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Pd, verso le primarie il 12 marzo. Letta: "Ora autosufficienza, non rincorriamo M5S e Renzi"

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Il segretario uscente riunisce la direzione nazionale al Nazareno. Imposta l'opposizione a Meloni e critica le altre minoranze: "Il loro gioco è distinguersi da noi. Non so se Iv si può annoverare nell'opposizione"
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Una data ora c'è. O meglio, ci sarà in mattinata quando Enrico Letta riunirà la direzione nazionale del Pd: domenica 12 marzo 2023. È il giorno in cui il Nazareno convocherà il suo popolo per le primarie, per archiviare la debacle elettorale del 25 settembre e aprire una stagione nuova. Soprattutto, per incoronare il prossimo leader. "Non sarà l'ennesimo cambio di segretario, ma qualcosa di più profondo - insiste Letta, riunendo la segreteria alla vigilia della direzione - Sarà a tutti gli effetti costituente e nascerà il nuovo Partito democratico".

La data è un compromesso fra correnti (anche se non tutte si dicono soddisfatte). Da Matteo Orfini ad Alessandra Moretti e Alessia Morani, tanti esponenti dem avrebbero voluto fare prima. Compreso il quasi candidato Stefano Bonaccini. "Proverei ad anticipare e accelerare un po' - ha detto il governatore dell'Emilia Romagna, appoggiato …

Una data ora c'è. O meglio, ci sarà in mattinata quando Enrico Letta riunirà la direzione nazionale del Pd: domenica 12 marzo 2023. È il giorno in cui il Nazareno convocherà il suo popolo per le primarie, per archiviare la debacle elettorale del 25 settembre e aprire una stagione nuova. Soprattutto, per incoronare il prossimo leader. "Non sarà l'ennesimo cambio di segretario, ma qualcosa di più profondo - insiste Letta, riunendo la segreteria alla vigilia della direzione - Sarà a tutti gli effetti costituente e nascerà il nuovo Partito democratico".

La data è un compromesso fra correnti (anche se non tutte si dicono soddisfatte). Da Matteo Orfini ad Alessandra Moretti e Alessia Morani, tanti esponenti dem avrebbero voluto fare prima. Compreso il quasi candidato Stefano Bonaccini. "Proverei ad anticipare e accelerare un po' - ha detto il governatore dell'Emilia Romagna, appoggiato da Base Riformista di Lorenzo Guerini - per evitare di dare l'idea che perdiamo mesi a discutere di noi, mentre c'è qualcun altro che si occupa di risolvere i problemi dei cittadini". Altri hanno schiacciato sul freno, anche per trovare un profilo alternativo per scalare il partito. "Se qualcuno crede che il proprio nome basti a risolvere i problemi del Pd lo dica, ma allora non facciano finta di fare una discussione vera, che ha bisogno di tempi giusti e di richiamare persone che sono fuori", mette a verbale Peppe Provenzano, ala sinistra dem. "Scegliere un segretario in provetta non fa bene al Pd e alla politica", è convinto Francesco Boccia.

La direzione segnerà le date per la marcia di avvicinamento al 12 marzo. Da qui a fine anno proseguirà il dibattito interno, senza nomi. La fase delle candidature nei territori partirà all'inizio del prossimo anno, a gennaio, fino alle primarie fra i due candidati più votati dagli iscritti.

Queste sono le indicazioni fornite da Letta stamattina alla segreteria, riunita in formato allargato, con i capigruppo a Camera, Senato e Parlamento Ue. Più il tesoriere, Walter Verini. Il cruccio del segretario uscente è che il partito si concentri troppo sugli equilibri interni. "Le forze di opposizione, o presunte forze di opposizione, non aspettano altro che vederci concentrati sul nostro ombelico per mangiarci spazio". Il richiamo dell'ex premier allo stato maggiore del Pd è di conciliare gli impegni congressuali con l'opposizione a Giorgia Meloni. Senza rincorrere 5 Stelle e Terzo Polo. "Dobbiamo tornare a una logica di autosufficienza - ha detto alla segreteria - Il Pd non deve perdere tempo ad inseguire chi evidentemente non vuole fare gioco di squadra ed essere invece molto forte nel lavoro in Parlamento". A cominciare dalla prossima legge di bilancio. "La nostra contro-narrazione non potremo che farla da soli. Lo dico in modo molto netto, tra noi: continuiamo a cercare di allargare il rapporto con le altre opposizioni, ma sappiamo benissimo che il loro gioco è distinguersi da noi, quindi non mettiamoci a rincorrerli". Discorso che vale soprattutto per Matteo Renzi, "che ieri in Senato ha fatto vedere un'opposizione all'opposizione". Ragionamento che condivide un altro possibile candidato, l'ex ministro Andrea Orlando: "Renzi? Non so se si può annoverare tra le forze di opposizione. Se nel giorno della fiducia al governo attacca le opposizioni, si colloca da solo".

La missione affidata alle truppe degli eletti è dunque "marcare stretto" la premier. "Entrare a gamba tesa su tutte le riforme e i progetti di legge, dall'autonomia differenziata in salsa leghista al tetto sul contante innalzato a 10mila  euro, che danneggiano il Paese". Letta si è detto "sconcertato per le prime mosse del governo. Tutto avrei pensato tranne che la prima misura di politica economica fosse l'innalzamento del tetto del contante, nella condizione di emergenza che stiamo vivendo, con l'inflazione alle stelle e la recessione alle porte".