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Lupi: "Il ritorno di Donald ha spaventato i moderati. Il populismo non piace più"

Intervista al leader di Noi moderati: "In America come da noi serve il bel conservatorismo in stile Reagan"
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ROMA - "Non è un problema di sondaggi sbagliati: la discesa in campo pesante di Trump ha spaventato e rimobilitato gli elettori democratici". La lettura che Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati, dà delle elezioni americane di midterm è quella di un segnale positivo per la destra non populista. Non solo americana.

L'onda rossa non c'è stata. E le previsioni sono state smentite.
"Credo che stia tornando finalmente il bel conservatorismo americano, che la spunta sul trumpismo populista. È questo il messaggio che viene lanciato da questa tornata elettorale negli Usa".

Per l'ex presidente, che pure brinda al successo, è un risultato preoccupante.
"Sì, anche per la vittoria di alcune figure politiche diverse da lui, dal governatore Ron DeSantis al senatore Marco Rubio: rappresentano un filone repubblicano in passato interpretato da Reagan e da Bush, inflessibile sui temi etici ma liberista - senza e…

ROMA - "Non è un problema di sondaggi sbagliati: la discesa in campo pesante di Trump ha spaventato e rimobilitato gli elettori democratici". La lettura che Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati, dà delle elezioni americane di midterm è quella di un segnale positivo per la destra non populista. Non solo americana.

L'onda rossa non c'è stata. E le previsioni sono state smentite.
"Credo che stia tornando finalmente il bel conservatorismo americano, che la spunta sul trumpismo populista. È questo il messaggio che viene lanciato da questa tornata elettorale negli Usa".

Per l'ex presidente, che pure brinda al successo, è un risultato preoccupante.
"Sì, anche per la vittoria di alcune figure politiche diverse da lui, dal governatore Ron DeSantis al senatore Marco Rubio: rappresentano un filone repubblicano in passato interpretato da Reagan e da Bush, inflessibile sui temi etici ma liberista - senza eccessi - in economia, sensibile ai temi sociali".

Trump si candiderà lo stesso per la Casa Bianca?
"Conoscendo il carattere e l'ambizione dell'ex presidente, direi che la sua sfida la proporrà lo stesso. Ma questa può essere un'opportunità per il Gop, in grado invece di lanciare una personalità forte che vinca le primarie e rilanci un partito in fondo non lontano dal nostro centrodestra".

Molti avrebbero scommesso su una debacle dei democratici, visti anche i livelli di inflazione negli Stati Uniti.
"Sì, e ribadisco le ragioni per cui ciò non è avvenuto: l'irruzione sulla scena di Trump ha mobilitato i democratici e ha spaventato gli stessi repubblicani moderati. Peraltro il voto dice che un tema molto avvertito negli Usa, quello della sicurezza, non può essere affrontato con una formula trumpiana. Dopodiché, non è che i democratici abbiano vinto. Anzi, annaspano con una figura come quella di Biden. Il suo grande piano di rilancio del Paese, che passa dalle infrastrutture, non decolla".

Quale significato trarre da queste elezioni per il conflitto russo-ucraino?
"Beh, mi sembra che figure come quella di DeSantis e Rubio, anche rispetto alla Russia, abbiamo posizioni diverse da quella di Trump, che diceva che la Nato non serviva. Posizioni secondo le quali l'America non fa da sola, segue le regole di una comunità internazionale".

È una lezione anche per il centrodestra italiano? Salvini inneggiava a Donald Trump.
"La formula giusta non può essere un nuovo trumpismo, quanto un nuovo reaganismo. Detto ciò, noi dobbiamo concentrarci sulla sfida del governo".

La partenza del governo Meloni ha mostrato qualche incertezza, vedi i ripensamenti su decreti rave, Covid, migranti.
"Siamo all'inizio, ci sono piccole cose da aggiustare, ma mi pare che ci siamo mossi bene sui temi dell'economia e delle relazioni internazionali. Meloni sta mostrando senso istituzionale".

Il caso dei migranti a Catania poteva essere gestito diversamente?
"Premesso che la sinistra non può dare lezioni, visto quello che accadde durante il governo Prodi con gli albanesi. Premesso pure che questa vicenda ha avuto il merito di ridestare l'Europa, visto anche l'intervento della Francia. Ciò detto, se c'è una questione umanitaria, va gestita forse con maggiore sensibilità e intelligenza. Si poteva evitare di fare diventare questa storia un caso, ecco".