Rave party, la mediazione di Forza Italia: "Abbassare le pene a quattro anni"
"Prima di dare un giudizio definitivo aspetterei di vedere il testo che viene fuori dal Parlamento". Con poche parole uno dei big di Forza Italia lascia capire il perché la partita della legge "anti rave", che in realtà è la legge anti grandi assembramenti, è ancora aperta. Le polemiche di queste ore - con il coro praticamente unanime di censura da parte degli addetti ai lavori - sulla norma voluta dalla premier Giorgia Meloni e dal ministro degli Interni, Matteo Piantedosi, non ha lasciato indifferente la maggioranza.
E in particolare Forza Italia che del garantismo ha fatto da sempre, e in particolare in questa campagna elettorale, una bandiera. Antonio Tajani lo aveva detto in Consiglio dei ministri apertamente: "Intercettare i ragazzini non è una grande idea". Il vice ministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto, tecnicamente non ha potuto che confermare, a chi glielo chiedeva, che le paure erano fondate: &…
"Prima di dare un giudizio definitivo aspetterei di vedere il testo che viene fuori dal Parlamento". Con poche parole uno dei big di Forza Italia lascia capire il perché la partita della legge "anti rave", che in realtà è la legge anti grandi assembramenti, è ancora aperta. Le polemiche di queste ore - con il coro praticamente unanime di censura da parte degli addetti ai lavori - sulla norma voluta dalla premier Giorgia Meloni e dal ministro degli Interni, Matteo Piantedosi, non ha lasciato indifferente la maggioranza.
E in particolare Forza Italia che del garantismo ha fatto da sempre, e in particolare in questa campagna elettorale, una bandiera. Antonio Tajani lo aveva detto in Consiglio dei ministri apertamente: "Intercettare i ragazzini non è una grande idea". Il vice ministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto, tecnicamente non ha potuto che confermare, a chi glielo chiedeva, che le paure erano fondate: "Tenendo quelle pene, le intercettazioni certo che ci sono". Che fare quindi?
La mediazione che Forza Italia sta tentando è quella di abbassare la pena massima a quattro anni. In questo modo le intercettazioni a strascico non sarebbero possibili: stando così le cose è possibile sequestrare i telefoni degli organizzatori delle feste o delle manifestazioni, scaricare le chat e utilizzare i contenuti. Per questo non serve nemmeno un decreto di intercettazione. Basta una perquisizione.
Tra l'altro, fanno notare i tecnici, un reato simile esiste: è il 633 secondo comma che punisce "chiunque invade terreni o fabbricati altrui" (pena di quattro anni se si è in più di cinque). Ed è già punita anche "l'invasione" con scopo di lucro, cosa che la nuova norma non fa: occupare per fare soldi per paradosso rischia di diventare un'attenuante. Forza Italia dunque insisterà per abbassare le pene lasciando però la confisca e le misure patrimoniali (le stesse che sono previste a oggi per chi va a un rave e per chi fa affari con la mafia) a cui Piantedosi, da prefetto prima ancora che da ministro, tiene particolarmente.