L'europarlamentare Ferrandino lascia il Pd: "Senza linea e anima, aderisco al Terzo polo"
"È una scelta sofferta ma ormai non mi riconosco più nel Pd: incapaci anche di riconoscere la sconfitta delle politiche". Lo annuncia Giosi Ferrandino, eurodeputato che oggi lascia il gruppo dem per aderire a Renew Europe, il gruppo del Terzo Polo a Strasburgo. "Mi ero illuso - spiega - che dopo la sonora sconfitta alle politiche ci sarebbe stato uno scatto di reni, una reazione orgogliosa di rilancio. Avrebbe consentito al nostro popolo di riacquistare fiducia e fiato per riempire le piazze contro questo governo. Era necessario per far capire che la lezione finalmente era stata assimilata. Ci voleva, insomma, una svolta".
L'idea di Ferrandino era quella di un "congresso immediato, nuova guida del partito e soprattutto nuova linea politica" e invece "si è preso tempo impantanando tutto. Si è analizzata la sconfitta, ragionando su come, tutto sommato, il risultato non era proprio una sconfitta e che era colpa degli altri se avevamo perso. Insomma lo spirito di autoconservazione dei pochi ha messo a tacere il grido dei tanti: si fa melina sol per far decantare la sconfitta e permettere ai pochi di non perdere le redini del partito".
Dunque la decisione: "Aderisco al Terzo Polo, quel laboratorio messo su da Calenda e Renzi e che oggi offre una prospettiva nuova a chi, come me, crede nel riformismo come strumento di trasformazione della società. È una sfida nuova, stimolante, che mi farà ritornare l’entusiasmo che il Pd mi ha fatto perdere. C’è un partito da costruire, soprattutto al Sud, e sarà questa la mia missione nei prossimi mesi".