Norma anti rave e raduni, Wanda Ferro: "Intercettazioni necessarie, sequestro dei mezzi importante deterrente, ma la legge si può migliorare"
di Emanuele Lauria , di Emanuele Lauria"L'Italia non può essere il luogo in cui si viene da mezza Europa per organizzare feste abusive nella certezza dell’impunità". Wanda Ferro, sottosegretaria all'Interno e deputata di FdI, difende la legge anti-raduni ma ammette che si può migliorare: "In aula il testo potrà essere ritoccato per avere un’ampia convergenza. Io ritengo - dice Ferro - che sia particolarmente importante conservare la parte relativa al sequestro dei mezzi e degli impianti audio, perché questo può rappresentare un forte deterrente per gli organizzatori".
La norma anti-raduni ha suscitato subito polemiche e spaccato la maggioranza. Era proprio necessario, per il governo, partire da questo decreto?
"Il governo ha voluto da subito segnare una linea di demarcazione sul tema della legalità e del rispetto delle regole. Le polemiche sono in gran parte pretestuose, e francamente fatico a comprendere un’opposizion…
"L'Italia non può essere il luogo in cui si viene da mezza Europa per organizzare feste abusive nella certezza dell’impunità". Wanda Ferro, sottosegretaria all'Interno e deputata di FdI, difende la legge anti-raduni ma ammette che si può migliorare: "In aula il testo potrà essere ritoccato per avere un’ampia convergenza. Io ritengo - dice Ferro - che sia particolarmente importante conservare la parte relativa al sequestro dei mezzi e degli impianti audio, perché questo può rappresentare un forte deterrente per gli organizzatori".
La norma anti-raduni ha suscitato subito polemiche e spaccato la maggioranza. Era proprio necessario, per il governo, partire da questo decreto?
"Il governo ha voluto da subito segnare una linea di demarcazione sul tema della legalità e del rispetto delle regole. Le polemiche sono in gran parte pretestuose, e francamente fatico a comprendere un’opposizione che si schiera dalla parte di chi occupa abusivamente proprietà private, di chi non si fa scrupoli ad organizzare eventi senza rispettare le norme più basilari a tutela della salute e della sicurezza dei partecipanti, favorendo lo spaccio di droga e la vendita di alcolici a minorenni, con tutti i rischi che comporta la presenza di molte persone in stato di alterazione. Abbiamo già dimenticato i due morti durante il rave nel viterbese? Evidentemente c’è chi ha deciso di tollerare e farsi rappresentante di queste sacche di illegalità, chi invece come noi dà priorità alla tutela della salute dei giovani e alla difesa di chi rispetta le regole, come discoteche e locali che per restare aperti al pubblico devono giustamente avere un’infinità di permessi e rispettare mille norme di sicurezza".
Per reprimere il fenomeno serviva codificare un nuovo reato?
"Io penso che il legislatore abbia il dovere di codificare una nuova fattispecie di reato qualora sorga una nuova esigenza di tutela. Ciò che accade attorno ai rave abusivi certamente richiede strumenti normativi che diano la possibilità allo Stato di rispondere in maniera pronta ed efficace. L’Italia vuole essere semplicemente al passo con gli altri Stati europei nella normativa di contrasto, non il luogo in cui si organizzano feste abusive da mezza Europa nella certezza dell’impunità".
Non vede il rischio che la norma incida sui diritti garantiti dalla Costituzione come quello di esprimersi e di manifestare?
"La norma non può riguardare in alcun modo la libertà di esprimersi e di manifestare, come hanno chiarito anche il ministro Piantedosi e la stessa Giorgia Meloni. Non è nel dna della destra limitare queste libertà, abbiamo sperimentato sulla nostra pelle quello che significa. Inoltre ritengo che se solo ci fosse stato questo rischio il presidente Mattarella avrebbe respinto il decreto al mittente. Fa però sorridere che a difendere la libertà di manifestare, che nessuno mette in discussione, sia quella stessa sinistra che impediva le proteste dei ristoratori contro le limitazioni imposte durante la pandemia, o la stessa sinistra che difende quei giovani che alla Sapienza volevano impedire lo svolgimento di un convegno".
Forza Italia dice già che la norma va cambiata. Cosa ne pensa?
"Il decreto può essere certamente migliorato, in sede di conversione il governo certamente accoglierà con attenzione le proposte migliorative che arriveranno dal Parlamento, che è sovrano. In aula il testo potrà essere ritoccato per avere un’ampia convergenza. Io ritengo che sia particolarmente importante conservare la parte relativa al sequestro dei mezzi e degli impianti audio, perché questo può rappresentare un forte deterrente per gli organizzatori.
E’ possibile intervenire, ad esempio, per limitare l’uso delle intercettazioni su minorenni o semplici partecipanti ai raduni?
"Vedremo, come già detto il decreto potrà essere modificato in Parlamento per cercare la convergenza più ampia. Ma a mio avviso le intercettazioni sono necessarie affinché le forze dell’ordine possano intervenire in maniera preventiva, poiché è soprattutto con le comunicazioni via social che vengono organizzati i rave nel giro di pochissime ore. Non abbiamo alcuna volontà di controllo, né di tracciamento dei ragazzi. Fa sorridere in ogni caso che oggi a gridare allo scandalo sono quelli che hanno imposto il green pass e inseguito i cittadini con i droni".
Sulla lotta all'immigrazione clandestina c’è già uno scontro con la Germania, che chiede al governo italiano di farsi carico dei profughi di due Ong.
"La Germania non può pretendere che l’Italia diventi l'hotspot d’Europa senza anche venga attivato alcun meccanismo di solidarietà. Ribadisco che la linea del ministro Piantedosi e del Governo è in ogni ambito quella del pieno rispetto della legalità. Nessuno ha mai pensato di non prestare soccorso alle persone in difficoltà in mare, ma questo non vuol dire subire passivamente l'attività di organizzazioni che fanno la spola tra l'Africa e le coste italiane per traghettare persone che nella stragrande maggioranza dei casi sono migranti economici, non profughi che scappano da guerre o persecuzioni. Anche gli altri stati europei si devono assumere le proprie responsabilità e ci aspettiamo che la Germania, anziché dare lezioni di umanità all'Italia, si faccia carico di condividere l'accoglienza di quei migranti trasportati dalle navi delle Ong battenti bandiera tedesca”.
Il tema sicurezza passa anche, per il governo, dalle restrizioni carcerarie (vedi ergastolo ostativo). Non è pericoloso, in un Paese in cui quest’anno si sono verificati già 75 suicidi in cella?
"Non penso si possano confondere i piani della qualità del trattamento carcerario con quello di assicurare la certezza della pena, che per noi è un punto fermo, nel rispetto del lavoro degli inquirenti e delle sofferenze delle vittime dei crimini. Così come è chiara la nostra scelta di non indietreggiare di un passo sul fronte della lotta alla mafia. L’ergastolo ostativo, un punto cardine della nostra legislazione antimafia nata dalle intuizioni di magistrati come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, ha avuto negli anni un ruolo fondamentale per incentivare le collaborazioni e scardinare le organizzazioni mafiose. Quindi è giusto dare una stretta ai benefici penitenziari per chi non collabora, una decisione che ha un forte valore simbolico e indica la strada che questo governo ha intrapreso sul fronte della lotta alla mafia, su cui i governi precedenti sembravano in pericolosa ritirata".