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Antonio Nicita, il prof democratico salito a bordo con i migranti

Cinquantaquattro anni, siracusano, origini dc, amico di Enrico Letta, al primo mandato da parlamentare. Sulle Humanity1 e Geo Barents a Catania. Il tweet contro i razzisti: "Come potrò far prendere un treno ai miei figli, bellissimi, neri e italianissimi?"
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Quando sabato notte lo hanno visto arrivare al porto di Catania, nessuno ci avrebbe scommesso. Giacca, camicia, occhiali sul naso e mezzo toscano in bocca, aspetto distinto, "questo non dura più di un'ora" borbottavano i primi manifestanti in presidio. E invece il senatore Antonio Nicita è stato il primo ad arrivare sulle navi quando Humanity1 è arrivata a Catania, l'ultimo a scendere da Geo Barents e solo quando lo hanno fatto tutti i naufraghi per due giorni rimasti bloccati sulle navi umanitarie. E in quelle notti gelate lì sul ponte ci ha passato ore intere a parlare con i ragazzi.

"Venite a guardare negli occhi i naufraghi che non volete far sbarcare", diceva ai microfoni delle tv. "Scendono tutti", ha festeggiato martedì sera sui suoi social. E per questo si è preso pure un sacco di insulti, ma non ha perso neanche tempo a rispondere.

Cinquantaquattro anni, siracusano, al primo mandato da senatore,…

Quando sabato notte lo hanno visto arrivare al porto di Catania, nessuno ci avrebbe scommesso. Giacca, camicia, occhiali sul naso e mezzo toscano in bocca, aspetto distinto, "questo non dura più di un'ora" borbottavano i primi manifestanti in presidio. E invece il senatore Antonio Nicita è stato il primo ad arrivare sulle navi quando Humanity1 è arrivata a Catania, l'ultimo a scendere da Geo Barents e solo quando lo hanno fatto tutti i naufraghi per due giorni rimasti bloccati sulle navi umanitarie. E in quelle notti gelate lì sul ponte ci ha passato ore intere a parlare con i ragazzi.

"Venite a guardare negli occhi i naufraghi che non volete far sbarcare", diceva ai microfoni delle tv. "Scendono tutti", ha festeggiato martedì sera sui suoi social. E per questo si è preso pure un sacco di insulti, ma non ha perso neanche tempo a rispondere.

Cinquantaquattro anni, siracusano, al primo mandato da senatore, Antonio Nicita è figlio d'arte. Papà Santi, sinistra Dc, è stato presidente della Regione siciliana, defenestrato da un avviso di garanzia, trasformatosi in un nulla processuale. Dopo all'assemblea regionale ci torna più volte. Quando la Dc deflagra, vaga un po' fra le formazioni centriste di ispirazione cattolica, poi aderisce al Pd. "Dedico questa vittoria a mio padre", ha detto Nicita jr quando le urne l'hanno spedito a palazzo Madama. Ma una "dedica particolare" l'ha voluta fare anche ad Egidio Ortisi, il suo professore di filosofia al liceo classico di Siracusa.

A differenza della cugina Stefania Prestigiacomo, il senatore alla politica ci arriva più tardi. E rispetto a lei sta dall'altra parte della barricata. Amico personale di Enrico Letta, la prima e l'unica tessera che abbia avuto - dice chi lo conosce - è quella del Pd.

Ma più che le stanze di partito, Nicita jr per lungo ha frequentato gli atenei. Bocconi appena diciottenne, poi il dottorato a Siena, Cambridge, Yale, European University Institute. "Inizialmente con la matematica ha litigato, veniva dal classico, poi per lui è stato tutto in discesa", dice Alfredo Rizzo, colonna e memoria storica dei dem siciliani. "Ma non è secchione, è curioso", lo raccontano altri.

Prof in vari atenei in Italia e all'estero - Luiss, Sapienza, Lumsa, ParisX, fellow del Freedom Center dell'University of Arizona e del Center for Research in Regulated Industries della Rutgers Business School - per lungo tempo è stato all'Agcom, ma ha trovato anche il tempo un'esperienza anche in Europa e oggi - tra le tante cose - è anche membro del comitato scientifico del Centre for Media Freedom and Media Pluralism finanziato da Parlamento Europeo, Schuman Center, European University Institute. Scrive anche. Ha all'attivo diverse pubblicazioni, non solo accademiche.

"Fermo lui? Dimenticalo", dice chi lo conosce. Ha un blog, che racconta un po' dei suoi mille interessi. Big data, fake news, politica economica soprattutto. Sulla sua vita privata invece è riservato, ne parla poco se non mai, sulle sue pagine di sé racconta solo che "ho sposato la mia compagna di liceo con cui abbiamo due splendidi figli". Ma nel 2018, quando è montata l'ennesima polemica razzista contro un ragazzo beccato senza biglietto su un Frecciarossa su Twitter ha scritto: "Come potrò far prendere un treno ai miei figli, bellissimi, neri e italianissimi senza pensare che un idiota razzista scatti loro una foto insultandoli per il colore della pelle? Dopo questi anni passati a promuovere pluralismo e diversità in Italia, dovrò ricercarli altrove?". Al momento però la battaglia del senatore rimane in Italia.