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Meloni e le bollette: oltre 15 miliardi ma non c’è intesa sulle misure

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La crisi del gas: venerdì le cifre in Cdm. La premier: "La manovra abbatta i rincari". Giorgetti a Berlino, contesta a Lindner i 200 miliardi anti-crisi
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ROMA - BERLINO - Quando stringerà la mano a Ursula von der Leyen, Giorgia Meloni eviterà di tornare su quel comizio del 2014 in cui disse: "È del tutto inutile provare a convincere la sorda Germania a ragionare. Dunque penso che l'Italia debba dire all'Europa: noi vogliamo uscire dall'euro". Oggi, faccia a faccia con la presidente della Commissione europea - per giunta tedesca e protagonista dell'era merkeliana - la premier cercherà invece di aggrapparsi a Bruxelles per risolvere il nodo del caro energia. Dove molto non torna. Perché sulle misure contro il caro bollette il governo brancola ancora nel buio. Al momento quel che è certo è solo che prorogherà fino a fine anno gli interventi tampone pensati dal governo di Mario Draghi. Ma non è ancora chiaro cosa farà in manovra.

In campagna elettorale, Meloni aveva promesso di approvare nel primo Consiglio dei ministri nuove misure per a…

ROMA - BERLINO - Quando stringerà la mano a Ursula von der Leyen, Giorgia Meloni eviterà di tornare su quel comizio del 2014 in cui disse: "È del tutto inutile provare a convincere la sorda Germania a ragionare. Dunque penso che l'Italia debba dire all'Europa: noi vogliamo uscire dall'euro". Oggi, faccia a faccia con la presidente della Commissione europea - per giunta tedesca e protagonista dell'era merkeliana - la premier cercherà invece di aggrapparsi a Bruxelles per risolvere il nodo del caro energia. Dove molto non torna. Perché sulle misure contro il caro bollette il governo brancola ancora nel buio. Al momento quel che è certo è solo che prorogherà fino a fine anno gli interventi tampone pensati dal governo di Mario Draghi. Ma non è ancora chiaro cosa farà in manovra.

In campagna elettorale, Meloni aveva promesso di approvare nel primo Consiglio dei ministri nuove misure per aiutare famiglie e imprese. Domani la terza riunione di governo si limiterà invece a varare la Nota di aggiornamento al Def che disegnerà l'ossatura della manovra. La ragione del ritardo è tecnica, perché bisogna prima approvare e far votare al Parlamento una relazione che quantifica le risorse a disposizione e dare il via libera a maggioranza assoluta a un nuovo assestamento di bilancio. Antonio Tajani quantifica le risorse a disposizione per approvare (forse la prossima settimana) un intervento sulle bollette in "7-8-10 miliardi per dare un forte contributo alla riduzione" dei costi per famiglie e imprese. I fondi saranno in realtà di più. Draghi ha lasciato in 'eredità' circa 10 miliardi, cui potrebbero sommarsi altri 5 miliardi per effetto del Pil sopra le attese e anche risorse in più dall'extragettito fiscale: il conto potrebbe salire fino a 20 miliardi già quest'anno e consentire al governo di anticipare alcune spese indifferibili liberando spazi in una manovra che potrebbe arrivare a valere attorno ai 40 miliardi se si riusciranno a trovare risorse extra oltre a quelle che si ricaveranno in deficit. Ma il nodo politico resta: Palazzo Chigi non sa ancora come usare i fondi. E le spinte politiche sono divergenti.

Per Meloni, le risorse andrebbero spese tutti o quasi per l'energia. "Le poche che ci sono serviranno a coprire il taglio delle bollette per chi è in difficoltà - dice a Bruno Vespa, che le chiede di una manovra in carenza di fondi - E se l'Europa non riuscisse a tagliare l'allineamento del costo del gas da quello dell'energia elettrica, che è fonte di grandi speculazioni, lo faremo noi". Ma la premier deve ancora decidere se, come chiede Matteo Salvini, destinare una parte ingente delle risorse anche a fisco e pensioni.

La missione a Bruxelles servirà anche a chiarire il quadro dei margini concessi dall'Europa per affrontare il caro energia. L'Italia dovrebbe poter ridurre il numero dei progetti del Pnrr, per ammortizzare i costi esorbitanti dei cantieri, ma non potrà usare quelle risorse per le bollette. Roma chiederà anche di utilizzare una porzione dei fondi di coesione 2014-2020 non spesi per affrontare l'emergenza. E spingerà per un Recovery bis sull'energia, che però incontra la contrarietà tedesca.

Berlino è uno snodo importante. La scelta del ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti di puntare ieri sulla Germania come prima tappa ufficiale all'estero è stata accolta con evidente sollievo dai tedeschi. Nella capitale nessuno ha dimenticato il passaggio dell'autobiografia di Meloni in cui parla di "avversione" verso la Germania. E da quando è diventata premier, il timore non si placa che Berlino possa diventare un bersaglio privilegiato delle pulsioni anti europeiste del nuovo governo di destra. Ma l'incontro di un'ora con il suo omologo delle Finanze Christian Lindner è andato "bene" concordano fonti di entrambi i Paesi. Lindner si è messo sulla difensiva soltanto una volta, quando Giorgetti ha accennato ai 200 miliardi di euro investiti dalla Germania sulla propria economia.

"Non funziona", ha sottolineato Giorgetti, se ognuno fa per sé sulla strategia anti-crisi. Ma l'interlocutore gli ha spiegato che "sono risorse anti-crisi per i cittadini tedeschi", che saranno "al massimo" 200 miliardi e che si lavora in ogni caso a una soluzione europea. Una disamina dei due Paesi ha messo in evidenza che la più grande preoccupazione per Berlino è l'inflazione, mentre Roma teme di più l'arrivo della recessione. I due hanno concordato sul fatto che il problema del caro-bollette "non possa essere risolto dalla Bce: bisogna diversificare le fonti di approvvigionamento energetiche per alleviare la pressione sui prezzi". E hanno appena accennato al tema del tetto al prezzo del gas - non è materia di competenza di Lindner, bensì del titolare dell'Economia Habeck. Anche il tema cruciale del Patto di stabilità è stato appena sfiorato. Ma una fonte tedesca ricorda che "la posizione tedesca è nota", è più rigorista di quella trapelata finora da Bruxelles. E durante l'incontro con Giorgetti, Lindner ha voluto ricordare che nel 2023 la Germania "tornerà al freno al debito".