Politica

Rave, il dl cambierà ma gli emendamenti saranno solo d’aula

Il governo non presenterà modifiche ma lascerà la parola alle Camere
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Non ci saranno altri blitz del governo sul decreto anti-rave perché il Parlamento "è sovrano" nel dare il via libera alle misure d'urgenza. In vista non c'è un emendamento preconfezionato del governo. Bensì l'idea di lasciare spazio alle Camere, anche "per inaugurare un confronto costruttivo con l'opposizione". Il Guardasigilli Carlo Nordio e il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, su questo, la pensano allo stesso modo e ne hanno già parlato.



Il testo certamente cambierà, come ha annunciato lo stesso Nordio nell'intervista a Repubblica, e la norma, scritta in fretta e furia in vista del Cdm, con varie imperfezioni lessicali da correggere, "sarà perfezionata". Perché basta un avverbio o una virgola, come ripete lo stesso Nordio, per mutare completamente il senso di una disposizione. Proprio com'è accaduto in questo caso creando un grande e più che giustificato allarme. Via dunque ogni criticità o espressioni giuridicamente ambigue. Ma tutto questo non avverrà con un emendamento ministeriale, su cui non stanno lavorando né Nordio né Piantedosi.

Per certo però - perché a questo tiene particolarmente il Viminale - sarà salvaguardata la possibilità delle "confische". Ma proprio Piantedosi, con Cgil, Cisl e Uil, ha ribadito che la norma anti rave non limiterà né le manifestazioni sindacali e politiche, né avrà di mira l'occupazione delle fabbriche. Ma saranno le commissioni a discuterne da mercoledì quando, con l'elezione dei presidenti, entreranno a pieno regime sia alla Camera che al Senato.

 

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