Dalla marcia su Roma alla parata di Predappio: striscioni, murales e fez neofascisti, gli sfregi per omaggiare Mussolini
Striscioni, decine di striscioni e scritte sui muri, o veri e propri murales, e poi manifesti, corone di alloro in memoria dei camerati, parate nostalgiche. Da Roma a Bergamo, da Brescia a Cremona, da Monza a Napoli. Nel giorno del disonore per la Repubblica italiana, in quello che Liliana Segre ha definito l'anniversario di una data funesta per la storia del nostro Paese. Venerdì 28 ottobre: centenario della marcia su Roma - ovvero l'inizio del fascismo - , e in decine di città italiane lo sfregio neofascista si è materializzato sotto forma di lenzuoli esposti su ponti, piazze, strade, sotto cavalcavia o sulle Mura patrimonio Unesco - come nel caso di Bergamo. In alcuni casi striscioni e scritte inneggianti alla sfilata delle camicie nere guidate da Benito Mussolini e iniziata da Perugia il 28 ottobre 1922 portavano la firma di partiti, movimenti e gruppi neri (CasaPound, Forza Nuova, la Comunità Militante dei Dodici Raggi di Varese - per citare al…
Striscioni, decine di striscioni e scritte sui muri, o veri e propri murales, e poi manifesti, corone di alloro in memoria dei camerati, parate nostalgiche. Da Roma a Bergamo, da Brescia a Cremona, da Monza a Napoli. Nel giorno del disonore per la Repubblica italiana, in quello che Liliana Segre ha definito l'anniversario di una data funesta per la storia del nostro Paese. Venerdì 28 ottobre: centenario della marcia su Roma - ovvero l'inizio del fascismo - , e in decine di città italiane lo sfregio neofascista si è materializzato sotto forma di lenzuoli esposti su ponti, piazze, strade, sotto cavalcavia o sulle Mura patrimonio Unesco - come nel caso di Bergamo. In alcuni casi striscioni e scritte inneggianti alla sfilata delle camicie nere guidate da Benito Mussolini e iniziata da Perugia il 28 ottobre 1922 portavano la firma di partiti, movimenti e gruppi neri (CasaPound, Forza Nuova, la Comunità Militante dei Dodici Raggi di Varese - per citare alcuni esempi). In altri casi erano opere di mani anonime.
La prima provocazione
La prima provocazione, tre giorni fa a Roma: nella serata di giovedì, a poche ore dalla mezzanotte del centenario, uno striscione ("100 anni dopo la marcia continua") e una gigantografia di Benito Mussolini sono stati calati davanti al Colosseo, dalla passerella pedonale di via degli Annibaldi che collega via del Fagutale (nella zona Colle Oppio) con via Vittorino da Feltre. Gli autori del gesto sono stati, come si legge dalla firma sullo striscione, in alto a destra, i militanti del Movimento Nazionale. La rete dei patrioti. Lo striscione è stato immediatamente fatto rimuovere dal sindaco Gualtieri. E sul posto, a stretto giro, è arrivata la risposta alla provocazione: l'immagine del duce è stata capovolta e un altro striscione è stato posato sull'altro. "Tanto si sa come va a finire", recitava la replica su stoffa. L'antipasto dei camerati erano stati dei manifesti che hanno tappezzato la capitale: Mussolini in posa, al centro dell'immagine, circondato da camicie nere, la data della marcia e quella del centenario, una citazione mussoliniana e la scritta "In marcia!".
Striscioni, manifesti e slogan neofascisti
Da giovedì in poi è stato un ignobile crescendo, in varie città. Striscioni, manifesti e slogan per esaltare la ricorrenza fascista. È successo in pieno centro a Sala Consilina (Salerno), a Reggio Calabria; altra scritta sul muraglione di cemento di via Piscarello a Palestrina. "Ma io ho il cuore nero e me ne frego del mondo intero. 100 auguri". Affissioni e manifesti sono spuntati a L'Aquila, a Porto Viro (in piazza Matteotti), a La Spezia e sui muri dell''università di Padova. Ancora: "Ritorna il vecchio sogno", si legge nello striscione dove è visibile il logo della sezione Msi (le lettere C e O con la saetta). La scritta dipinta su manifesti elettorali di Meloni al contrario è stata apposta di fronte alla storica sede del Fronte della Gioventù a Roma. Nostalgici in azione anche nel bresciano (in città: Brescia è medaglia d'argento alla Resistenza): a Toline, Concesio e Chiesanuova ("marciare per non marcire").
Il ruolo di CasaPound
Particolarmente attiva, nelle celebrazioni del corteo che sancì, di fatto, il debutto del fascismo, è stata CasaPound. I militanti del Blocco Studentesco - la costola giovanile delle tartarughe nere - hanno appeso uno striscione ("patria o morte: 1922/2022") in una scuola di Pesaro. Mentre a Roma Gianluca Iannone e camerati - erano una cinquantina - hanno deposto una corona di fiori davanti ai cancelli del Verano (il cimitero era chiuso con ordinanza prefettizia per motivi di ordine e sicurezza). Ufficialmente la corona era un omaggio per ricordare i morti di via Acca Larentia, dove nel 1978 furono uccisi da un commando di estrema sinistra due militanti del Fronte della Gioventù. Ancora CasaPound a Cremona: su una finestra del palazzo della Prefettura è stata appesa una corona "in memoria dei camerati caduti durante l'assalto del 28 ottobre"; poi, sempre di notte, i camerati si sono radunati in piazza Marconi dove si sono immortalati dietro lo striscione "28-X-1922: eravamo quel che tutti sognano".
Il raduno a Predappio
Mentre scritte neofasciste comparivano anche a Napoli, a Bergamo, sulle mura venete patrimonio Unesco, accanto a porta San Giacomo in Città Alta, è stato srotolato uno striscione con un grande fascio littorio e le due date "1922-2022". Subito rimosso dalla Digos. Dopo tre giorni di provocazioni, il momento clou per la galassia neofascista sarà oggi a Predappio. Come accade da anni, nel comune in provincia di Forlì-Cesena, andrà in scena il corteo degli Arditi d'Italia. Sono attese centinaia, forse migliaia di camicie nere. "Saremo in diecimila - annuncia il leader Mirco Santarelli, ex candidato di Forza Nuova, amico di Roberto Fiore -. Per noi sfilare in camicia nera è un dovere". L'associazione dei reduci della Grande guerra risale a Filippo Tommaso Marinetti e oggi gli iscritti sono figli e nipoti dei combattenti. E è scontata la loro presenza, con gonfaloni e drappi, è probabile che a Predappio oggi facciano presenza anche militanti di altri gruppi, Forza Nuova in primis, forse le teste rasate del Veneto Fronte Skinhead.