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Alla Camera il dem Morassut "occupa" il posto che fu di Matteotti: "Da lì denunciò il pericolo del fascismo"

Roberto Morassut, deputato del Pd 
La richiesta del deputato del Pd che ne fa una questione di memoria e senso dell'attività politica e della militanza a sinistra
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"Ho chiesto di sedermi nel posto alla Camera che fu di Matteotti: è il momento in cui i simboli sono importanti". Roberto Morassut, rieletto deputato del Pd, segretario del gruppo parlamentare dem, ne fa una questione di memoria e senso dell'attività politica e della militanza a sinistra.  

Morassut, dove era seduto Giacomo Matteotti a Montecitorio?
"Quello di Matteotti era il quinto scranno dell'ultima fila a sinistra dell'emiciclo, salendo dal basso. È da lì che ha pronunciato il discorso del 30 maggio del 1924. Fu rapito il 10 giugno di quell'anno. Da questo posto denunciò il pericolo di Mussolini e del fascismo".

E lei ora vuole sedersi lì?
"Ho chiesto, anche se non in modo formale, perché non ci sono più le stesse liturgie dopo il Covid. Quindi di fatto ho "occupato" quel posto. Sono anche vice presidente della Fondazione Matteotti e penso serva ricordare Matteo…

"Ho chiesto di sedermi nel posto alla Camera che fu di Matteotti: è il momento in cui i simboli sono importanti". Roberto Morassut, rieletto deputato del Pd, segretario del gruppo parlamentare dem, ne fa una questione di memoria e senso dell'attività politica e della militanza a sinistra.  

Morassut, dove era seduto Giacomo Matteotti a Montecitorio?
"Quello di Matteotti era il quinto scranno dell'ultima fila a sinistra dell'emiciclo, salendo dal basso. È da lì che ha pronunciato il discorso del 30 maggio del 1924. Fu rapito il 10 giugno di quell'anno. Da questo posto denunciò il pericolo di Mussolini e del fascismo".

E lei ora vuole sedersi lì?
"Ho chiesto, anche se non in modo formale, perché non ci sono più le stesse liturgie dopo il Covid. Quindi di fatto ho "occupato" quel posto. Sono anche vice presidente della Fondazione Matteotti e penso serva ricordare Matteotti per non perdere il senso vero dell'attività politica e della militanza a sinistra".

Nel centenario della marcia su Roma, che fu il 28 ottobre del 1922, l'Italia è guidata da una destra-destra, post fascista. I simboli antifascisti servono ancora di più in questa legislatura?
"Il fatto che ci sia una coincidenza temporale tra la Marcia su Roma e l'avvio di un governo con una maggioranza di destra-destra, non va dimenticato. Il centrodestra ha già governato in Italia, ma le proporzioni erano invertite, perché c'era una predominanza delle formazioni politiche liberal- conservatrici".

Il 30 maggio del 1924 Matteotti fece da quel posto a Montecitorio il suo j'accuse.
"Fu una gazzarra. Matteotti parlò in un clima di ostilità e di violenza dei deputati fascisti appena eletti e di insofferenza evidente di Mussolini, il cui disappunto fu tale che con i suoi collaboratori pronunciò parole di fuoco contro Matteotti. Alcuni storici fanno risalire a quel momento una sorta di mandato per l'uccisione del leader socialista".

E domani, venerdì 28 ottobre anniversario della Marcia su Roma, il suo partito, il Pd, renderà omaggio a Matteotti portando una corona di fiori nel monumento che lo ricorda a Roma.
"Una iniziativa importante. Matteotti è una figura viva e moderna, non solo per il rigore portato all'estremo limite, ma anche per una capacità di coniugare fermezza dei principi e riformismo. Spesso la radicalità è incapace di scendere sul piano concreto e il riformismo è povero di principi. Matteotti era consapevole che anche le conquiste parziali sono importanti".

La premier Giorgia Meloni nel discorso programmatico alla Camera per la fiducia ha condannato le leggi razziali, non ha parlato della Marcia su Roma. Basta?
"Voglio valorizzare la parte buona: è un vagito verso una destra conservatrice europea. Poi vedremo gli atti concreti. Sarebbe stato paradossale non condannare le leggi razziali. Vedremo quali saranno le politiche sull'immigrazione e sui diritti civili".

Lei teme rigurgiti neo fascisti?
"L'Italia è un Paese a rischio rispetto ad atteggiamenti che non sono scomparsi dalla scena. In questo momento mi preoccupano gli incidenti dell'altro giorno alla Sapienza: non vorrei che alcuni settori delle forze dell'ordine avessero la spinta ad auto promuoversi verso di destra".

Ma voi dell'opposizione avevate capito chi fosse la vostra avversaria, Giorgia Meloni che si è definita "underdog", sfavorita, e che si mette a capo dei dimenticati, dei perdenti ed esclusi del Paese?
"La destra in Italia ha sempre pescato nel mondo della disperazione sociale. La sinistra, quando ci riesce, fornisce una prospettiva alla disperazione. Oggi la sinistra non c'è riuscita. La destra dà una risposta di rabbia cieca e senza prospettiva".