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Giorgia Meloni, "il" presidente per libera scelta

(ansa)
Dietro la preferenza lessicale della premier non c'è una posizione ideologica, ma un criterio soggettivo
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Ricordando che Nilde Iotti preferiva essere chiamata "la presidente della Camera", mentre Giorgia Meloni chiede che ci si rivolga a lei come "il presidente del Consiglio", ci era venuto il dubbio che l'articolo femminile fosse di sinistra mentre quello maschile di destra. Che ci fosse insomma una scelta ideologica, dietro quella preferenza lessicale.

Non è così. La presidente Meloni - noi continuiamo a chiamarla così, per una scelta del tutto priva di sapore polemico - ha fatto diffondere una nota ufficiale che complica le cose. Recita infatti quel comunicato che a Bruxelles "il Presidente Meloni ha incontrato la Presidente del Parlamento europeo Metsola, la Presidente della Commissione europea von der Leyen e il Presidente del Consiglio europeo Michel".

L'articolo determinativo femminile è usato per due signore, mentre quello maschile viene utilizzato una volta per una donna e un'altra per un uomo. Non &egrav…

Ricordando che Nilde Iotti preferiva essere chiamata "la presidente della Camera", mentre Giorgia Meloni chiede che ci si rivolga a lei come "il presidente del Consiglio", ci era venuto il dubbio che l'articolo femminile fosse di sinistra mentre quello maschile di destra. Che ci fosse insomma una scelta ideologica, dietro quella preferenza lessicale.

Non è così. La presidente Meloni - noi continuiamo a chiamarla così, per una scelta del tutto priva di sapore polemico - ha fatto diffondere una nota ufficiale che complica le cose. Recita infatti quel comunicato che a Bruxelles "il Presidente Meloni ha incontrato la Presidente del Parlamento europeo Metsola, la Presidente della Commissione europea von der Leyen e il Presidente del Consiglio europeo Michel".

L'articolo determinativo femminile è usato per due signore, mentre quello maschile viene utilizzato una volta per una donna e un'altra per un uomo. Non è stata dunque adottata una regola istituzionale - indicare la carica e non la persona - ma un criterio soggettivo: ognuno si fa chiamare come vuole.

Non invidiamo gli uffici di Palazzo Chigi che per rispettare questa legittima scelta da ora in poi dovranno chiedere a tutte le donne in visita ufficiale come vogliono essere definite nei comunicati. "Scusi, sindaco o sindaca?". "Mettiamo ministro o ministra?". "Preferisce direttore o direttrice?". "Segretario generale o segretaria generale?". Si annunciano tempi difficili, per il capo del cerimoniale. O è una capa?