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Direzione Pd, Letta dà il via al congresso di rifondazione dem e attacca il Terzo polo. Primarie il 12 marzo

Via al percorso costituente. Il segretario invita a ricominciare dall'opposizione
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"Oggi inizia il percorso costituente del nuovo Pd. Oggi ricominciamo dall'opposizione". Enrico Letta inaugura la Direzione dem fissando i paletti di un congresso di vera rifondazione - aperto agli esterni che potranno iscriversi "fino all'ultimo minuto utile" - e le battaglie parlamentari che la principale forza di centrosinistra si appresta ad affrontare dopo la sconfitta elettorale alle Politiche. Un doppio fronte che parte da una premessa: la "situazione complessa e complicata in cui ci troviamo, più delle altre fasi della vita del nostro partito, quando perdemmo le elezioni nel 2008, nel 2001  e anche nel 2018". Crisi che, con tutta evidenza, non può essere risolta solo con l'elezione di un nuovo segretario alle primarie. Serve di più, sostiene l'inquilino del Nazareno. "Apertura, rinnovamento, partecipazione: per costruire un partito moderno. E una leadership che esca da questo percorso con una legittima…

"Oggi inizia il percorso costituente del nuovo Pd. Oggi ricominciamo dall'opposizione". Enrico Letta inaugura la Direzione dem fissando i paletti di un congresso di vera rifondazione - aperto agli esterni che potranno iscriversi "fino all'ultimo minuto utile" - e le battaglie parlamentari che la principale forza di centrosinistra si appresta ad affrontare dopo la sconfitta elettorale alle Politiche. Un doppio fronte che parte da una premessa: la "situazione complessa e complicata in cui ci troviamo, più delle altre fasi della vita del nostro partito, quando perdemmo le elezioni nel 2008, nel 2001  e anche nel 2018". Crisi che, con tutta evidenza, non può essere risolta solo con l'elezione di un nuovo segretario alle primarie. Serve di più, sostiene l'inquilino del Nazareno. "Apertura, rinnovamento, partecipazione: per costruire un partito moderno. E una leadership che esca da questo percorso con una legittimazione forte per affrontare questa traversata del deserto".

Percorso che, nelle intenzioni del segretario, dovrà procedere di pari passo e intrecciarsi con il lavoro del Pd all'opposizione. "Abbiamo cominciato a cambiare il nostro vocabolario, la nostra testa e il nostro modo di porci rispetto a una politica che ci ha visto negli ultimi anni sempre al governo", premette Letta. Un cambio di impostazione necessario a fronteggiare un esecutivo che "non ha perso tempo rispetto alle indicazioni con cui muoversi, riportando le lancette indietro".

Sorride, Letta, "quando leggo di una Meloni europeista e atlantista. La sua idea, ripetuta alla Camera e al Senato, è di una Europa sostanzialmente incontro tra nazioni che condividono alcune cose ma non fino al punto che si voti a maggioranza sulle questioni essenziali". Dice che nel suo discorso in Parlamento "la questione climatica è stata del tutto inesistente", che alzare il tetto al contante si traduce in un "liberi tutti che aiuta una parte del Paese a scapito dell'altro, che aiuta chi può evadere contro gli interessi di chi non vuole e non può evadere". Ecco perché bisognava costruire un patto con le altre forze di opposizione: "Noi saremo sempre disponibili a coordinarci, ma non a farci prendere in giro o a inseguire chi ha altre agende, quella parte di opposizione che ha già spostato le tende accanto alla maggioranza", attacca il segretario del Pd. "Chi fa un discorso di opposizione e passa 3/4 del tempo a parlare male dell'opposizione credo che sia una stampella della maggioranza".

E' sotto attacco, il Pd. Perciò deve ripartire da se stesso. Per rafforzarsi. E può farlo solo con un congresso costituente aperto alla partecipazione di tutti coloro che si riconoscono nei valori e nelle sfide dei Democratici. "Io propongo che si possa aderire al percorso costituente fino all'ultimo momento utile. Potrà aderire chi ha fiducia in quello che stiamo facendo fino al momento in cui si voterà nei circoli o online". Una variazione rispetto all'attuale Statuto, che quindi andrà aggiornato. Una modifica, la possibilità di iscriversi fino alla vigilia del voto nei circoli, che pone un oggettivo ostacolo ai calcoli delle correnti. E che però introduce una novità importante: " In tutti i congressi che abbiamo fatto fin qui, quando cominciavamo, si sapeva già chi avrebbe vinto e gli sfidanti lo facevano per tenere una bandiera di posizione. Con il congresso costituente non sarà più così: non si saprà in anticipo chi lo vincerà", precisa Letta.

Previste allora tre tappe fondamentali. "Cominceremo il 7 novembre con l'appello in cui indicheremo gli obiettivi del percorso", ha spiegato Letta: si tratta del "primo passo, di una chiamata alla partecipazione con la promessa che non sarà per fare da spettatore ma per decidere".  In parallelo partirà la campagna di tesseramento sia cartaceo sia online. Poi a metà novembre si terrà l'assemblea nazionale e una nuova direzione per fare due cose essenziali: votare gli aggiustamenti allo Statuto e il regolamento congressuale. Infine si aprirà la discussione vera e propria, con la presentazione delle candidature alla segreteria nazionale entro il 28 gennaio 2023, che si concluderà il 12 marzo con le primarie.