Pd, Brando Benifei: "Noi under 40 vogliamo rinnovare il partito ma non siamo i nuovi rottamatori"
ROMA - "Non siamo i nuovi rottamatori. È una etichetta che nascondeva ai tempi di Renzi il reclutamento degli amici del capo. Ma nel Pd ci vuole un gruppo dirigente non più screditato e nuovo". Brando Benifei è il capogruppo dem all'Europarlamento. Ha organizzato a Roma un'affollata assemblea di under 40, giovani amministratori, segretari di circolo, studenti: la meglio gioventù del Pd che vuole rifondare il partito. Benifei, siete i nuovi rottamatori?
"Rifiutiamo questa etichetta. La rottamazione è stato un concetto violento, contro la generazione precedente. Non lo condividiamo. È stata la cooptazione degli amici di Renzi, in una divisiose tra amici e nemici del capo".
Quindi voi di "Coraggio Pd" chi siete?
"Noi vogliamo costruire un rinnovamento del partito in autonomia. Non siamo i delfini di nessuno. Prendiamo sul serio la fase costituente. Ma se si fa per finta, allora tanto varr…
ROMA - "Non siamo i nuovi rottamatori. È una etichetta che nascondeva ai tempi di Renzi il reclutamento degli amici del capo. Ma nel Pd ci vuole un gruppo dirigente non più screditato e nuovo". Brando Benifei è il capogruppo dem all'Europarlamento. Ha organizzato a Roma un'affollata assemblea di under 40, giovani amministratori, segretari di circolo, studenti: la meglio gioventù del Pd che vuole rifondare il partito. Benifei, siete i nuovi rottamatori?
"Rifiutiamo questa etichetta. La rottamazione è stato un concetto violento, contro la generazione precedente. Non lo condividiamo. È stata la cooptazione degli amici di Renzi, in una divisiose tra amici e nemici del capo".
Quindi voi di "Coraggio Pd" chi siete?
"Noi vogliamo costruire un rinnovamento del partito in autonomia. Non siamo i delfini di nessuno. Prendiamo sul serio la fase costituente. Ma se si fa per finta, allora tanto varrebbe raccogliere le firme per una candidatura alla segreteria. Ci impiegheremmo un quarto d'ora".
È quello che farete?
"Assolutamente no. Noi crediamo nella fase costituente del Pd. Ma si sappia che in questa assemblea di "Coraggio Pd" c'è già un pezzo importante del nuovo gruppo dirigente dem, che ha fatto importanti battaglie di idee nei loro territori. Però basta tenerli fuori dalle decisioni nazionali".
Comunque l'attuale classe dirigente deve farsi da parte?
"Nessuno si fa da parte volontariamente, ma bisogna riconquistare credibilità ricostruendo una nuova prima fila di dirigenti a livello nazionale. Il Pd assomiglia troppo poco alle cose che dice. Ha cavalcato l'antipolitica, sbagliando sia sul taglio dei parlamentari che sulla fine del finanziamento pubblico ai partiti. Attacca la legge elettorale Rosatellum però l'ha votata. Difende il lavoro dalla precarietà, ma ha voluto con Renzi premier il Jobs Act".
Non attenderete alcuna benevola cooptazione, ma vi prenderete il partito?
"È il momento che una nuova generazione prenda le redini anche a livello nazionale".
C'è un nome già in corsa per la leadership che vi piace?
"A gennaio si decideranno i candidati alle primarie e valuteremo se c'è qualcuno in grado di dare voce a queste istanze. Solo allora valuteremo un nostro candidato. Per noi sono fondamentali sia il rinnovamento che l'identità chiara, socialista e di governo, che abbia come bussola la lotta alle disuguaglianze, il lavoro, l'emancipazione dai bisogni e un fisco giusto".
Il rinnovamento è soprattutto anagrafico: bisogna che la vecchia generazione passi di mano il testimone?
"Non è necessariamente anagrafico. Ma va detto che noi dem abbiamo un gruppo parlamentare che è il secondo più anziano dopo Forza Italia e che abbiamo messo meno donne di prima".
Lei in direzione ha votato a favore della proposta di Enrico Letta sulle tappe del congresso costituente?
"Sì. Letta ha fatto uno sforzo per tenere insieme la necessità di discutere e quella di decidere. Da parte mia c'è una apertura di credito, però occorre chiarire bene le modalità di questa discussione affinché non sia finta".
Ad esempio?
"Va spiegato come chi chiamiamo a partecipare in una discussione allargata possa davvero decidere sul futuro del Pd. Sono le regole d'ingaggio da chiarire".
Un nuovo manifesto del Pd, ma anche un nuovo nome e simbolo?
"Si deve discutere di tutto, ma prima di tutto dell'identità del partito e del rinnovamento del gruppo dirigente".
A Letta rimprovera qualcosa?
"Dicendo subito che si sarebbe sfilato, si è determinata una corsa di autocandidature alla segreteria, che è dannosa".
Lei ha definito "vergognoso" l'atteggiamento di Renzi che attacca il Pd, ma altrettanto vergognoso quello di Conte che equipara Meloni e Draghi. Ma i Dem con chi dovranno allearsi?
"Il Pd ha il dovere di dialogare con tutte le opposizioni. Ma siamo diversi dai liberali come dai grillini in salsa contiana. In Lazio e Lombardia per le prossime regionali dovremo puntare a alleanze larghe sulla base di progetti territoriali".