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Migranti, Tajani difende la linea dell'Italia: "Porrò la questione in Ue". E auspica il rinvio di un anno del Patto di stabilità

(ansa)
Il ministro da Amsterdam, a margine della visita del presidente Mattarella: "L'immigrazione è un problema europeo, lunedì ne parlerò al Consiglio. Noi rispettiamo e facciamo rispettare le regole". E sulle elezioni americane di Midterm: "L'Italia non è legata a un partito"
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AMSTERDAM - Sui migranti "l'Italia ha rispettato le regole e le ha fatte rispettare", assicura il ministro degli esteri Antonio Tajani, in visita in Olanda col presidente della Repubblica Mattarella. E così commenta lo scontro con la Francia, che ha annunciato di non volere accogliere i circa 3.500 migranti che avrebbero dovuto essere ridistribuiti: "Reazione di Parigi sproporzionata".  All'indomani dello schiaffo europeo sulla linea dura che ha portato allo sbarco dei profughi in Sicilia e in Calabria il rappresentante della Farnesina perora le scelte del governo: "Abbiamo difeso un principio", dice. "Per noi è fondamentale salvare vite umane e rispettare le regole. Lunedì porrò la questione al Consiglio affari europei, perché l'immigrazione è un problema europeo, lo ha detto anche Papa Francesco. Non è un fatto italiano, greco o maltese. E' europeo. L'importante è che…

AMSTERDAM - Sui migranti "l'Italia ha rispettato le regole e le ha fatte rispettare", assicura il ministro degli esteri Antonio Tajani, in visita in Olanda col presidente della Repubblica Mattarella. E così commenta lo scontro con la Francia, che ha annunciato di non volere accogliere i circa 3.500 migranti che avrebbero dovuto essere ridistribuiti: "Reazione di Parigi sproporzionata".  All'indomani dello schiaffo europeo sulla linea dura che ha portato allo sbarco dei profughi in Sicilia e in Calabria il rappresentante della Farnesina perora le scelte del governo: "Abbiamo difeso un principio", dice. "Per noi è fondamentale salvare vite umane e rispettare le regole. Lunedì porrò la questione al Consiglio affari europei, perché l'immigrazione è un problema europeo, lo ha detto anche Papa Francesco. Non è un fatto italiano, greco o maltese. E' europeo. L'importante è che ci sia una collaborazione e un intervento dell'Unione europea su questo". Tajani ha ricordato che c'è anche la rotta balcanica come via d'ingresso dei migranti. "Perciò andremo presto in Kosovo e in Serbia col ministro Crosetto".

Tutto questo mentre Giorgia Meloni ha criticato le ragioni dei medici che hanno portato allo sbarco, ribandendo che sulle navi delle Ong "c'erano migranti, non naufraghi". Dopo tre anni di sostanziale silenzio l'avvento della destra al governo ha riportato l'orologio indietro di quattro anni, all'estate del 2018, quando Matteo Salvini dal Viminale bloccava le navi sulle coste siciliane, costruendo una narrazione incentrata sulla presunta invasione. I tempi sono mutati, eppure la destra ha ripreso a suonare esattamente lo stesso spartito monopolizzando l'agenda mediatica sull'immigrazione.  

Sergio Mattarella, ieri, in una lettera alla Fondazione Migrantes, incentrata sull'emigrazione all'estero dei giovani talenti e non solo, aveva ricordato che "il saldo tra chi entra e chi esce rimane negativo, con conseguenze evidenti sul calo demografico e con ricadute sulla nostra vita sociale". Insomma, ne emigrano più di quanti ne arrivano.

Capitolo patto di stabilità. Tajani ipotizza di valutarne la sospensione di un altro anno, fino alla fine del 2024. Il congelamento "era stato preso prima per il Coronavirus, poi è arrivata la guerra. Riflettiamo adesso su quale è la situazione economica, è una decisione che comunque prenderà il governo. Noi siamo sempre stati per una flessibilità maggiore. Questa di oggi di Gentiloni è una comunicazione per aprire un dibattito non è un testo legislativo".

Sull'esito del Midterm il vicepremier non si sbilancia. "Rispettiamo la decisione degli americani. L'Italia non è legata a un partito: le nostre relazioni sono con gli Stati Uniti, qualsiasi Parlamento rappresenti il voto: quella è la casa della democrazia. Contano gli Stati Uniti, poi gli americani sono liberi di scegliere". 

Sergio Mattarella ha iniziato ieri sera il suo viaggio di tre giorni nei Paesi Bassi. Stamane ha visto la coppia reale, Guglielmo e Maxima, nel pomeriggio ha incontrato la comunità italiana, composta da 60mila nostri connazionali, ("siete un avamposto dell'amicizia bilaterale"), domani si sposterà all'Aja dove vedrà il premier Rutte (che oggi, davanti al palazzo Reale, ha salutato con molto calore Tajani). L'Olanda, capofila dei Paesi frugali, non è sempre è stata benevola col nostro Paese, sul deficit e sul fronte migranti. Mattarella è chiamato a ricucire, come sempre è avvenuto in passato. Venerdì sarà a Maastricht per i trent'anni del famoso Trattato che diede l'avvio alla Ue: una data fondativa da sempre contestata dalla destra italiana ora al potere.