Meloni a Cop27, strette di mano con i leader e il giallo dell'incontro con il presidente egiziano
dal nostro inviato Tommaso Ciriaco , dal nostro inviato Tommaso CiriacoSHARM-EL-SCHEIKH - È il primo summit internazionale di Giorgia Meloni. È la Cop27 di Sharm El-Scheikh, il palcoscenico d'esordio dal quale intervenire dopo la presa di Palazzo Chigi. Giunta ieri sera da Roma, la premier interviene questo pomeriggio attorno alle 17 italiane per discutere di clima e transizione ecologica, attestandosi sulle posizioni europee che prevedono il mantenimento degli impegni della Cop26 di Glasgow. E dopo averla accolta con una stretta di mano al suo arrivo all'International Convention Center, nel pomeriggio il presidente egiziano al-Sisi ha avuto un colloquio di un'ora con la premier italiana, nonostante l'imbarazzo diplomatico per il caso Regeni.
Stamane intanto, poco dopo le 9, Meloni si è ritrovata faccia a faccia con il primo ministro della Repubblica federale democratica di Etiopia, Abiy Ahmed, e con il presidente dello Stato di Israele, Isaac Herzog. Lo scambio si è concentrato "sulla collaborazione bilaterale e sulla transizione energetica. Meloni si è detta pronta a collaborare con il futuro nuovo governo israeliano per rafforzare il partenariato italo-israeliano nell'ambito industriale e tecnologico, in particolare nel settore delle tecnologie pulite per l'ambiente". Poi l'incontro con il primo ministro del Regno Unito, Rishi Sunak. Quest'ultimo appartiene alla famiglia del Conservatori ed è considerato da Meloni una sponda necessaria per la politica estera italiana, anche in considerazione del fatto che l'esecutivo di destra deve ancora conquistare la fiducia dei partner continentali, in particolare di Berlino e Parigi. E non è detto che mai la conquisterà. Nel colloquio Meloni e Sunak hanno discusso le principali sfide che la comunità internazionale deve affrontare, prima fra tutte "l'esigenza di una risposta unitaria all'aggressione russa all'Ucraina, e hanno sottolineato l'importanza della cooperazione tra Italia e Regno Unito in ambito G7 e Nato. Insieme potranno rafforzare il legame transatlantico e hanno ribadito la volontà di lavorare insieme per sviluppare ulteriormente le relazioni bilaterali tra Roma e Londra".
I colloqui di stamane potrebbero anche essere il preludio di due missioni internazionali, perché Meloni intende visitare presto Israele (per incontrare Benjamin Netanyahu, che ha vinto le elezioni e si appresta a formare il nuovo governo) e, naturalmente, Londra.