ROMA - "È una norma lunare: per come è scritta può riguardare qualsiasi contestazione e non credo crei più sicurezza e dissuada dai rave party". Giuliano Pisapia, eurodeputato eletto come indipendente nelle liste del Pd, avvocato, ex sindaco di Milano, entra nel merito del nuovo reato anti rave.
Come valuta dal punto di vista giuridico questa norma anti rave?
"È una norma lunare, che ha l'unico obiettivo di dare un segnale politico all'elettorato di destra. Si usa lo strumento del decreto malgrado non vi sia necessità e urgenza, come previsto dalla Costituzione. Tutte le commissioni ministeriali di riforma del codice penale, coi governi di centrosinistra e di centrodestra, si sono espresse per una ampia depenalizzazione e per sanzioni diverse dal carcere, che deve essere l'estrema ratio. Questo provvedimento va in direzione opposta".
Perché sarebbe una norma lunare?
"È una norma contropr…
ROMA - "È una norma lunare: per come è scritta può riguardare qualsiasi contestazione e non credo crei più sicurezza e dissuada dai rave party". Giuliano Pisapia, eurodeputato eletto come indipendente nelle liste del Pd, avvocato, ex sindaco di Milano, entra nel merito del nuovo reato anti rave.
Come valuta dal punto di vista giuridico questa norma anti rave?
"È una norma lunare, che ha l'unico obiettivo di dare un segnale politico all'elettorato di destra. Si usa lo strumento del decreto malgrado non vi sia necessità e urgenza, come previsto dalla Costituzione. Tutte le commissioni ministeriali di riforma del codice penale, coi governi di centrosinistra e di centrodestra, si sono espresse per una ampia depenalizzazione e per sanzioni diverse dal carcere, che deve essere l'estrema ratio. Questo provvedimento va in direzione opposta".
Perché sarebbe una norma lunare?
"È una norma controproducente. Lo prova quanto accaduto a Modena, dove non ci sono stati episodi di violenza nel rave party, e grazie al dialogo e al confronto tra le migliaia di ragazzi, le forze dell'ordine e il sindaco, dopo due giorni di musica, i giovani hanno lasciato il capannone in ordine e pulito",
Cosa cambia tecnicamente con l'introduzione nel codice penale del 434 bis?
"L'articolo 434 del codice penale riguarda chi commette 'un fatto diretto a provocare il crollo di una costruzione o parte di essa ovvero altro disastro'. Non si comprende cosa c'entri quindi il 434 bis che prevede il divieto di un rave party che è un 'aduno musicale trasgressivo'. Dal punto di vista giuridico non si vede il collegamento".
La sinistra è lassista?
"Se si vogliono contrastare comportamenti come il raduno di giovani, dove vi possa anche essere uso o abuso di sostanze stupefacenti, non è con il carcere che lo contrasti".
C'è un rischio che questa norma possa valere anche per altro tipo di raduni? Chi si vuole colpire?
"Il rischio c'è, per come la norma è scritta: può essere interpretata in maniera estensiva. Il metodo poi è del tutto sbagliato: non è con le sanzioni come quelle previste che si possono contrastare comportamenti che solo raramente possono essere pericolosi. Non è accettabile che sia considerato un pericolo qualsiasi iniziativa di protesta, anche una contestazione di carattere politico. Basti pensare che le norme che risalgono al periodo fascista prevedevano in casi simili l'arresto fino a sei mesi".
È un provvedimento da modificare in Parlamento o da abbandonare del tutto?
"Se si pensa che con la repressione si risolvano i problemi che riguardano i giovani, è certo che si ottiene l'esatto contrario. Deve essere chiaro che ci possono essere anche manifestazioni non autorizzate, ma che non creano alcun pericolo. Chiunque ha avuto a che fare con simili situazioni, sa bene che la persuasione e il dialogo sono gli strumenti giusti, non certo la minaccia del carcere".
Il governo di destra presenta così un suo biglietto da visita?
"È una pessima partenza".