Marcia su Roma, le opposizioni: "Mai abbassare la guardia". E il Pd attacca: "Da Giorgia Meloni nemmeno una parola"
di Redazione Politica , di Redazione Politica"È mezzogiorno e ancora da Giorgia Meloni nemmeno una parola sulla marcia su Roma". È l'esponente dem Marco Miccoli alla direzione Pd a dirlo chiaramente. E in effetti, a parte le parole abbastanza ambigue di Ignazio La Russa - ieri sera a Rete4 - non si registrano dichiarazioni della premier, né della maggioranza, né del governo, a metà giornata del centenario di uno degli eventi chiave dell'ascesa del fascismo.
Anche quanto detto dal presidente del Senato rispondeva alle sollecitazioni della maggioranza. "Letta ha ragione - le parole di La Russa - sono passati cento anni dalla marcia su Roma. Prima tra il '19 e il '22 l'Italia fu scossa da violenze. Sono d'accordo con lui che non ci possa essere né ora né mai la perdita della libertà. Io darei la vita per la sua difesa. Negli anni '70 io la libertà l'ho guadagnata giorno per giorno, guai ad attentare la libertà anche…
"È mezzogiorno e ancora da Giorgia Meloni nemmeno una parola sulla marcia su Roma". È l'esponente dem Marco Miccoli alla direzione Pd a dirlo chiaramente. E in effetti, a parte le parole abbastanza ambigue di Ignazio La Russa - ieri sera a Rete4 - non si registrano dichiarazioni della premier, né della maggioranza, né del governo, a metà giornata del centenario di uno degli eventi chiave dell'ascesa del fascismo.
Anche quanto detto dal presidente del Senato rispondeva alle sollecitazioni della maggioranza. "Letta ha ragione - le parole di La Russa - sono passati cento anni dalla marcia su Roma. Prima tra il '19 e il '22 l'Italia fu scossa da violenze. Sono d'accordo con lui che non ci possa essere né ora né mai la perdita della libertà. Io darei la vita per la sua difesa. Negli anni '70 io la libertà l'ho guadagnata giorno per giorno, guai ad attentare la libertà anche oggi".
Dalle opposizioni invece il coro è abbastanza unanime. Il primo a intervenire questa mattina, è stato il leader dei 5 stelle Giuseppe Conte ("Fascismo, mai abbassare guardia a difesa diritti"), seguito da il segretario dem Enrico Letta che è andato a deporre una corona di fiori sulla lapide di Giacomo Matteotti, il deputato socialista ucciso dai sicari fascisti nel 1924. Non si segnalano interventi da parte di esponenti del Terzo polo.
Conte: "Fascismo, mai abbassare guardia"
"Non perdiamo mai di vista che c'è una marcia che è e sarà sempre più forte di quella che fece precipitare il nostro Paese verso la dittatura, la fine delle libertà, l'orrore delle leggi razziali e della guerra. Una marcia per cui chi è venuto prima di noi ha sacrificato la sua vita. Una marcia che non dobbiamo mai interrompere: quella per l'affermazione completa e quotidiana dei diritti, dei principi e dei valori della nostra Costituzione. Non bisogna mai rallentare questo cammino, mai abbassare la guardia. Solo così sarà possibile sradicare sul nascere qualsiasi seme di odio e intolleranza, di arroganza e di violenza del potere". Così in un post il leader M5 Giuseppe Conte ricorda la marcia su Roma con le parole di Ennio Flaiano, che 100 anni fa, ignaro 12enne, si trovò per caso sullo stesso treno che portava le squadracce fasciste verso Roma: "Il fascismo è spregiatore della libertà e della giustizia, oppressore dei deboli, servo dei forti".
Letta depone una corona di fiori alla lapide di Giacomo Matteotti: "Il giorno più buio, la democrazia va difesa oggi e sempre"
"Il ricordo drammatico del giorno in cui la democrazia finì nel nostro Paese per mano del fascismo, il ricordo drammatico soprattutto delle vittime del fascismo e, in particolare, di Matteotti". Lo ha detto Enrico Letta, in occasione dell'omaggio alla lapide commemorativa di Giacomo Matteotti e della ricorrenza della Marcia su Roma.
"Questo centenario vuole essere il monito al fatto che 100 anni fa la politica, e la democrazia, finì nel Paese e cominciò il periodo più buio -ha spiegato il segretario del Pd-. Vogliamo celebrare la democrazia, difendere la democrazia oggi, domani, sempre. Questo momento è di ricordo delle vittime, tutte le vittime del fascismo e della figura di Matteotti per noi importante. Il Paese deve ricordare questa giornata, la più buia della democrazia, il momento in cui lo Stato abdicò, crollò rispetto alla dittatura che stava arrivando. Un momento che dobbiamo ricordare". Per Letta, "oggi l'impegno di tutti deve essere quello di ricordare il momento più buio e rafforzare la democrazia, che ha bisogno di essere rafforzata ogni giorno".
Della Vedova, fascismo pagina peggiore d'Italia
"I cento anni della Marcia su Roma ci impongono di ricordare il fascismo come la pagina peggiore ed inemendabile dell'Italia unita". Lo afferma il segretario di Più Europa Benedetto Della Vedova. "Abbiamo inventato ed esportato il fascismo fino alla violenta e tragica ma inevitabile alleanza tra Mussolini ed Hitler, dalla cui sconfitta l'Europa intera ha tratto la forza di ripartire sostituendo al nazionalismo la cooperazione e poi l'integrazione politica. Per questo dall'Italia abbiamo il dovere, anche a cent'anni di distanza dall'ascesa di Mussolini e dalla cancellazione della libertà e della democrazia, di contrastare ogni autocrazia illiberale, fuori ma soprattutto dentro i confini dell'Unione Europea", conclude Della Vedova.
Fratoianni, servono atti, sciogliere neofascisti
"Oggi, 100 anni fa, la marcia su Roma fu l'inizio di 20 lunghi anni di dittatura fascista in Italia. E fu l'atto finale dopo soprusi e violenze degli squadristi in camicia nera e manganello, in giro per l'Italia. Approfittarono della crisi economica e sociale che investì l'Europa e l'Italia, dopo la prima guerra mondiale. E ottennero il tacito appoggio della borghesia, dei latifondisti, dei padroni". Lo afferma il segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni parlamentare dell'Alleanza Verdi Sinistra.
"Le squadracce fasciste - prosegue il leader di SI - ebbero il mandato di reprimere nel sangue gli scioperi di braccianti e lavoratori delle industrie, che chiedevano pane e che venivano sfruttati e mal pagati. Nemici di quello stesso popolo, in nome del quale pretendevano di parlare e di agire. Ancora oggi qualcuno scambia il fascismo per folklore. Un errore drammatico che si può correggere con la memoria. Lo stesso errore che commette chi pensa che quella ideologia sia consegnata alla storia. Non è così, e ne vediamo i segni ogni giorno in molte cose. Serve ricordare, perché non accada più. E servono atti concreti, come lo scioglimento delle organizzazioni neofasciste, chiesto dal Parlamento del nostro Paese e che attendiamo da tempo. Perché sia chiaro - conclude Fratoianni - anche a coloro che siedono oggi al governo, che la Repubblica Italiana nacque proprio perché in Italia vinsero gli antifascisti".