristiana Tina Anselmi, prima ministra donna nel 1976, staffetta partigiana (ma questo non lo dice), o addirittura comuniste come Nilde Iotti, prima presidente della Camera donna tra il 1979 e il 1992. Per il resto il Pantheon rispecchia l'ordine delle idee di una leader della destra, pur senza concessioni al radicalismo. Ad esempio cita sia papa Francesco sia papa Wojtyla, tuttavia si capisce benissimo che è al secondo che va la sua ammirazione più genuina. Wojtyla è infatti "statista", mentre Bergoglio viene usato per tirare una bordata ai Cinquestelle, citando questa sua frase: "La povertà non si combatte con l'assistenzialismo, la porta della dignità di un uomo è il lavoro".
Ma è il filosofo Roger Scruton il faro per illuminare la costruzione ideologica del melonismo. Lo menziona nel capitolo sull'ecologia, definendo il suo manifesto di ecologismo conservatore. Dice: "Sappiamo che ai giovani sta particolarmente a cuore la difesa dell'ambiente naturale. Ce ne faremo carico, perché, come ebbe a scrivere Roger Scruton, uno dei più grandi maestri del pensiero conservatore europeo, "l'ecologia è l'esempio più vivo dell'alleanza tra chi c'è, chi c'è stato e chi verrà dopo di noi". Proteggere il nostro patrimonio naturale ci impegna esattamente, come la tutela del patrimonio di cultura, tradizioni e spiritualità, che abbiamo ereditato dai nostri padri perché lo potessimo trasmettere ai nostri figli. Non c'è un ecologista più convinto di un conservatore; ma quello che ci distingue da certo ambientalismo ideologico è che noi vogliamo difendere la natura con l'uomo dentro, coniugando sostenibilità ambientale, economica e sociale".
Scruton è morto due anni fa. Meloni l'aveva conosciuto grazie al Partito dei conservatori e riformisti europei, di cui è presidente. "Non c'è partito che possa definirsi di destra in Occidente che non sia debitore di Scruton" scrive nella sua biografia, Io sono Giorgia. Leggendo il libro di Scruton How to be a Conservative la premier si segnò questa frase: "I conservatori fanno propria la visione della società di Burke, che la concepiva come un'alleanza fra i vivi, i non nati e i morti; credono nell'associazione civile fra vicini, piuttosto che nell'intervento dello Stato, e ammettono che la cosa più importante che un vivente può fare è di insediarsi, farsi una casa e passarla poi ai propri figli".
Nelle citazioni fatte a Montecitorio a volte ci mette del suo. Tira fuori Steve Jobs, un modo per parlare ai giovani: "Siate affamati, siate folli"; a cui lei aggiunge "siate liberi! perché è nel libero arbitrio la grandezza dell'essere umano"; mostra comprensione per i ragazzi che protesteranno contro il suo governo: lei l'ha fatto tante volte. È selettiva. Cita le vittime della violenza politica degli anni Settanta, ma solo quelli di destra. Anche Enrico Mattei - partigiano, l'uomo del primo centrosinistra - viene evocato per proporre un "piano per l'Africa, un modello virtuoso di collaborazione e di crescita tra l'Unione europea e le nazioni africane". La citazione di Montesquieu ("la libertà è quel bene che fa godere di ogni altro bene") è rispolverata per affermare che un "governo di centrodestra non limiterà mai le libertà esistenti di cittadini e imprese. Vedremo, alla prova dei fatti, anche su diritti civili e aborto, chi mentiva e chi diceva la verità".
Giorgia Meloni iniziò a fare politica nel 1992, a 15 anni, dopo l'attentato di via D'Amelio. E infatti, racconta, si è emozionata nel vedere le immagini di Falcone e Borsellino nella mostra allestita alla Camera. Elenca i martiri della lotta alla mafia: Borsellino, Falcone, Livatino, Chinnici, La Torre, Dalla Chiesa, Piersanti Mattarella, Emanuela Loi, Libero Grassi, don Pino Puglisi. Nel pomeriggio, nella replica, cita Plutarco, polemizzando con l'opposizione. "Gli avversari hanno una grandissima utilità perché ti attaccano e ti aiutano a mettere a fuoco i tuoi punti deboli"; e l'economista indiano Amartya Sen, premio Nobel, sempre chiave anti Conte ("la vera povertà non è la mancanza di soldi, ma l'impossibilità di migliorare la tua condizione"). Sottolinea che questo "non è un Paese per giovani", e promette che si batterà per renderlo più giusto, ma ha fatto un governo di sessantenni, pieno di veterani della Seconda Repubblica, dove la più giovane è lei.
Alla fine è commossa, mentre i suoi la acclamano "Giorgia! Giorgia!". Si asciuga una lacrima. "Ero un underdog", dice, una che non aveva una famiglia importante, e "vengo da una cultura che era stata relegata ai margini". Ora questa cultura è maggioranza e lei la madre della nazione.