✕

Della Vedova: “Fondi da Soros ma nessun diktat sull’intesa col Pd. Ora Calenda rischia la querela”

Intervista al segretario di +Europa: "Sono contributi diretti pubblici, che saranno pubblicati secondo la legge e che rivendichiamo politicamente"
1 minuti di lettura

Benedetto Della Vedova, il suo partito +Europa, ha preso soldi da George Soros?
"Alcuni candidati di +Europa hanno ricevuto finanziamenti da Soros. Contributi diretti pubblici, che saranno pubblicati secondo la legge e che rivendichiamo politicamente".

Perché Carlo Calenda allora vi accusa di sottostare al diktat di Soros e per questo di essere rimasti nella coalizione di centrosinistra con Enrico Letta?
"Calenda vaneggia. Anche nella ricostruzione che fa dei nostri colloqui. Avendo lui sottoscritto insieme con noi l'accordo con il Pd, abbiamo discusso del nostro budget. Io gli dissi che +Europa e i suoi candidati avrebbero fatto la propria parte. Lui mi chiese: anche grazie a Soros? Sì: gli risposi. È stato Calenda che poi ha repentinamente cambiato idea e stracciato il patto con il centrosinistra e se n'è andato per una ragione che mi è tuttora incomprensibile".

C'è qualcosa di oscuro, di segreto nell…

Benedetto Della Vedova, il suo partito +Europa, ha preso soldi da George Soros?
"Alcuni candidati di +Europa hanno ricevuto finanziamenti da Soros. Contributi diretti pubblici, che saranno pubblicati secondo la legge e che rivendichiamo politicamente".

Perché Carlo Calenda allora vi accusa di sottostare al diktat di Soros e per questo di essere rimasti nella coalizione di centrosinistra con Enrico Letta?
"Calenda vaneggia. Anche nella ricostruzione che fa dei nostri colloqui. Avendo lui sottoscritto insieme con noi l'accordo con il Pd, abbiamo discusso del nostro budget. Io gli dissi che +Europa e i suoi candidati avrebbero fatto la propria parte. Lui mi chiese: anche grazie a Soros? Sì: gli risposi. È stato Calenda che poi ha repentinamente cambiato idea e stracciato il patto con il centrosinistra e se n'è andato per una ragione che mi è tuttora incomprensibile".

C'è qualcosa di oscuro, di segreto nell'accordo tra +Europa e il Pd, tra Emma Bonino e Letta?
"Evocare un nostra poca trasparenza come fa Calenda è al limite della querela. Il patto sottoscritto era stato materialmente redatto da Calenda. Siamo delle persone serie. Manteniamo fede ai nostri accordi. E la logica di quel patto era tutta politica: europeismo, continuità con Draghi e, vista la legge elettorale maggioritaria, la scelta della strada più efficace contro Salvini e Meloni. Forse è Calenda che fa politica sulla base delle richieste dei suoi finanziatori. Problemi suoi. Noi facciamo politica per convinzione e non per convenienza, al punto di sfidare la soglia del 3%. Era davvero la cosa meno conveniente che potessimo fare mantenere l'alleanza, se avessimo ragionato sulla base dell'interesse di partito".

In questo modo si mette in difficoltà Emma Bonino?
"Che Calenda sia andato a dire queste cose a Bruno Vespa per il suo libro, è spiacevole soprattutto per Calenda perché un leader di partito non si comporta così. Evidentemente pensava che +Europa sarebbe crollata e invece abbiamo mancato per un soffio il 3%. Forse è indispettito per questa scelta. Ha scelto come alleato Matteo Renzi, di cui aveva detto prima peste e corna".

Del raggruppamento o federazione liberaldemocratica di cui si è parlato e a cui +Europa avrebbe dovuto partecipare non se ne farà più nulla? A questo punto è archiviata per sempre?
"Visto anche questo episodio, penso che Calenda voglia starsene in beata solitudine con Renzi".

Soros resta un vostro finanziatore?
"Rivendichiamo il suo sostegno alle nostre battaglie, che sono comuni con lui, per i diritti umani e civili, per l'anti proibizionismo, per i valori europeisti e per lo Stato di diritto. E lo ringraziamo per quello che fa".