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Da Bignami a Durigon, da Rauti a Frassinetti: quando il passato non passa. Ombre nere sulla scelta dei sottosegretari

Claudio Durigon (ansa)
Alcuni nomi spiccano, tra le proteste dell'Anpi, per la comprovata vicinanza con il neofascismo. Il viceministro alle Infrastrutture sulla foto con la svastica: "Trovo assurda la riproposizione ciclica di uno scatto fatto in un contesto privato e per la quale mi sono già scusato più volte"
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MILANO - Tra i nomi dei sottosegretari annunciati ieri ce ne sono alcuni che - più di altri - spiccano, tra le proteste dell'Anpi, per la comprovata vicinanza con il neofascismo italiano. Da Paola Frassinetti a Isabella Rauti, da Galeazzo Bignami a Claudio Durigon. La prima, ad esempio, delega all'Istruzione, conosce bene la Corte dei Brut di Gavirate, in provincia di Varese. Un ristorante, e centro culturale, crocevia dell'estremismo nero ed esoterico, con un legame speciale con Alexander Dugin, l'ideologo russo considerato uno degli ispiratori di Vladimir Putin. Lì, alla Corte, Dugin è stato più volte ospite, sia in presenza che in incontri da remoto.

Sulle pagine social del locale ancora in questi giorni è possibile vedere la promozione del suo ultimo libro, Il Sole di mezzanotte. Pietro Pedretti, la cui famiglia è proprietaria del locale, è il compagno di vita di Frassinetti. Alla cascina varesina è di ca…

MILANO - Tra i nomi dei sottosegretari annunciati ieri ce ne sono alcuni che - più di altri - spiccano, tra le proteste dell'Anpi, per la comprovata vicinanza con il neofascismo italiano. Da Paola Frassinetti a Isabella Rauti, da Galeazzo Bignami a Claudio Durigon. La prima, ad esempio, delega all'Istruzione, conosce bene la Corte dei Brut di Gavirate, in provincia di Varese. Un ristorante, e centro culturale, crocevia dell'estremismo nero ed esoterico, con un legame speciale con Alexander Dugin, l'ideologo russo considerato uno degli ispiratori di Vladimir Putin. Lì, alla Corte, Dugin è stato più volte ospite, sia in presenza che in incontri da remoto.

Sulle pagine social del locale ancora in questi giorni è possibile vedere la promozione del suo ultimo libro, Il Sole di mezzanotte. Pietro Pedretti, la cui famiglia è proprietaria del locale, è il compagno di vita di Frassinetti. Alla cascina varesina è di casa Rainaldo Graziani, figlio di Clemente, fondatore di Ordine nuovo morto in Paraguay, dov'era scappato, il quale teorizzò lo stragismo. Frassinetti, un passato da dirigente nel Fronte della Gioventù milanese - dove spesso l'antiamericanismo era una virtù, lei capeggiava l'area filo-araba - negli ultimi anni ha sempre sostenuto l'attività di Lealtà e Azione, altro gruppo neonazista con un piccolo radicamento in Lombardia.

Porta con sé un cognome pesante Isabella Rauti, figlia di Pino, l'altro fondatore di Ordine nuovo che fu indagato per le stragi che insanguinarono gli anni '70, da piazza della Loggia a piazza Fontana. Per lei, delega alla Difesa. Ex moglie di Gianni Alemanno, anche lei militava nell'ala più critica della vecchia fiamma. "I pensatori di riferimento, per una come me, erano Codreanu, Evola. Antiamericana lo ero e lo sono, non amo quello stile di vita", disse in un'intervista del 2004.

Galeazzo Bignami, nominato viceministro alle Infrastrutture, è noto alle cronache per alcune foto in cui apparve vestito da nazista. Era il 2005 e in occasione del suo addio al celibato Bignami si fece ritrarre sorridente con una camicia nera e la svastica al braccio. La sua famiglia, a partire dal padre, è legata alla storia dell'Msi di Bologna. Piccola curiosità: lui stesso raccontò che il proprio battesimo del fuoco lo ebbe nel 1993 affiggendo alcuni manifesti missini contro l'arrivo del secessionista Umberto Bossi in città. Oggi invece, guarda che strana la vita, sono più o meno felici alleati di governo. Se si tira fuori la storia della foto, si arrabbia: "Trovo assurda la riproposizione ciclica di uno scatto fatto in un contesto privato e per la quale mi sono già scusato più volte". Giustificazione che non convince Shalom, la rivista della Comunità ebraica di Roma: "Lui la definì una goliardata. Sarà, ma non è comune né normale vestirsi da nazista, anche perché il nazismo tutto fu tranne che una goliardata - si legge in un articolo sul magazine - Desta perplessità che ogni tanto vengano fuori delle storie, delle goliardate o delle iniziative che potremmo definire bizzarre se non raccapriccianti".

Posto di sottogoverno anche per Augusta Montaruli (Università e ricerca), anche lei di FdI, una vita nelle varie organizzazioni giovanili post missine; in giro si possono trovare ancora le fotografie del suo braccio teso a Predappio con la bandiera nera e la croce celtica. Torna al governo infine Claudio Durigon, sottosegretario al Lavoro. Ex vicesegretario nazionale dell'Ugl, sigla sindacale erede della post-fascista Cisnal, è dirigente della Lega nel Lazio. Con il Carroccio nell'esecutivo Draghi, e lui nel ruolo sempre di sottosegretario ma all'Economia, nell'estate del 2021 fu "invitato" a dimettersi su pressing di Palazzo Chigi perché durante un comizio nella sua Latina disse che sarebbe stato meglio cambiare il nome al parco Falcone-Borsellino, per intitolarlo ad Arnaldo Mussolini. Matteo Salvini però lo ha sempre difeso e protetto. A distanza di un anno, ecco il risarcimento.