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Centrodestra, l'ira delle donne: "Soltanto uomini ai vertici delle commissioni parlamentari". La polemica delle opposizioni

Giorgia Meloni, presidente del Consiglio 
Nelle chat interne il forte malumore delle deputate, soprattutto FdI e berlusconiane dopo l'esclusione della rappresentanza femminile nelle nomine dei presidenti. Dal Pd, Serracchiani rispolvera la lite con Meloni sulla battaglia di genere
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L'elenco si può leggere tutto d'un fiato, ed è da declinarsi tutto al maschile. La maggioranza di governo che propone per la prima volta nella storia d'Italia una premier donna piazza soltanto uomini ai vertici delle commissioni: 14 su 14. La lunga trattativa per le presidenze si conclude con un accordo sulle quote a ciascun partito: 7 a Fratelli d'Italia, 4 alla Lega  e 3 a Forza Italia. Ma nessuno ha pensato alla rappresentanza femminile. Che alla Camera, alla guida degli organismi legisativi, semplicemente non c'è. Il curioso fenomeno suscita il malumore delle deputate dello stesso centrodestra, soprattutto FdI e berlusconiane, che ne parlano riservatamente nelle chat interne. E scatena la polemica nelle opposizioni.

Si indigna Debora Serracchiani, capogruppo del Pd, che in un tweet, con tanto di hashtag, ricorda la lite con Giorgia Meloni durante il dibattito sulla fiducia, quando l'esponente dem disse che nella visione…

L'elenco si può leggere tutto d'un fiato, ed è da declinarsi tutto al maschile. La maggioranza di governo che propone per la prima volta nella storia d'Italia una premier donna piazza soltanto uomini ai vertici delle commissioni: 14 su 14. La lunga trattativa per le presidenze si conclude con un accordo sulle quote a ciascun partito: 7 a Fratelli d'Italia, 4 alla Lega  e 3 a Forza Italia. Ma nessuno ha pensato alla rappresentanza femminile. Che alla Camera, alla guida degli organismi legisativi, semplicemente non c'è. Il curioso fenomeno suscita il malumore delle deputate dello stesso centrodestra, soprattutto FdI e berlusconiane, che ne parlano riservatamente nelle chat interne. E scatena la polemica nelle opposizioni.

Si indigna Debora Serracchiani, capogruppo del Pd, che in un tweet, con tanto di hashtag, ricorda la lite con Giorgia Meloni durante il dibattito sulla fiducia, quando l'esponente dem disse che nella visione della premier le donne stavano un passo indietro: "Tutti e 14 i presidenti delle Commissioni permanenti a Montecitorio sono uomini. Tutti scelti dalla maggioranza. #miguardiSerracchiani #lastoguardandoMeloni".

E anche Riccardo Magi, deputato di +Europa, denuncia il fatto sui social: "Tutti gli uomini del presidente", è il titolo: "Tutto un  dibattito su quanto femministra fosse il fatto di avere la prima donna presidente. Poi è diventata "Il presidente". Oggi la maggioranza ha eletto i presidenti di commissione alla Camera: tutti uomini".

I nomi, appunto, giungono da un confronto interno alla coalizione in cui si è dovuto tenere conto anche della compensazione a favore di chi aveva perso in extremis il posto di sottosegretario. in commissione Bilancio Roberto Pella di Forza Italia - dato come favorito alla vigilia - viene 'sacrificato' per lasciare il posto al collega di partito Giuseppe Mangialavori. Per il resto, tutto come previsto: vengono eletti presidenti Nazario Pagano (FI) in Affari Costituzionali, Ciro Maschio (FdI) in Giustizia, Antonino Minardo (Lega) in Difesa, Marco Osnato (FdI) in Finanze, Federico Mollicone (FdI) in Cultura e Istruzione, Mauro Rotelli (FdI) in Ambiente e Lavori pubblici, Salvatore Deidda (FdI) in Trasporti e Telecomunicazioni, Alberto Gusmeroli (Lega) in Attività produttive, Walter Rizzetto (FdI) in Lavoro, Ugo Cappellacci (FI) in Affari sociali, Mirco Carloni (Lega) in Agricoltura e Alessandro Giglio Vigna (Lega) in Politiche Ue.

Discorso a parte merita la commissione Esteri, dove il nuovo presidente è l'ex ministro Giulio Tremonti. Le sedute si annunciano movimentate, non solo per l'attualità di temi come il conflitto in Ucraina e l'invio di armi a Kiev, ma anche perché nella stessa commissione siedono, tra gli altri, il leader del M5S Giuseppe Conte e l'ex ministro della Difesa, il dem Lorenzo Guerini. E sarà, anche questo, un confronto fra uomini. Oggi il bis al Senato, dove qualche volto femminile dovrebbe far capolino: ad esempio quello di Stefania Craxi, destinata agli Esteri. Un po' pochino: anche per una donna che preferisce l'articolo determinativo maschile.