L'ultima volta che Beppe Grillo era stato a Roma era scoppiato un putiferio: aveva parlato troppo, l'amico e sociologo Domenico De Masi s'era fatto scappare qualche confidenza che riguardava il suo rapporto con Mario Draghi e lateralmente quello con Giuseppe Conte e allora il comico - era fine giugno - se n'era andato via anzitempo.
Il Movimento che aveva appena subito la scissione di Luigi Di Maio pareva vicino allo scatafascio e il fondatore da lì in poi s'era inabissato, non un comizio o un evento pubblico in campagna elettorale. In compenso però aveva posto il veto assoluto sulla deroga ai due mandati, tagliando fuori un pezzo di classe dirigente e creando così più di qualche ulteriore difficoltà a Giuseppe Conte. Ora, dopo un buon risultato elettorale (conquistato da altri), rieccolo nella Capitale per incontrare i nuovi parlamentari dei 5 Stelle.
Clima mediamente rilassato - lasciare gli smartphone all'ingresso del…
L'ultima volta che Beppe Grillo era stato a Roma era scoppiato un putiferio: aveva parlato troppo, l'amico e sociologo Domenico De Masi s'era fatto scappare qualche confidenza che riguardava il suo rapporto con Mario Draghi e lateralmente quello con Giuseppe Conte e allora il comico - era fine giugno - se n'era andato via anzitempo.
Il Movimento che aveva appena subito la scissione di Luigi Di Maio pareva vicino allo scatafascio e il fondatore da lì in poi s'era inabissato, non un comizio o un evento pubblico in campagna elettorale. In compenso però aveva posto il veto assoluto sulla deroga ai due mandati, tagliando fuori un pezzo di classe dirigente e creando così più di qualche ulteriore difficoltà a Giuseppe Conte. Ora, dopo un buon risultato elettorale (conquistato da altri), rieccolo nella Capitale per incontrare i nuovi parlamentari dei 5 Stelle.
Clima mediamente rilassato - lasciare gli smartphone all'ingresso della sala della Minerva, grazie - e un Grillo in forma spettacolo teatrale. Non a caso a giorni sarà annunciato un nuovo tour con al centro i temi di sempre: ecologia, nuove tecnologie e visioni del futuro in primis. Così ai neoeletti il garante ha rifilato qualche anticipazione tematica, come l'oggettivamente assurda storia del gamberetto pescato in Malesia, sgusciato a Taiwan e mangiato sulla nostra tavola. Politicamente parlando, anche Grillo pare sia diventato contiano. "Complimenti, ha tirato fuori i... l'orgoglio!", la battuta per la platea. L'invito fatto è quello di realizzare "un'opposizione che voli alto, che guardi da qui ai prossimi cinquanta anni".
Né il fondatore ha dimenticato di rimarcare la necessità di mantenere la regola dei due mandati, "se siete qui oggi è grazie a quella", insomma: se il Movimento ha preso i voti in nome della propria diversità è perché l'ultimo totem non è stato abbattuto. Gli ha fatto eco Conte: "Quando sarà il mio turno, sarò il primo a rispettare la regola". Altro punto nell'intervento di Grillo durato un'ora: la difesa del reddito di cittadinanza. L'obiettivo vero per il futuro è "abolire la povertà", il reddito è una chiave in questo senso e poi la liberazione dal lavoro, perlomeno quello alienante: "I giovani durante questa pandemia hanno riscoperta il valore del proprio tempo, per questo non accettano più gli impieghi sottopagati". Andando via, la battuta-paradosso coi giornalisti ("spero che il governo duri a lungo...") e poi, dopo, visita alla sede del partito in via di Campo Marzio. Infine rientro a Genova.
Una due giorni rilassata, quindi, senza sussulti. Nel M5S tira un'aria serena, dopo anni di governo e con un clima di segno opposto. I nuovi gruppi parlamentari sono a immagine e somiglianza dell'ex presidente del Consiglio e la crisi del Pd sta regalando ai 5S inaspettati spazi di consenso a sinistra. Tra Grillo e Conte c'era stata anche una cena martedì sera, sulla terrazza dell'hotel Forum. Con loro non c'era nessun parlamentare o componente del Consiglio nazionale del Movimento ma solo la consulente della comunicazione del fondatore, cioè Nina Monti. Grillo ha ancora in piedi un contratto di consulenza proprio alla comunicazione con il M5S stesso, accordo che dovrebbe scadere a fine anno.